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16 Marzo 2026
11:09

La cometa 3I/ATLAS potrebbe essere la cometa più antica mai scoperta: è molto più antica del Sole

Lo rivelano le ultime analisi del telescopio spaziale James Webb: 3I/ATLAS si sarebbe formata 10-12 miliardi di anni fa.

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La cometa 3I/ATLAS potrebbe essere la cometa più antica mai scoperta: è molto più antica del Sole
cometa 3i altas perielio
La cometa interstellare 3I/ATLAS ripresa dal telescopio Gemini South in Cile. Credit: International Gemini Observatory/NOIRLab/NSF/AURA/Shadow the Scientist, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

La cometa interstellare 3I/ATLAS, scoperta il 1° luglio 2025, sarebbe un antichissimo reperto archeologico della nostra Via Lattea, originatasi probabilmente nel disco spesso della nostra galassia tra i 10 e i 12 miliardi di anni fa e un limite superiore di età addirittura a 13,6 miliardi di anni, cioè davvero a ridosso del Big Bang (13,8 miliardi di anni fa). Ad affermarlo è uno studio – attualmente in fase di revisione per Nature – pubblicato su Research Square, condotto da osservazioni effettuate con il telescopio spaziale James Webb nel dicembre 2025. Per confronto, il Sistema Solare ha “appena” 4,6 miliardi di anni, e con esso tutte le comete che conosciamo e abbiamo osservato: questo renderebbe 3I/ATLAS la più antica cometa mai scoperta. Un fatto che va ad aggiungere fascino a un corpo celeste già di grande interesse scientifico, finito nei mesi scorsi al centro di un caso mediatico per via di affermazioni dell'astrofisico di Harvard Avi Loeb – smentite dalla comunità scientifica – su una sua fantomatica origine aliena.

L'età della cometa è stata stimata studiando la sua composizione chimica. James Webb è in grado infatti di scomporre con enorme dettaglio la luce proveniente da un oggetto celeste per evidenziarne le “firme” degli elementi chimici che lo compongono. È una tecnica chiamata in gergo spettroscopia, utilizzata in questo caso  per studiare le abbondanze degli isotopi di vari elementi chimici. I vari isotopi di un elemento chimico sono atomi che, nel loro nucleo, hanno lo stesso numero di protoni (che identificano, appunto, l'elemento chimico) ma un diverso numero di neutroni. Molti isotopi sono instabili, cioè tendono spontaneamente a decadere in isotopi più leggeri (o atomi di elementi chimici più leggeri). Misurando l'abbondanza di un certo isotopo e conoscendo il suo tempo di decadimento, gli astronomi sono in grado di misurare – anche se con un certo grado di incertezza – l'età di un corpo celeste come 3I/ATLAS.

Le analisi effettuate hanno rivelato che la cometa 3I/ATLAS ha una composizione molto diversa dalle comete del Sistema Solare. Fatto, questo, che non stupisce dal momento che si tratta di una cometa formatasi in un altro sistema stellare. Per esempio, gli atomi di idrogeno delle molecole d'acqua contenute nella cometa sono in quantità significativa sotto forma di deuterio, isotopo dell'idrogeno con un neutrone anziché nessuno: l'acqua di 3I/ATLAS ha molto più deuterio rispetto a quella delle comete “nostrane”. Anche la quantità di carbonio-13 (isotopo del carbonio con 7 neutroni) rispetto al più comune carbonio-12 (6 neutroni) è decisamente insolita rispetto a quanto si osserva nel Sistema Solare. Analizzando questi dati alla luce dei modelli di evoluzione chimica della nostra galassia, gli astronomi sono quindi riusciti a risalire all'età stimata di 10-12 miliardi di anni.

Questo è interessante perché, vista l'abbondanza di molecole prebiotiche riscontrate nella cometa (molecole, cioè, precursori delle biomolecole), questo tipo di chimica complessa fosse già disponibile nella Via Lattea primordiale. Questo ci permette non solo di conoscere meglio questo visitatore interstellare (il terzo mai scoperto dopo l'asteroide ‘Oumuamua e la cometa Borisov), ma può anche aiutarci a fare luce sulle prime fasi – tuttora in gran parte sconosciute – della nostra galassia.

La cometa 3I/ATLAS, scoperta nel luglio 2025, ha raggiunto il suo punto di massima vicinanza al Sole il 29 ottobre e la minima distanza dalla Terra il 19 dicembre. Ora è nelle vicinanze di Giove: proprio oggi raggiungerà la minima da distanza dal gigante gassoso, per poi allontanarsi sempre più e uscire dal Sistema Solare nei prossimi mesi.

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Filippo Bonaventura
Content editor coordinator, Autore
Coordinatore editoriale di Geopop, autore di contenuti e responsabile del magazine geopop.it, dove scrivo principalmente di astronomia, spazio, fisica e meteorologia. Ho una laurea in Astrofisica, un Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e in passato ho fatto divulgazione scientifica con il progetto “Chi ha paura del buio?”.
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