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30 Novembre 2023
18:30

Cosa succede se si usa troppo il cellulare prima di dormire?

La luce blu dei cellulari potrebbe ridurre la produzione di melatonina, l'ormone del sonno, facendoci addormentare dopo. Scopriamo quali sono gli effetti della luce degli smartphone.

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Cosa succede se si usa troppo il cellulare prima di dormire?
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In quanti la sera attiviamo la modalità night shift (iOS) oppure la protezione occhi (Android) sul proprio smartphone? A cosa serve effettivamente? Aiuta davvero a proteggerci dalla luce prodotta dallo schermo? Anche perché si dice che le luci blu del cellulare facciano addormentare dopo. Sarà vero? Secondo diversi studi, la modalità night shift riduce un po’ l’esposizione alla luce blu, causando una riduzione della produzione di melatonina, l'ormone del sonno. In questo video-articolo scopriamo se è vero che fa addormentare dopo, se la luce blu danneggia gli occhi e cosa si può fare per ridurre i danni della luce dello smartphone.

La luce blu fa addormentare dopo?

Probabilmente sì. Questo perché noi umani per addormentarci abbiamo bisogno che il nostro cervello produca l’ormone del sonno: la melatonina. Se produciamo la melatonina riusciamo ad addormentarci facilmente, se ne produciamo poca faremo più fatica.

Melatonina molecola
Struttura molecolare della melatonina, l’ormone del sonno.

Cosa può modificare la produzione della melatonina? La luce. Per esempio, se teniamo accesa una luce forte in camera ci addormenteremo con più difficoltà; se invece siamo al buio riusciremo a produrre più melatonina e quindi ci addormenteremo prima.

La luce blu però, che è presente sia nella luce degli smartphone ma anche in quella delle lampadine, ha un effetto maggiore. In un esperimento condotto da alcuni ricercatori di Harvard, infatti, l'esposizione alla luce blu ha avuto un effetto di soppressione della melatonina doppio rispetto a quello prodotto dalla luce verde, modificando così i ritmi del sonno, cioè i ritmi circadiani.

I filtri della luce blu funzionano?

I filtri del night shift o in generale della modalità notturna funzionano nel senso che diminuiscono la banda della luce blu, ma non la abbattono al 100%.

Questo significa che se attiviamo il “filtro blu”, allora la luce del cellulare non ci fa nulla? Beh, ni… nel senso che, come abbiamo detto prima, anche la luce verde e quella rossa sopprimono in parte la produzione di melatonina. Meno di quanto faccia la luce blu, è vero, ma comunque un po’ lo fanno.

In conclusione, i filtri per la luce blu non sono inutili, ma è bene essere consapevoli che il loro effetto “protettivo” non è del 100%.

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La luce blu causa danni alla vista?

Sono stati fatti diversi studi per capire se la luce blu potesse danneggiare la retina o in generale causare danni alla vista. Il punto è che la quantità di luce emessa dagli smartphone moderni non è così elevata: per esempio, molti negozi hanno un'illuminazione ambientale 2 volte maggiore rispetto a quella prodotta dal cellulare. Il Sole addirittura produce un'illuminazione ambientale oltre 10 volte maggiore! La luce blu quindi non aumenta il rischio di danneggiare la retina.

Pensate che un’azienda inglese produttrice di lenti ha dichiarato nel 2017  che la luce blu causerebbe danni alla retina, così da poter vendere più occhiali con i filtri della luce blu. Successivamente sono stati multati per pubblicità fuorviante con una multa da 40.000 euro.

Questo per dire che non ci sono prove che gli smartphone facciano male alla vista, ma non significa che stare al cellulare per tanto tempo sia un toccasana per occhi, indipendentemente dalla luce blu. Infatti sappiamo bene che usare lo smartphone affatica i muscoli della messa a fuoco e si può verificare secchezza, irritazione e bruciore oculare.

Gli effetti dello scrolling

Molte persone passano molto tempo scrollando sui social network prima di addormentarsi. Senza rendercene guardiamo centinaia, se non migliaia di contenuti. Questo comportamento può portare a una vera e propria dipendenza non farmacologica, cioè una dipendenza senza assunzione di sostanze. Ciò che ci fa rimanere attaccati al telefono è infatti la dopamina, il neurotrasmettitore del piacere. Mentre scrolliamo, quello che stiamo facendo è cercare il video che farà provare piacere, quello divertente, quello che ci appagherà. Una volta finito riparte il ciclo. Scrolliamo e scrolliamo per cercare di nuovo quella sensazione. Questo meccanismo è tipico delle dipendenze.

molecola dopamina
Struttura molecolare della dopamina, il neurotrasmettitore del piacere.

Consigli per ridurre i danni

Questi sono i consigli riportati dalla Harvard Medical School:

  • usare luci rosse a bassa intensità come luce notturna, perché è quella che sopprime meno la melatonina;
  • evitare di guardare schermi luminosi a partire da due o tre ore prima di andare a letto;
  • se invece per forza di cose dovete usare gli schermi di notte, magari per lavoro, prendete in considerazione l'idea di indossare occhiali che bloccano la luce blu e/o di attivare il filtro della luce blu, il night shift e di abbassare la luminosità.
Sono un appassionato del mondo microscopico, a partire dalle molecole fino agli artropodi. La laurea magistrale in chimica mi ha permesso di avere gli strumenti necessari per comprendere il funzionamento del mondo, ma soprattutto ha saziato la mia fame di risposte. Curioso, creativo e con idee folli: date una videocamera, un drone o una chitarra al DeNa e lo renderete felice.
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