dolly diplodoco

Dolly è stata scoperta negli anni '90 in Montana (USA) e analizzata a partire dal 2018 da un gruppo di paleontologi americani provenienti da tutto il Paese. L'esemplare risalente al Tardo Giurassico doveva soffrire di una malattia respiratoria simile alla polmonite che forse gli è risultata fatale.
I risultati della ricerca, pubblicati il 10 febbraio 2022 su Scientific Reports, sono la prima documentazione fossile di "un disturbo respiratorio in stile aviario in un dinosauro non aviario" che potrebbe aiutarci a ricostruire la storia delle malattie del passato.

La scoperta e le analisi del fossile di dinosauro

L'esemplare fossilizzato identificato con il codice MOR 7029 (probabilmente un diplodocide ma ancora indeterminato) datato 145 milioni di anni fa è stato raccolto nel 1990 presso la Formazione Morrison nel sud-ovest del Montana e successivamente analizzato nel 2018 dal paleontologo Cary Woodruff del Great Plains Dinosaur Museum che ne ha subito notato una serie di anomalie.
Sulle vertebre del lungo collo il dinosauro mostrava strane protuberanze ossee irregolari a contatto con le strutture respiratorie. Woodruff decise quindi di pubblicare la notizia sui principali social media, che ben presto richiamò numerosi esperti e ricercatori. Questi notarono la somiglianza tra le escrescenze fossili e quelle che si possono riscontrare in malattie respiratorie di uccelli e rettili.
Partirono quindi le collaborazioni e le analisi con i più moderni mezzi a disposizione.

aerosacculite Dolly
in foto: (A) Mappa schematica del collo del Diplodocus (con relative ossa mancanti in grigio);
(B, C, D) Dettagli della struttura patologica a "broccolo".

Per capire di che malattia soffriva Dolly ci è voluta una équipe di esperti altamente preparata, vista la difficoltà nel trattare e analizzare un reperto estremamente antico. Le ossa dell'esemplare sono state sottoposte a sezioni sottili, TAC e raggi X, rivelandone la microstruttura ossea.
Gli esperti hanno ipotizzato che le malattie e le risposte immunitarie dei sauropodi potessero essere simili a quelle di rettili e uccelli moderni, ecco perché le ossa di Dolly sono state poi  comparate con quelle di alcuni uccelli e rettili affetti da particolari patologie.
Si è quindi dimostrato che, con molta probabilità, Dolly soffriva di un'antica forma di polmonite chiamata aerosacculite.

Etchù! Il dinosauro con la "polmonite"

doplodocus

L'aerosacculite è una malattia provocata da funghi, virus o batteri e causa l'infezione o l'infiammazione dei sacchi aeriferi che, in alcuni gravi casi, può portare alla morte. Sulla base di malattie come aerosacculite e aspergillosi tipiche di molti uccelli, gli esperti ritengono che Dolly soffrisse di sintomi quali diarrea, letargia, difficoltà respiratoria, forti tremori, muco, tosse e perdita di peso. Questa ipotesi è plausibile visto che i sauropodi come Dolly tendevano a nidificare in colonie, luoghi generalmente sporchi e coperti di feci che potevano facilitare la propagazione di malattie tra gli esemplari.
Questo è infatti simile a ciò che avviene nei polli allevati in condizioni igieniche precarie quando contraggono l'infezione dal batterio Escherichia coli.
Non ci è dato sapere però se questa malattia sia stata la causa di morte dell'animale.
È però certo che questo sorprendente risultato potrà essere la base per ulteriori ricerche per comprendere ancor meglio il sistema respiratorio dei dinosauri sauropodi, migliorare la nostra comprensione dei disturbi che li hanno colpiti e della loro fisiologia.

Articolo a cura di
Nicole Pillepich