
L’iceberg A23a, uno dei più grandi e longevi mai osservati al mondo, fondendo è diventato blu e dopo 40 anni dalla sua formazione è sul punto di disgregarsi completamente. Dopo essersi distaccato dall’Antartide nel 1986, si è incagliato a lungo e a più riprese nel suo viaggio verso nord, finché nel 2025 è arrivato in prossimità dell’isola della Georgia del Sud. Ora, mentre si trova alla deriva nell’Atlantico meridionale, tra l’isola e la punta orientale del Sud America, diretto verso il cosiddetto “cimitero degli iceberg”, mostra in superficie un notevole accumulo di acqua di fusione. Un bordo esterno rialzato di ghiaccio impedisce il deflusso di quest'ultima in mare: il risultato è una “piscina” d'acqua blu grande quasi quanto Roma.
Com’è cambiato l’iceberg A23a, il gigante dell’Antartide
In origine, quando l’iceberg A23a si è distaccato dalla calotta antartica, presentava una superficie di circa 4000 km2 ed era l’iceberg tabulare più grande del mondo. Fino a gennaio 2025 si estendeva ancora per 3500 km2 ma, con il suo avanzare verso la Georgia del Sud, trasportato dalla corrente circumpolare antartica, ha incontrato acque più calde che hanno cominciato a causarne la disintegrazione. Ad agosto 2025 la sua superficie si era ridotta a 1700 km2, mentre molti frammenti andavano alla deriva. All’inizio di gennaio 2026 è stata rilevata un’ulteriore riduzione: ora l’iceberg si estende solo per 1182 km2. A immortalarlo è stato il satellite Terra della NASA, con il suo strumento MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer). Le immagini satellitari, oltre a mostrarne le dimensioni ridotte, ne evidenziano la nuova colorazione: l’iceberg, da bianco, è diventato in larga parte blu.

Perché l’iceberg più grande del mondo è diventato blu
A determinare il cambiamento di colore dell’iceberg è stato l’accumulo di acqua di fusione sopra la sua superficie. L’acqua, infatti, non riesce a defluire nell’oceano a causa della presenza di bordi esterni rialzati di ghiaccio, che hanno l’effetto di contenerla. Dalle immagini in alcune aree il blu risulta più intenso perché qui l’acqua sta scavando il ghiaccio in profondità, accumulandosi nelle fratture e aprendole ancora di più. Il fenomeno accelera la disintegrazione dell’iceberg e il distacco di blocchi. Un’area più chiara, osservabile dalle immagini, potrebbe essersi creata perché l’acqua, accumulandosi, ha esercitato una pressione tale da riuscire a sfondare il bordo di ghiaccio e riversarsi in mare. L’iceberg risulta inoltre segnato da lunghe striature blu e bianche: solchi lungo i quali si incanala l’acqua di fusione, riconducibili a centinaia di anni fa quando il ghiaccio faceva parte di un ghiacciaio continentale che scorreva sulle rocce dell’Antartide.

Secondo gli esperti, gli indizi suggeriscono che l’iceberg possa disintegrarsi completamente entro pochi giorni o settimane. “Di certo non mi aspetto che l’A-23A resista durante l'estate australe” afferma il glaciologo Shuman dell’Università del Maryland, sottolineando che la stagione di solito porta temperature dell’aria e dell’acqua più calde. Attualmente l’iceberg si trova già in acque la cui temperatura raggiunge i 3 °C e le correnti lo stanno spingendo verso acque ancora più calde, dove notoriamente fondono molti iceberg provenienti dall’Antartide: il cosiddetto “cimitero degli iceberg”.