
Realizzato dall’architetto Mick Pearce in collaborazione con lo studio di ingegneria Arup, l’Eastgate Centre di Harare è tra i più importanti esempi di architettura biomimetica applicata all’efficientamento energetico. L’edificio dimostra infatti come l’osservazione dei sistemi naturali – in particolare quello dei termitai africani – possa tradursi in una struttura capace di garantire comfort ambientale con un impiego minimo di energia, pur ospitando funzioni ad alto fabbisogno energetico come uffici e spazi commerciali. A quasi trent’anni dalla sua realizzazione, avvenuta nel 1996, l’Eastgate Centre continua a essere un riferimento fondamentale per la sostenibilità in edilizia, avendo anticipato molti dei principi oggi associati ai Nearly Zero Energy Buildings (NZEB).
I termitai africani come riferimento progettuale dell’edificio ad Harare
Il principio alla base del progetto dell’Eastgate Centre trae ispirazione dai termitai africani: strutture naturali in grado di mantenere temperature interne stabili anche in presenza di forti escursioni termiche esterne. I termitai funzionano grazie a un sofisticato sistema di gallerie che agiscono come camini regolatori dei flussi d’aria. Questi condotti favoriscono la ventilazione naturale, consentendo all’aria calda di risalire e disperdersi spontaneamente verso l’esterno, con una conseguente riduzione della temperatura interna. Questo meccanismo è stato reinterpretato in chiave architettonica attraverso una rete di cavedi, condotti e camini di ventilazione: l’aria fresca entra ai livelli inferiori, mentre quella calda, meno densa, tende naturalmente a risalire verso l’alto per poi essere espulsa, sfruttando in sostanza lo stesso principio di tiraggio e migrazione dei fumi di un tradizionale camino. Il risultato è un sistema di raffrescamento prevalentemente passivo, che riduce drasticamente il ricorso alla climatizzazione.

L'Eastgate non rinuncia infatti completamente all’impiantistica: grandi ventilatori a basso consumo, collocati nei livelli inferiori, supportano e regolano i flussi d’aria quando necessario. Secondo Arup, questo sistema consente di ridurre fino al 90% l’energia impiegata per riscaldamento e raffrescamento rispetto a edifici convenzionali dotati di aria condizionata, con costi di costruzione e gestione estremamente contenuti.
Architettura biomimetica adattiva dell’Eastgate Centre
Anche se privo di sensori o materiali intelligenti, quello dell’Eastgate Centre è uno dei primi esempi di involucro adattivo biomimetico. L’adattività dell’edificio risiede infatti nella sua configurazione architettonica e nell'implementazione di una serie di accorgimenti progettuali, tra cui ombreggiamenti, spessori murari, cavità d’aria e camini che concorrono a rispondere in modo continuo alle condizioni climatiche esterne, lavorando come un sistema integrato. La pianta relativamente stretta consente inoltre alla luce naturale di penetrare in profondità, mentre l’illuminazione artificiale viene regolata automaticamente in funzione della luminosità esterna, contribuendo a contenere ulteriormente i consumi energetici.
Dal punto di vista strutturale, Arup evidenzia soluzioni orientate alla riduzione del carbonio incorporato, come la passerella sospesa sull’atrio centrale, realizzata con un sistema di cavi che minimizza l’impiego di acciaio e agevola eventuali sostituzioni future. Infine, l’Eastgate Centre non si affida soltanto alla ventilazione naturale, ma anche alla capacità delle pareti di assorbire il calore durante il giorno e rilasciarlo nelle ore notturne, proprio come avviene nei termitai.

L'approccio adottato dimostra che l’efficienza energetica non è necessariamente legata all’alta tecnologia, ma può derivare da una progettazione consapevole del clima e da un uso intelligente della forma e dei materiali. Un aspetto particolarmente rilevante in contesti, come quello dello Zimbabwe, caratterizzati da reti elettriche instabili e risorse limitate.

Altre strutture simili nel mondo
L’Eastgate Centre viene spesso accostato ad altri edifici simbolo dell’architettura biomimetica contemporanea. Tra questi figura il 30 St Mary Axe di Londra, anche noto come “The Gherkin”, che utilizza una doppia pelle e pozzi di ventilazione per favorire l’aerazione naturale e l’illuminazione diurna, raggiungendo riduzioni energetiche significative in un contesto urbano ad alta densità. Un altro notabile esempio è la Shanghai Tower, che adotta una facciata a doppia pelle e una forma aerodinamica a spirale cilindrica che riduce i carichi del vento e migliora le prestazioni energetiche complessive. Rispetto a questi edifici tecnologicamente avanzati, l’Eastgate si distingue per il suo approccio essenziale e passivo.