
Durante il restauro di una chiesa nella città olandese di Maastricht alcuni operai hanno scoperto uno scheletro che potrebbe essere quello del nobile e militare francese Charles de Batz-Castelmore, noto ai più come d'Artagnan, le cui gesta spinsero Alexandre Dumas a scrivere di lui nel ciclo di romanzi d'avventura e di cappa e spada "I tre moschettieri".
Il presunto ritrovamento del “quarto moschettiere”
Più di tre secoli e mezzo dopo la morte dell'eroico soldato francese, il mistero sul luogo della sua sepoltura potrebbe forse essere finalmente risolto, visto il ritrovamento di alcune ossa sotto il pavimento crollato di una chiesa di Maastricht, quella dei Santi Pietro e Paolo nel quartiere Wolder.

Wim Dijkman, archeologo in pensione che ha trascorso 28 anni alla ricerca del luogo di sepoltura del moschettiere (da sempre ignoto), è stato chiamato dal diacono Jos Valke in un battibaleno.
Lo scheletro era sepolto proprio nei pressi dell'altare, in terra consacrata, e nella tomba c'era una moneta francese dell'epoca. Su di esso è ben visibile il colpo di un proiettile proprio all'altezza del petto, come quello che ha ucciso il valoroso guerriero. Ecco perché si è subito pensato che fosse proprio lui.

Lo scheletro al momento si trova in un istituto archeologico a Deventer per indagini di alto livello e in un laboratorio di Monaco un team di ricercatori sta svolgendo delle analisi su un campione di DNA che verrà confrontato con quelli forniti dai discendenti del padre di d'Artagnan per verificare l'eventuale presenza di una corrispondenza. Dijkman ha dichiarato:
Sono in corso analisi e indagini di ogni genere, sia in patria che all'estero. Vogliamo essere assolutamente certi che si tratti di d'Artagnan.

Chi era l’uomo dietro il vero D’Artagnan
Charles de Batz-Castelmore nacque tra il 1611 e il 1615 nel castello di Castelmore, in Guascogna, una regione storica che si trova sul confine tra Francia e Spagna. Di nobiltà provinciale e modesta, negli anni Trenta del Seicento lasciò la terra natia per approdare a Parigi, assumendo il nome della madre, "D'Artagnan", per una questione di prestigio (sua madre era difatti la figlia del signore di Artagnan, comune dell'Occitania).
Nel 1635 entrò a far parte dei Moschettieri della Guardia sotto Luigi XIII, e nel 1657 ne assunse il comando. Con il suo carisma e le sue formidabili doti militari, ben presto divenne l'uomo di fiducia del Cardinale Mazzarino e il braccio destro "operativo" di Luigi XIV.

Fu proprio lui a compiere il clamoroso arresto del sovrintendente alle finanze francesi Nicolas Fouquet nel 1661. Fouquet infatti venne indagato per malversazione di fondi pubblici e, soprattutto, la lesa maestà. Il politico infatti, non fu particolarmente scaltro, perché ostentò svergognatamente una ricchezza superiore a quella del re, scatenandone l'ira e l'invidia a seguito di una sfarzosa festa nel castello di Vaux-le-Vicomte. Quella fu proprio la goccia che fece traboccare il vaso.
In qualità di Capitano-Tenente dei Moschettieri, D'Artagnan riorganizzò il corpo rendendolo un'élite militare, e nel contempo per un certo periodo fu anche governatore di Lilla, pur preferendo il campo di battaglia alla burocrazia.
Il valoroso moschettiere morì travolto da una pallottola di moschetto il 25 giugno 1673, durante l'assedio di Maastricht, evento di svolta della Guerra d'Olanda che vedeva frapposti Francia e Inghilterra alle Province Unite (gli attuali Paesi Bassi). Nonostante la sua morte, l'assedio fu un trionfo di strategia militare da parte della sua compagnia, soprattutto grazie alle trincee parallele progettate dall'ingegnere Sébastien Le Prestre de Vauban.
La sua valorosa morte lo ha consacrato come combattente eroico e pronto a tutto per la sua patria, ispirando anche la penna di Alexandre Dumas, diventando il protagonista del suo più celebre romanzo, "I tre moschettieri" del 1844.
Il libro di Dumas è poi stato adattato cinematograficamente diverse volte, con d'Artagnan interpretato da attori del calibro di Douglas Fairbanks, Michael York, Chris O'Donnell, Logan Lerman e François Civil. Il personaggio è diventato così famoso da diventare persino un beagle armato di spada nella serie animata dei primi anni '80 "I cani e i tre moschettieri".
