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Domato l’incendio al deposito BRT di Milano: i dati ARPA sugli inquinanti nell’aria e le possibili cause

Un vasto incendio è scoppiato nel deposito BRT di Milano Bovisa, coinvolgendo un capannone di circa 8.000 mq. Le fiamme sono state domate al 95%, ma due container di bici elettriche continuano a bruciare, con i Vigili del Fuoco che stanno svolgendo operazioni di raffreddamento. Le prime rilevazioni ARPA hanno escluso concentrazioni preoccupanti per gli inquinanti nell'aria.

9 Luglio 2026
15:55
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Domato l’incendio al deposito BRT di Milano: i dati ARPA sugli inquinanti nell’aria e le possibili cause
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L'incendio al centro di smistamento pacchi di Milano. Credit: Vigili del Fuoco

Un vasto incendio è divampato all'interno del deposito Milano Bovisa della società di spedizioni BRT (conosciuta con il precedente nome di Bartolini), situata in via Don Giovanni Minzoni 10. Le fiamme, scoppiate poco prima delle 19.30 di ieri mercoledì 8 luglio, hanno coinvolto un capannone adibito allo smistamento pacchi di circa 8.000 metri quadrati (un campo da calcio, per intenderci, è di circa 7.000 mq), coinvolgendo anche alcuni uffici amministrativi e diversi mezzi di trasporto parcheggiati nel cortile antistante. La nube di fumo creatasi era ben visibile da tutta la città di Milano: fortunatamente, nessuna persona è rimasta ferita.

Oggi, giovedì 9 luglio, le fiamme sono state domate per il 95%, anche se Vigili del Fuoco stanno conducendo delle operazioni di raffreddamento poiché due container carichi di bici elettriche – con batterie agli ioni di litio – stanno continuando a bruciare. Nel frattempo, l'ARPA Lombardia ha confermato che sul luogo dell'incendio sono presenti gli inquinanti tipici della combustione, ma le concentrazioni non risultano preoccupanti, anche grazie alla dispersione dei fumi in atmosfera.

I rilievi di ARPA Lombardia sulla qualità dell'aria

Già nella serata di mercoledì, la squadra del dipartimento di Milano di ARPA Lombardia ha raggiunto il luogo dell'incendio per eseguire le prime misure sulla qualità dell'aria con gli strumenti in dotazione. I rilevamenti effettuati intorno al perimetro aziendale non hanno evidenziato valori critici per gli inquinanti monitorabili direttamente sul posto: sono stati rilevati inquinanti tipici della combustione, le cui concentrazioni non sono risultate preoccupanti, anche grazie alla dispersione dei fumi in atmosfera.

Durante la notte, i tecnici dell'Agenzia hanno installato un campionatore ad alto volume in via Baldinucci, posizionato in coerenza con la mappa previsionale di ricaduta dei fumi elaborata dal gruppo specialistico di contaminazione atmosferica. Il primo filtro del campionatore dovrebbe essere ritirato nel pomeriggio di oggi 9 luglio e inviato al laboratorio di Milano per la ricerca di eventuali sostanze microinquinanti, in particolare diossine, furani e IPA (idrocarburi policiclici aromatici).

Nel frattempo il Comune di Milano, visti i nuovi rilievi speditivi di ARPA effettuati nel corso della mattinata, ha fornito indicazioni specifiche per la popolazione residente in un raggio di 500 metri da via don Minzoni 10:

  • Non utilizzare spazi verdi pubblici;
  • Evitare attività fisica all'aperto;
  • Non utilizzare verdura coltivata sul balcone o negli orti;
  • In scuole e nidi evitare l'utilizzo di spazi all'aperto.

La possibile dinamica dell'incendio e l'intervento dei Vigili del Fuoco

Secondo le prime informazioni, il rogo potrebbe essere partito da un container probabilmente rivestito in poliuretano, per poi estendersi a uno dei capannoni dedicati allo smistamento dei pacchi, anche se si tratta di un'ipotesi ancora da confermare con gli accertamenti investigativi. A quel punto le fiamme si sarebbero estese rapidamente, coinvolgendo progressivamente i rimorchi degli autocarri collegati alle rampe di carico. Intanto, la Procura di Milano ha aperto un'indagine per ricostruire le cause del rogo.

Sul posto è stato dispiegato un imponente dispositivo di soccorso: circa 50 Vigili del Fuoco, provenienti dai comandi di Milano e Monza, hanno operato con 6 autopompe serbatoio (APS), 4 autobotti pompa (ABP), 3 autoscale, un carro aria, il nucleo SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto, ossia i droni) e un mezzo TRID (un cestello per lavori in quota). Le operazioni sono state coordinate dal Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Milano.

Uno degli obiettivi prioritari dei pompieri è stato impedire che le fiamme raggiungessero le strutture e i depositi di carburante presenti nell'area circostante. Nelle vicinanze del deposito BRT si trovano, infatti, un altro grande spedizioniere, oltre al campus di Bovisa del Politecnico di Milano, a un centro sportivo e a un'attività di ristorazione.

Dopo che i Vigili del Fuoco hanno lavorato ininterrottamente tutta la notte, l'incendio è stato considerato domato, con il 95% del fuoco che è stato spento. Tuttavia, due container carichi di bici elettriche con batterie agli ioni di litio stanno continuando a bruciare: le batterie al loro interno rappresentano un rischio per eventuali nuove esplosioni, con i Vigili del Fuoco che stanno quindi conducendo un'operazione di raffreddamento.

Gli incendi causati da batterie elettriche, infatti, sono particolarmente difficili da domare, poiché una batteria al litio danneggiata non ha bisogno di una fiamma esterna per continuare a bruciare: quando una delle celle interne si danneggia o si scalda troppo, si innescano reazioni chimiche interne che generano altro calore e fiamme, propagandosi a catena alle celle vicine.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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