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Solitamente viene introdotto il 30 giugno, ma per quest'anno – secondo quanto annunciato dall'ente International Earth Rotation and Reference Systems Service (IERS)non ci sarà. Potrebbe forse accadere il 31 di dicembre, si attendono conferme.
Ma generalmente, di che si tratta?
Si tratta di giornate selezionate in cui viene inserito un minuto speciale di 61 secondi! Nello specifico, all'ultimo minuto della giornata, viene aggiunto il cosiddetto secondo intercalare o, in inglese, il leap second.
Ma come mai abbiamo bisogno di questa aggiunta? Scopriamolo insieme.

Cos'è il minuto da 61 secondi?

Il minuto da 61 secondi è una trovata adottata dal 1972. Si tratta dell'aggiunta di un secondo detto "intercalare" all'ultimo minuto della giornata: la mezzanotte scatta subito dopo le 23 e 59 minuti e 60 secondi invece che dopo le 23 e 59 minuti e 59 secondi.
A stabilire quando cogliere quest'attimo, che rischia di sfuggirci, è l'International Earth Rotation and Reference System Service (IERS), l'ente internazionale che comunica quando aggiustare gli orologi.

Perché ci serve un secondo in più?

L'allungamento dell'ultima ora del giorno con l'aggiunta del secondo intercalare è richiesto dalla precisione degli orologi atomici mondiali.
Questi strumenti sono estremamente precisi perché funzionano seguendo la frequenza di risonanza di un atomo. Gli orologi atomici più accurati sbagliano infatti di circa un secondo nell’arco di 138 milioni di anni, puntuali è dire poco!

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Proprio questa puntualità però fa sì che il tempo scandito da questi orologi non rispetti le irregolarità del ritmo di rotazione del nostro Pianeta. Per questo motivo ad intervalli specifici è necessario sincronizzare il tempo solare o astronomico (GMT) con quello "artificiale".
Il tempo astronomico è quello calcolato sulla base della posizione degli astri, tra cui il Sole, rispetto alla Terra; mentre l'ora artificiale è quella segnalata dagli orologi atomici a noi nota con la sigla UTC, il Tempo Coordinato Universale.
Il secondo intercalare viene aggiunto quando la differenza tra il tempo astronomico e quello coordinato universale supera in valore assoluto 0,6 secondi. La modifica viene apportata alternativamente il 30 di giugno o il 31 di dicembre.

Articolo a cura di
Camilla Ferrario