
Betelgeuse, la supergigante rossa nella costellazione di Orione, ha una compagna, che gli astronomi hanno ribattezzato Siwarha (“il suo bracciale” in arabo): un astro che era già stato scoperto, di cui però ora arriva una conferma da un team di astronomi guidato da Andrea Dupree dello Smithsonian Center for Astrophysics di Harvard grazie ad anni di osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble e telescopi terrestri. Questo lavoro ci dà nuove informazioni su Siwarha che potrebbero risolvere un mistero che da anni circonda Betelgeuse: le sue drastiche, improvvise ed enigmatiche variazioni di luminosità.
Come è stata confermata l'esistenza di Siwarha
Siwarha è una stella bianzo-azzurra difficile da osservare, perché si trova a una distanza piccolissima (“appena” 600 milioni di km) da Betelgeuse, tanto da essere avvolta dagli strati esterni dell'atmosfera di plasma che circonda la supergigante rossa. Mentre orbita attorno alla sua enorme compagna, Siwarha lascia una scia nell'atmosfera di Betelgeuse proprio come una barca lascia una scia sulla superficie dell'acqua. Sappiamo che è una scia perché si ripresenta ogni 6 anni circa.
Nello specifico, gli astronomi non hanno osservato direttamente la scia ma il suo effetto nell'atmosfera esterna di Betelgeuse in termini di composizione chimica e di velocità e direzione del materiale. Praticamente, dopo che la stella ha attraversato il disco di Betelgeuse rispetto alla nostra linea di vista, il gas che la segue “disturba” la luce emessa da Betelgeuse.
Perché questa scoperta è importante: il mistero della luminosità di Betelgeuse
La chiave per risolvere il “mistero” delle variazioni di luminosità di Betelgeuse sta nel periodo con cui la sua compagna le orbita attorno e la scia si manifesta: come dicevamo, circa 6 anni. Questo numero è importante perché Betelgeuse, oltre a una variazione ciclica di luminosità con un periodo di circa 400 giorni dovuta a instabilità interne nella sua struttura, mostra anche un'altra variazione ciclica proprio con un periodo di circa 2100 giorni (circa 6 anni, per l'appunto), che però gli astronomi non riuscivano a spiegare. Per molto tempo si era ipotizzata la presenza di una compagna che transita davanti a Betelgeuse, e il lavoro di Dupree e colleghi ce ne dà la conferma.
Sostanzialmente, quando la scia di Siwarha passa davanti a Betelgeuse, oltre a provocare le variazioni che abbiamo elencato prima assorbe anche parte della luce della supergigante rossa. E lo fa, guardacaso, ogni 2100 giorni circa: ecco che abbiamo quindi una spiegazione perfettamente naturale per lo strano comportamento della luminosità della stella di Orione.
Betelgeuse non è nuova a stupire gli astronomi da questo punto di vista. Nell'ottobre 2019, per esempio, Betelgeuse ebbe una drammatica e inspiegabile riduzione della sua luminosità. Lì per lì si pensò addirittura che l'astro potesse essere vicino a esplodere, visto che si tratta di una stella molto massiccia (almeno 15 masse solari) destinata a terminare la sua vita come supernova in un qualunque momento entro i prossimi 100.000 anni (un battito di ciglia in termini astronomici). Il “grande oscuramento” di Betelgeuse terminò in realtà qualche mese dopo e la situazione tornò alla normalità. Gli astronomi hanno attribuito questo anomalo comportamento a una nube di polveri, ma Siwarha potrebbe aver contribuito: il passaggio lungo la nostra linea di vista della scia di Siwarha nel plasma che circonda Betelgeuse potrebbe aver giocato un ruolo nel ridurre notevolmente la luminosità apparente della supergigante di Orione.
Al momento Siwartha si trova “dietro” Betelgeuse. Il suo “ritorno” è previsto per il 2027: gli astronomi potranno allora puntare i loro telescopi al corpo celeste per scoprire qualcosa di più della compagna di una delle stelle più importanti dell'intero firmamento.