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6 Gennaio 2026
16:30

Cos’è il cammeo e come viene intagliato questo gioiello nati nell’antico Egitto

Il cammeo è una pietra scolpita a più strati che rappresenta il profilo di una figura classica in basso o alto rilievo. Nati nell'antico Egitto, diventarono celebri durante il Rinascimento: oggi sono tornati di moda.

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Cos’è il cammeo e come viene intagliato questo gioiello nati nell’antico Egitto
cameo
Credit: Auckland Museum, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

I cammei sono gioielli – in alcuni casi veri e propri manufatti artistici – realizzati attraverso l’incisione di una conchiglia o di una pietra stratificata, come ad esempio agata, onice o pietra sardonica, ma anche altri materiali come corallo e madreperla, da cui emerge una figura in alto o basso rilievo.

Realizzati con una semplice incisione sulla ceramica o sulla pietra già nell’antico Egitto, e poi in modo più raffinato in Grecia e a Roma, i cammei diventano celebri nel Rinascimento grazie alla Regina Elisabetta I, che li dona ai suoi ospiti come segno di benevolenza.

Nel XIX secolo, quando l’Imperatrice Giuseppina e la Regina Vittoria si appassionano a questi gioielli, i cammei diventarono di tendenza. Oggi stanno tornando in auge grazie a grandi stilisti che li scelgono per le loro creazioni, e all’artigianato di alta gioielleria, molto fiorente soprattutto in Italia.

L'origine del cammeo dall'antico Egitto a Roma

Abbiamo notizie della presenza di cammei primordiali già nell’Antico Egitto: gli egiziani, infatti, incidevano gli scarabei – animali portafortuna per eccellenza secondo la cultura del tempo – su ceramica e onice, e indossavano questi gioielli “petroglifi”, ovvero incisi sulla pietra, come spille o ciondoli decorativi benauguranti. Anche i romani amavano incidere bassorilievi di piccole dimensioni su gioielli e spille, principalmente per rappresentare imperatori e divinità e portarli sempre con sé. Un gesto celebrativo, al pari di quello che è per noi oggi indossare ciondoli con simbologie religiose e piccole immagini a noi care.

Abbiamo anche testimonianze di cammei di dimensioni maggiori, quindi non utilizzati come gioielli ma come vere e proprie opere d’arte. Tra questi, il celebre Cammeo Gonzaga, di origine greca – oggi conservato al museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, appartenuto nei secoli a diverse casate nobili, tra cui i Gonzaga di Mantova – inciso in pietra sardonice databile al III secolo a.C., di dimensione di circa 15 x 11 cm, che rappresenta due figure di profilo, forse il faraone Tolomeo II e sua moglie Arsinoe.

La moda a corte nel Medioevo

Durante il Rinascimento l’arte religiosa fu predominante, ma la regina Elisabetta I riportò il cammeo al centro della moda e del gusto artistico. La sovrana, infatti, amava regalare piccoli gioielli incisi ai suoi ospiti: tra questi, il famoso “Gioiello Drake”: un preziosissimo cammeo realizzato tra il 1580 e il 1590 – oggi conservato al Victoria and Albert Museum di Londra – regalato dalla regina a Sir Francis Drake, corsaro, navigatore e uomo politico, per ringraziarlo dei suoi servizi. Si tratta di un pendente di forma ovale, realizzato in pietra sardonia e incastonato in oro, rubini, diamanti, che sulla parte anteriore rappresenta un uomo nero di fronte a una donna bianca. Alla base c’è un grappolo di perle e, una volta aperto, rivela una pergamena con una miniatura della Regina.

La raffinatezza dei gioielli donati da Elisabetta I rese il cammeo famoso tra la nobiltà dell’epoca, e indossare questi gioielli diventò un simbolo di status elevato.

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Credit: Andrea Appiani, Public domain, via Wikimedia Commons

Nel XIX secolo i cammei diventarono ufficialmente “di moda”. L’imperatrice Giuseppina di Beauharnais, moglie di Napoleone, si fece ritrarre in più occasioni da artisti dell’epoca, come Andrea Appiani e Fredric Westin, indossando preziosi gioielli con profili incisi. Tra questi un’imponente tiara decorata da cammei. Questa corona, oggi, appartiene alla casata reale di Svezia, ed è stata indossata dalla principessa Vittoria il giorno del suo matrimonio. Anche la regina Vittoria d’Inghilterra era una grande appassionata di cammei e ne possedeva una collezione straordinaria. Il suo stile, amplificato dalla diffusione delle prime riviste di moda, era amatissimo e spesso imitato. Proprio come accadde con l’abito bianco del suo matrimonio — la cui fotografia fece il giro del mondo, dando origine alla tradizione del vestito da sposa bianco — anche i cammei divennero di tendenza grazie a lei.

Il cammeo oggi tra artigianato, moda e vintage

Negli ultimi anni il cammeo è tornato di moda: Oscar de la Renta ha realizzato una borsa decorata con cammei e pietre preziose; Dior li ha trasformati in raffinati orecchini pendenti e non mancano apparizioni sui red carpet. L’artigianato di lusso legato ai cammei — in gran parte italiano — continua a essere molto apprezzato in tutto il mondo.

La loro diffusione massiva tra l’Ottocento e il Novecento ha però lasciato in eredità anche moltissimi esemplari non particolarmente pregiati, spesso realizzati non in pietra d’onice o in conchiglia, ma in semplice resina.

Al di là del loro indiscusso fascino vintage, per capire se un cammeo possa essere davvero prezioso basta un piccolo trucco: metterlo controluce. Se i contorni della figura incisa diventano leggermente trasparenti o traslucidi, è probabile che sia stato usato un materiale di qualità. Anche la precisione dei dettagli e la presenza di decorazioni con gemme o miniature sono indizi importanti del suo valore.

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