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30 Marzo 2026
14:30

I violini Stradivari sono unici grazie al legno di un abete “glaciale”: la scoperta scientifica

Dopo secoli di mistero sulle origini del legno utilizzato per la costruzione di questi strumenti, una nuova ricerca indica che si tratta di un tipo particolare di abete rosso, cresciuto ad altitudini molto elevate durante il la cosiddetta “Piccola Era Glaciale” (dal 1645 al 1715).

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I violini Stradivari sono unici grazie al legno di un abete “glaciale”: la scoperta scientifica
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Il violino Stradivari conservato al Metropolitan Museum of Art (Pubblico Dominio).

Gli Stradivari sono i violini più famosi e del mondo e tra i più pregiati in assoluto: possono valere anche milioni di euro per via della loro straordinaria qualità e per la loro rarità ( a oggi ne esistono circa 650 esemplari, di cui una cinquantina integri). Le creazioni del celebre musicista cremonese, considerato tra i migliori liutai di tutti i tempi e vissuto tra la metà del Seicento e la metà del Settecento, sono spesso considerate l'apice della produzione artigianale di violini classici. Per molti anni, gli studiosi hanno supposto che non fosse solo la tecnica di costruzione a essere unica, ma anche il legno usato per la costruzione delle "tavole armoniche", cioè le superfici piane (o appena arcuate) di uno strumento che ne aumentano la sonorità. Dopo secoli di mistero sulle origini di questo speciale legno, una nuova ricerca è finalmente risalita alla sua provenienza: la maggior parte delle tavole armoniche è stata realizzata con un particolare tipo di abete rosso (Picea abies) cresciuto ad altitudini molto elevate a rigide condizioni climatiche.

Queste condizioni climatiche sono molto particolari e vengono identificate con il "Minimo di Maunder". Ma di cosa di tratta? Compreso nella Piccola Era Glaciale – quel lungo periodo durato dal 1300 al 1850 circa in cui le temperature europee furono inferiori alla media – il Minimo di Maunder è un lasso di tempo compreso tra il 1645 e il 1715 circa, durante il quale le macchie solari divennero estremamente rare. La ridotta attività solare potrebbe aver contribuito a un ulteriore raffreddamento climatico: nello specifico, le temperature medie globali avrebbero subito un calo tra 1 e 2°C, influenzando la crescita degli alberi. Il legno che ne risulta è particolarmente denso e omogeneo, ideale per la costruzione delle tavole armoniche.

Come si è arrivati a individuare questo periodo in modo così specifico? La ricerca del consorzio internazionale coordinato dall’Istituto italiano per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche ha analizzato 314 serie di anelli di accrescimento di 284 violini originali di Antonio Stradivari, dimostrando che il liutaio utilizzava spesso il legno dello stesso albero per realizzare più strumenti e che le sue fonti possono essere ricondotte alle Alpi Orientali.

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Copia di un possibile ritratto di Antonio Stradivari (Pubblico Dominio).

Prima, però, occorre fare una precisazione. La produzione di Antonio Stradivari è solitamente suddivisa in più fasi: c'è il “periodo iniziale” (1666-1680 circa), il “periodo di transizione” (1680-1700 circa), il “periodo d’oro” (1700-1725 circa) e, infine, il "periodo tardivo" (1725-1737).  Il confronto con 197 cronologie di riferimento ha indicato che le prime opere di Stradivari attingevano a fonti diverse e meno facilmente localizzabili. Durante il suo "periodo d'oro" di produzione, a partire dai primi anni del XVIII secolo, Stradivari selezionò invece solo abete rosso proveniente da foreste di alta quota in Trentino, molto probabilmente dalla Val di Fiemme.

Evidentemente, la ricerca degli alberi "perfetti" per proprietà acustiche, ma anche lavorabilità ed estetica era un elemento fondamentale nel raggiungimento dei picchi di qualità della liuteria, ovviamente insieme alle qualità artigianali e musicali di Stradivari.

Con questa scoperta si ottengono due grandi risultati: prima di tutto, si forniscono le prime prove dendrocronologiche (cioè di datazione basata sul conteggio degli anelli di accrescimento annuale degli alberi) su larga scala relative alle origini geografiche e ambientali del legno di Stradivari; secondariamente si apre la strada a nuove ed entusiasmanti prospettive sull'interazione tra clima, materie prime e patrimonio musicale.

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