
Dormire con lo smartphone sotto il cuscino è un'abitudine fortemente sconsigliata, ma non per i motivi che alcuni temono: in base alle evidenze scientifiche attualmente disponibili, non sembra esserci alcuna correlazione tra l'uso del cellulare e il rischio di sviluppare tumori al cervello. Questo è quello che hanno evidenziato decenni di studi e un'imponente revisione del 2024 condotta dall'Australian Radiation Protection and Nuclear Safety Agency (ARPANSA) e commissionata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): nonostante sia aumentato l'utilizzo di queste tecnologie, infatti, non sembra esserci stato un aumento dei casi di tumori cerebrali. Le paure storicamente legate alle onde a radiofrequenza si sono rivelate infondati in ambito oncologico, trattandosi di radiazioni non ionizzanti, ovvero energie incapaci di spezzare i legami chimici e quindi mutare il nostro DNA.
Il vero pericolo nascosto tra le lenzuola è, invece, nel caso in cui lo smartphone non sia impostato in modalità aereo o modalità non disturbare, la compromissione cronica del nostro ciclo sonno-veglia, noto anche come ritmo circadiano. Lasciare il dispositivo sotto il cuscino o, comunque, in prossimità del nostro letto, espone il cervello a stimoli ininterrotti: la ricezione di notifiche e vibrazioni ci mantiene in uno stato di perenne allerta, frammentando il riposo. Il risultato? Una qualità del riposo potenzialmente compromessa, che si traduce inevitabilmente in stress, difficoltà di concentrazione e affaticamento durante le nostre giornate.
Tenere lo smartphone sotto il cuscino, anche in modalità aereo, è da evitare anche per il possibile rischio di surriscaldamento della batteria.
Lo smartphone non provoca il cancro
L'IARC, ovvero l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (da non confondere con la Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro) ha classificato le onde a radiofrequenza emesse dai cellulari tra i “possibili cancerogeni umani” (il Gruppo 2B) e questo equivale a dire che, a differenza di fumo e alcol (sostanze classificate come cancerogeni certi, presenti nel Gruppo 1), al momento non ci sono prove sufficienti che l'utilizzo del cellulare possa provocare l'insorgenza di tumori nell'uomo. Altre agenzie, come le statunitensi EPA (Environmental Protection Agency) ed NTP (National Toxicology Program), hanno persino scelto di non classificare i cellulari tra i cancerogeni potenziali.
Questo perché, ripercorrendo i dati raccolti dalla comunità scientifica internazionale, notiamo che le indagini epidemiologiche non hanno mai mostrato una relazione di dose ed effetto, ossia un aumento dei tumori proporzionale all'aumento dell'utilizzo del telefono. Studi colossali come il Danish Cohort o la recente indagine australiana dell'ARPANSA, non hanno evidenziato associazioni tra l’esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza dei telefoni cellulari e l’insorgenza, o un aumentato rischio, di tumori cerebrali (i tumori del cervello).
Questo perché l'unico effetto fisico reale che le frequenze degli smartphone possono generare è un lievissimo riscaldamento superficiale dei tessuti se questi sono a contatto con i cellulari. Per tutelare i consumatori, le autorità hanno imposto un limite rigoroso chiamato SAR (Specific Absorption Rate), il cosiddetto tasso specifico di assorbimento, che misura la quantità di energia assorbita dal corpo umano, fissato in Europa a un massimo di 2 watt per chilogrammo. I modelli di smartphone attualmente in commercio operano a livelli nettamente inferiori, emettendo energie del tutto inidonee a causare danni biologici durante lo standby notturno.
Un paio di buoni motivi per non dormire con il cellulare sotto il cuscino
Il fulcro del problema si sposta quindi sull'impatto che i cellulari hanno sul sonno. La semplice vicinanza di una fonte inesauribile di interazioni potrebbe potenzialmente impedirci di rilassarci completamente. Immaginate di dormire profondamente e sentite il cellulare suonare: è facile ipotizzare che anche solo l'arrivo di notifiche sonore e/o vibrazioni potrebbe interrompere bruscamente il nostro riposo, peggiorandone la qualità.
All'impatto neurologico si unisce, infine, un raro ma documentato rischio fisico legato al surriscaldamento delle batterie al litio. Se soffocate sotto il peso del cuscino, non potendo dissipare correttamente il calore generato, queste componenti elettroniche possono teoricamente innescare combustioni e causare gravi ustioni. Si tratta di un'eventualità estremamente rara, lo ribadiamo, ma potenzialmente possibile. Per questi due motivi, dunque, dormire con il telefonino sotto il cuscino non è una buona idea.