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15 Gennaio 2026
13:57

È vero che il toro odia il rosso? Sfatiamo il mito

È il movimento dei toreri a indurre la carica dei tori nelle corride spagnole, non il colore del mantello che gli viene sventolato davanti. La dimostrazione è nel modo in cui questi animali vedono il mondo e i colori. Non hanno i coni nella retina per vedere le lunghezze d'onda del rosso.

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È vero che il toro odia il rosso? Sfatiamo il mito
corrida

A differenza di quanto si pensi, i tori non sono attratti dal colore rosso. Questa falsa credenza si è diffusa con la corrida, il tradizionale spettacolo spagnolo in cui assistiamo al cruento combattimento tra il matador e il toro. È vero: l'animale attacca furiosamente il drappo rosso – la muleta – che gli viene sventolato davanti, ma non lo fa per il colore. Questi animali, infatti, sono dicromatici: non vedono i colori come noi. Ciò che scatena la loro "rabbia" sono i movimenti dei toreri e dei mantelli che usano. A riprova di ciò, i tori attaccano con la stessa foga anche il capote, un mantello che è magenta da un lato e giallo dall'altro.

Per capire il perché, dobbiamo guardare dentro l'occhio. Nella retina si trovano i “sensori” della vista, speciali fotorecettori chiamati coni e bastoncelli. Sono loro che, tramite processi biochimici, trasformano la luce in impulsi nervosi inviati al cervello. I bastoncelli si occupano della visione notturna e in bianco e nero, mentre i coni sono indispensabili per vedere i colori. Noi esseri umani (che siamo tricromatici) abbiamo 3 tipologie di coni, ognuno sensibile a una diversa lunghezza d'onda: i coni L (Long) sensibili al rosso (~560 nm); i coni M (Medium) sensibili al verde (~530 nm) e i coni S (Short) sensibili al blu (~430 nm). I segnali generati da questi tre recettori vengono mescolati dal cervello per creare l'intera gamma cromatica che conosciamo. È lo stesso principio della colorazione RGB (Red-Green-Blue): se vediamo il "giallo puro", è perché si stanno attivando contemporaneamente i coni L (rosso) e M (verde).

coni e bastoncelli uomo
Schema del funzionamento delle tipologie di coni in organismi tricromatici.

Tuttavia, gran parte dei mammiferi (esclusi alcuni primati come noi) è dicromatica. I tori, nello specifico, non possiedono i coni per la lunghezza d'onda lunga (il rosso), ma hanno solo quelli per il verde e il blu. Per fare un paragone, vedono il mondo come una persona affetta da daltonismo per il colore rosso, la protanopia. I loro occhi non distinguono nitidamente tra rosso e verde e il mantello del matador appare di un colore simile a un grigio-giallo.

schema protanopia
Il processo della visione umana e le alterazioni nella percezione dei colori (daltonismo). ll focus è sulla protanopia: questa alterazione è analoga alla vista dei tori che, essendo dicromatici, non percepiscono il rosso ma lo vedono come una tonalità grigio–giallastra.

Cosa scatena allora la furia dei tori? È il movimento. Il passo della veronica e i gesti rapidi e roteanti del mantello attivano nel toro una reazione difensiva istintiva. Inoltre, bisogna considerare che per la corrida vengono selezionati specificamente i tori della razza Toro Bravo de Lidia, allevati da secoli per la loro possente muscolatura e per la loro naturale aggressività.

Se analizziamo lo svolgimento della corrida, notiamo anche che la famosa muleta rossa viene utilizzata solo nell'ultima fase (tercio de muleta), quando il toro è già esausto e sta per essere ucciso. Questo colore è stato scelto per tradizione e praticità in  quanto serve principalmente a mascherare gli schizzi di sangue dell'animale. Nella fase iniziale (tercio de varas), il matador e i peones – toreri a piedi – usano invece il capote de brega (magenta e giallo), e il toro carica quel mantello con la stessa intensità, confermando che il colore non c'entra.

Muleta

A sfatare definitivamente il mito ci ha pensato nel 2007 anche il programma MythBusters, dimostrando che il toro reagisce solo al movimento. Durante i loro test, l'animale ha caricato bandiere e manichini fissi di qualsiasi colore (bianco, blu e rosso) senza preferenze. Curiosamente, il manichino rosso è stato persino l'ultimo a essere colpito. La prova finale ha visto una persona vestita di rosso rimanere immobile nell'arena mentre altri figuranti si muovevano intorno: il toro ha inseguito solo le persone in movimento, ignorando completamente la figura rossa ferma.

Fonti
LiveScience West Texas A&M University Treccani Phillips CJ, Lomas CA. The perception of color by cattle and its influence on behavior. J Dairy Sci. 2001
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Matteo Galbiati
Junior Content Editor
Sono diventato Content Editor di Geopop dopo una laurea in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e un'esperienza da ricercatore tra biomateriali e colture cellulari, ho infatti lasciato il laboratorio per la mia passione: la divulgazione scientifica. Quello che era nato come un gioco sui social per raccontare le biotecnologie si è trasformato in una professione, consolidata da un Master in Comunicazione Scientifica. Sono anche un instancabile sportivo, con una passione che spazia dal calcio al basket, passando per la corsa, il tennis e il football americano.
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