
L’hockey su ghiaccio è uno degli sport più intensi e affascinanti tra quelli che vedremo ai Giochi Olimpici invernali. Velocità, contatto fisico e tattica si incontrano su una lastra di ghiaccio rettangolare che nasconde leggi della fisica e dinamiche tecniche che rendono unico questo sport. Alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 l’hockey – in scena alla Milano Santagiulia Ice Hockey Arena e alla Ice Hockey Arena di Rho Fiera Milano – sarà protagonista non solo per la competitività delle nazionali che si sfideranno, ma anche per l’attesissimo ritorno ai Giochi dei giocatori della NHL, la massima lega professionistica nordamericana in cui militano i migliori giocatori del mondo, assenti da 12 anni dall’evento a 5 cerchi.
Perché l’hockey è un laboratorio di fisica
A livello puramente fisico, l’hockey su ghiaccio è un grande mix di forze in gioco. Tutto parte dalla superficie, il ghiaccio, che non è “magicamente” scivoloso, ma lo diventa perché la pressione delle lame dei pattini crea un sottilissimo strato d’acqua che riduce l’attrito tra lama e ghiaccio, permettendo ai giocatori di scivolare con grande facilità. Questo meccanismo è la ragione per cui un atleta può raggiungere velocità elevate anche con una spinta minima, perchè l’energia impressa dai suoi muscoli si trasforma rapidamente in energia cinetica, e la bassa resistenza offerta dal ghiaccio permette all’atleta di mantenere la velocità finché non interviene un’altra forza esterna come un cambio di direzione, un contrasto o una frenata.
Il disco (puck) in gomma vulcanizzata, alto solamente 2,5 cm, è l'elemento centrale del gioco e obbedisce alle stesse leggi della fisica che governano i proiettili su una superficie con poco attrito. Quando un giocatore lo colpisce con la stecca, la forza applicata si traduce in accelerazione, facendo sì che il puck voli a velocità che possono superare i 150 km/h. Parte di questa energia deriva dall’elasticità della stecca, in grado di flettersi e immagazzinare energia che viene poi trasferita al disco, allo stesso modo in cui un arco teso rilascia la propria freccia.

Quanto dura una partita di hockey: regole fondamentali
Una partita di hockey su ghiaccio dura 60 minuti effettivi, divisi in tre periodi da 20 minuti ciascuno. Semplicemente, vince la squadra che segna il maggior numero di goal cercando di mettere il puck nella porta dell’avversario. Se al termine dei 60 minuti il risultato è in parità, si procede con i tempi supplementari, i quali terminano nel momento in cui una squadra segna. Se al termine dei supplementari nessuna delle due squadre ha segnato, la partita viene decisa ai rigori, tranne nel caso della finale olimpica, in cui si procederà ad oltranza con i supplementari finché una squadra non segnerà.
Ogni squadra può avere fino a 25 giocatori in rosa nel torneo maschile e 23 in quello femminile, ma sul ghiaccio ci sono sei atleti per squadra per volta: cinque di movimento e un portiere. Le sostituzioni possono avvenire in movimento, senza fermare il gioco, il che aiuta a mantenere la partita frenetica e costantemente in evoluzione.
Dove si gioca e come si struttura il torneo a Milano-Cortina
Il torneo di hockey su ghiaccio di Milano-Cortina si disputerà su due piste allestite a Milano: una alla Fiera di Rho, una nel nuovo palazzetto di Santa Giulia, in quella che sarà l’arena al coperto più grande d’Italia, in grado di ospitare 12 mila spettatori in occasione dei Giochi e oltre 16 mila in occasione di concerti.
Entrambi gli impianti rispettano le dimensioni standard internazionali, conformi ai regolamenti della IIHF (International Ice Hockey Federation), che però sono leggermente diverse rispetto alle superfici tipiche dei campionati NHL. Questo ha provocato diverse polemiche nelle scorse settimane, perchè l’accordo per riportare alle Olimpiadi i giocatori della NHL prevedeva che il torneo si disputasse su un rink di dimensioni uguali a quelli utilizzati in Nord America.
Il torneo femminile è iniziato il 5 febbraio, addirittura un giorno prima della cerimonia di apertura dei Giochi, mentre quello maschile prenderà il via l’11 febbraio. La competizione prevede una fase a gruppi in cui le squadre si affrontano in round robin, con le migliori che accederanno alle fasi a eliminazione diretta fino alla finale.
Le due nazioni super favorite sono Stati Uniti e Canada, seguite, secondo i bookmakers, dalle nazioni europee in cui l’hockey è più seguito e praticato, cioè Repubblica Ceca, Svezia e Finlandia (campione in carica al maschile).
L’Italia parteciperà ad entrambi i tornei in quanto nazione ospitante, l’ultima partecipazione infatti risale ai Giochi di Torino 2006, dove era allo stesso modo qualificata come ospitante. L’obiettivo reale per entrambe le squadre è quello di vincere almeno un match nel round robin.