
Una porzione inedita della Necropoli Ostiense è emersa a Roma nel corso dei lavori per la realizzazione di uno studentato universitario in via Ostiense. Il ritrovamento, curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, ha svelato un complesso funerario di notevole estensione che amplia le conoscenze su uno dei più importanti spazi sepolcrali della città antica, con reperti che spaziano dall’età tardo-repubblicana al IV secolo d.C.

A circa un metro di profondità sono affiorati i resti di diversi edifici funerari voltati e spazi decorati. I primi nuclei emersi comprendono almeno sei strutture principali, probabilmente collegate tra loro e organizzate intorno a uno spazio comune, oltre a diversi ambienti minori. All’interno di questi ambienti sono riemersi intonaci affrescati, decorati con motivi vegetali e stucchi, oltre a nicchie e edicole decorate con simbologie tipiche del rito funerario romano, come figure di Oranti e Vittorie alate. Alcuni pavimenti presentano delle decorazioni a mosaico, elemento che sottolinea una significativa qualità artistica e culturale del complesso.

Oltre alle strutture murarie, trattandosi di un contesto necropolare, lo scavo ha riportato alla luce numerosi resti umani (una cinquantina di individui, di cui 13 persone della stessa famiglia sepolte insieme). Particolarmente rilevante è poi il fatto che gli individui sepolti siano soprattutto di sesso maschile e in buona salute. Uno di essi aveva un chiodo appoggiato all’altezza del petto. Questo insolito elemento è interpretato come un segno di pratiche rituali antiche, volte presumibilmente a scacciare il male o impedire il ritorno dei defunti nell’oltretomba.

Queste scoperte non solo ampliano le conoscenze sulla necropoli che fiancheggiava l’antica Via Ostiense, della quale si conosceva la precisa ubicazione grazie a ritrovamenti risalenti a più di un secolo fa, ma aggiungono nuovi dettagli su come venissero organizzati e decorati i sepolcri di epoca imperiale. Secondo la direttrice scientifica dello scavo, l’archeologa Diletta Menghinello, gli edifici rinvenuti finora sono solo una parte di un sistema funerario più ampio e articolato, la cui estensione complessione potrebbe emergere progressivamente con il proseguire dei lavori. In quest’ottica, l’area potrebbe restituire ulteriori elementi di corredo, iscrizioni, mosaici e pavimenti decorati.
La soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro, ha sottolineato che la scoperta «conferma la straordinaria complessità del patrimonio archeologico della città» e rappresenta «una fondamentale occasione di approfondimento scientifico». La Soprintendenza si è impegnata a garantire la tutela del complesso e a promuoverne la valorizzazione. Il Ministero della Cultura, attraverso una dichiarazione del ministro Alessandro Giuli, ha infine ribadito la volontà di coniugare la tutela storica con il progetto di sviluppo urbano: i lavori per lo studentato proseguiranno, ma «senza impedire il progetto e con l’auspicio di rendere fruibili al pubblico i ritrovamenti».