Quando sentiamo parlare di "iceberg" associamo la tragedia del Titanic. Ma vi siete mai chiesti cosa ci fanno in mare aperto questi enormi blocchi di ghiaccio e da dove arrivano?
Gli iceberg sono letteralmente delle "montagne di ghiaccio" ovvero enormi masse ghiacciate galleggianti che si sono staccate da un ghiacciaio. Il loro nome deriva dal termine olandese "ijsberg", che significa montagna (berg) di ghiaccio (ijs).

Come si formano gli iceberg?

La formazione degli iceberg inizia nelle regioni molto fredde (principalmente Antartide e Groenlandia) a partire da abbondanti nevicate che si accumulano sul terreno. In questi luoghi le temperature sono così basse da mantenere la neve intatta, formando cumuli stratificati talmente alti da sembrare montagne! Il peso della neve comprime gli strati più sottostanti, compattandoli. Per compattazione si intende il seppellimento e la cementazione delle acque di fusione.
Durante la fase di compattazione i cristalli di neve, che hanno un contenuto in aria superiore al 90%, si trasformano in cristalli di ghiaccio, riducendo drasticamente il cui contenuto in aria fino al 20% circa. Questo processo porta alla formazione di una spessa massa di ghiaccio che prende il nome di ghiacciaio.

Il ghiacciaio, una volta formato, inizia a spostarsi verso quote più basse a causa della pressione del suo stesso peso.

Nel caso delle calotte polari (in antartide per esempio), il ghiaccio tende a migrare dalle zone centrali a quelle periferiche; una volta raggiunto l'oceano, la massa ghiacciata tende ad essere erosa nella parte inferiore, come mostrato in maniera semplificata nell'immagine in basso.

Formazione degli iceberg
in foto: Immagine illustrativa della formazione degli iceberg

La parte superiore dunque, mancando di un supporto alla base, risulta instabile: ecco che dei grosso pezzi di ghiaccio si tuffano in acqua, gli iceberg! Questo processo non è affatto un evento occasionale, anzi: i ghiacciai si formano, scorrono e si spezzano continuamente, in maniera naturale.  L'aumento della temperatura media globale (riscaldamento globale) lo amplifica.

cracking iceberg

Perché gli iceberg galleggiano?

iceberg sommerso

Un iceberg galleggia perché la densità dell'acqua allo stato solido è minore rispetto a quella dell'acqua allo stato liquido. Come avviene per tutti i corpi galleggianti, l'oggetto raggiunge un equilibrio tra la parte esposta e quella sommersa.
Noi riusciamo ad osservare solo la parte emersa degli iceberg, che corrisponde generalmente al 10% circa del volume totale. Questo vuol dire che circa il 90% di un iceberg si trova sott'acqua e non possiamo vederlo.

Perché gli iceberg non contengono sale?

Semplicemente perché non si formano dall'acqua di mare! Se non si conosce il processo di formazione degli iceberg si potrebbe pensare che siano pezzi di acqua oceanica ghiacciata, ma non è così. Sono piuttosto dei blocchi congelati di acqua dolce che si sono originati sulla terraferma e che hanno raggiunto il mare. L'acqua dell'oceano può ghiacciare, ma forma sottili fogli piatti chiamati banchisa, ghiaccio marino o pack, che non sono iceberg. Attenzione a non confonderli!

Il monitoraggio

Quelli che hanno visto il film "Titanic" l'avranno capito: gli iceberg sono dei veri e propri nemici per la navigazione. Le collisioni sono estremamente pericolose proprio perché gran parte di queste masse ghiacciate sono sommerse.

titanic iceberg

La tragedia del transatlantico più famoso del cinema ha causato la morte di oltre 1500 passeggeri nel 1912 e ha dato inizio al monitoraggio di queste montagne di ghiaccio. Alcuni dei maggiori enti di ricerca e monitoraggio degli iceberg sono il National Ice Center e l'European Space Agency che utilizzano satelliti e tecniche di remote sensing per controllare lo stato di avanzamento di questi enormi blocchi. Queste gigantesche masse di ghiaccio sono fulcro di interesse per studi in ambiti diversi, essendo importanti sotto diversi punti di vista. Gli oceanografi, ad esempio, studiano come gli iceberg possono modificare la circolazione oceanica influenzando le correnti; d'altra parte i biologi studiano la biodiversità presente in prossimità degli iceberg, visto che molti nutrienti essenziali per la vita si liberano in mare durante la fusione del ghiaccio. I climatologi, invece, studiano le dinamiche di iceberg e ghiacciai alla ricerca di indizi sui processi che ne determinano il ciclo di vita.

Articolo a cura di
Nicole Pillepich