9 Maggio 2023
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Il “salvavita”, cos’è l’interruttore differenziale e perché è necessario negli impianti elettrici

Il salvavita ci protegge dal rischio di folgorazione. La sua installazione è obbligatoria per legge. Vediamo come funziona.

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A cura di Gianluca Godi
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Il “salvavita”, cos’è l’interruttore differenziale e perché è necessario negli impianti elettrici
salvavita differenziale

Il "salvavita", o più propriamente detto interruttore differenziale, è un dispositivo che arresta il flusso di energia elettrica dal contatore di un'abitazione, proteggendo persone e animali. Il salvavita permette di proteggere dai contatti indiretti – ovvero contatti con parti metalliche dell'impianto normalmente non in tensione (carcasse e involucri di protezione) ma che lo possono diventare a causa di cedimenti dell'isolamento elettrico. La circolazione di corrente elettrica nel corpo umano è causa di danni gravissimi, anche mortali, pertanto la presenza di questo dispositivo nel proprio impianto elettrico di casa è necessaria in accordo con la normativa vigente in materia (normativa CEI).

I cavi di fase e neutro

Per comprendere il funzionamento del differenziale è opportuno conoscere questa nozione base dell'elettrotecnica (condensata e semplificata): ai morsetti del proprio contatore domestico l'impresa distributrice fornisce due fili, la fase e il neutro. La fase la possiamo vedere come il conduttore che "trasporta l'elettricità", ovvero il cavo in tensione che trasporta la corrente, mentre il neutro è il filo sulla quale invece la corrente di fase si richiude, dopo aver attraversato i dispositivi connessi al nostro impianto. Tutta la corrente elettrica che proviene dal filo di fase infatti deve richiudersi attraverso il conduttore di neutro (come asserisce peraltro la cosiddetta prima legge di Kirchhoff ).

Se ciò non fosse allora l'impianto elettrico presenterebbe una dispersione di corrente anomala, ovvero una parte della corrente di fase prenderebbe una "strada" non nota. Questa corrente dispersa deve essere estinta perché potrebbe essere sintomo di folgorazione, quindi potrebbe essersi richiusa verso terra attraverso una persona o animale.

Come funzionano gli interruttori differenziali?

Gli interruttori differenziali, come dice il nome stesso, monitorano la differenza di corrente tra ingresso (fase) e uscita (neutro) dal dispositivo stesso. Il differenziale è un po' come la guardia giurata al supermercato: verifica che tutti clienti che entrano dalla porta di ingresso, fatta la spesa poi ci escano, se così non fosse allora significa che qualche furbetto è uscito dalla porta sul retro.

Quando il dispositivo rileva quindi questa differenza di corrente tra fase e neutro ed essa risulti superiore ad una certa soglia (molto piccola), la protezione fa scattare l'interruttore togliendo istantaneamente l'alimentazione al circuito.

quadro elettrico

Quando installare un interruttore differenziale?

Come anticipato, gli interruttori differenziali sono installati come parte integrante dell'impianto elettrico, sono essenziali per garantire la sicurezza degli utenti e sono un requisito normativo in molti Paesi. L'installazione di questi dispositivi tuttavia non sempre è necessaria, essa dipende dal sistema di distribuzione dell'impianto elettrico. Pertanto la scelta e il dimensionamento del corretto dispositivo differenziale da inserire nel quadro elettrico deve essere valutata da un professionista abilitato in fase di progetto.

Gli interruttori differenziali sono disponibili in diverse taglie e varianti a seconda del tipo di protezione necessaria. Ad esempio, esistono interruttori differenziali che proteggono solo una singola fase o che sono in grado di proteggere più fasi.

Attenzione! L'installazione del differenziale (quando richiesta) è condizione necessaria ma non sufficiente a garantire la protezione da contatti indiretti. Affinché funzioni correttamente, il differenziale deve essere coordinato con l'impianto di messa a terra dell'edificio, che deve anch'esso essere adeguatamente dimensionato (sempre da un professionista) e mantenuto efficiente nel tempo.

Come identificare l'interruttore salvavita nel quadro elettrico

Il differenziale può essere installato nel quadro elettrico sia come dispositivo a sé (in questo caso prende il nome di differenziale puro) oppure essere integrato all'interruttore magnetotermico, cioè un dispositivo che ci protegge da cortocircuiti e sovraccarichi – in questo caso si parla di protezione magnetotermica-differenziale.

Indipendentemente dal fatto di essere un dispositivo singolo o incorporato, il differenziale lo si riconosce all'interno del quadro elettrico attraverso il famigerato tastino, con stampigliata sopra o a lato, la lettera "T" di Test. A cosa serve il tasto di test? Beh la risposta è abbastanza semplice e ovvia: a testare che il dispositivo funzioni. Agendo sul pulsante viene simulata una dispersione di corrente che fa scattare il dispositivo. Il fatto di premerlo mensilmente, come viene di solito richiesto dalla stampigliatura presente sul dispositivo, ha un duplice scopo: testare che il dispositivo effettivamente funzioni propriamente e per mantenere sempre efficiente il meccanismo di scatto. D'altra parte, come per il nostro corpo, fare attività fisica e movimento fa bene alla salute.

L'origine del nome "salvavita"

L'interruttore differenziale viene chiamato spesso anche "Salvavita", ma perché viene così chiamato? Per una questione di marketing! Il termine salvavita corrisponde al marchio registrato da un nota azienda italiana che produce materiale elettrico, che decise al suo lancio sul mercato avvenuto nel 1965 di dargli appunto questo nome. Facendo leva proprio su questo gioco di parole lo scopo era quello di mettere in risalto il beneficio del suo utilizzo ovvero salvare la vita delle persone. Questo termine poi di fatto rimase nel linguaggio comune di noi tutti fino ai giorni nostri.

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