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Nadezda Durova, nata a Kiev nel 1783 e morta a Ebaluga nel 1866, è stata una ufficiale di cavalleria dell’esercito zarista, in servizio dal 1806 al 1816. Arruolatasi in abiti maschili con il nome di Aleksander Sololov, partecipò alla campagna prussiana e alla campagna di Russia del 1812 contro le armate di Napoleone, guadagnandosi la fama di soldato impavido ed efficiente. Lo zar Alessandro I volle incontrarla personalmente e le conferì un’onorificenza. Ritiratasi dal servizio nel 1816, Nadezda continuò a indossare abiti maschili, ma resta in discussione se possa essere considerata una persona transgender o meno. Dopo la carriera militare, Nadezda fu autrice di alcuni romanzi e, soprattutto, di un memoriale basato sul suo diario di guerra, le "Memorie del cavalier pulzella", che le hanno dato grande fama non solo in Russia, ma anche in Occidente.
Una bambina-soldato: l’infanzia e il matrimonio di Nadezda Andreevna Durova
Nadezda Andreevna Durova nacque a Kiev, allora parte dell’impero russo, il 17 settembre 1783. Suo padre era un ufficiale degli ussari, una speciale unità di cavalleria. Da bambina Nadezda fu vittima di un incidente, cadendo dal finestrino di una carrozza in corsa. Il padre la affidò alla cura dei suoi soldati. Fu così che apprese i comandi di marcia e iniziò ad appassionarsi alle armi: il suo passatempo preferito era giocare con pistole scariche e sciabole rotte. Nel 1801, a 18 anni, Nadezda convolò a nozze con il magistrato Vasily Stefanovich Cherno e nel 1803 diede alla luce un figlio. Tuttavia, la passione per la vita militare e le armi prese presto il sopravvento: nel 1806 (1805 secondo altre fonti) la donna abbandonò la famiglia e, travestitasi in abiti maschili, si arruolò nell’esercito, all’epoca impegnato nelle guerre contro la Francia di Napoleone.

La carriera militare
Nadezda scelse di arruolarsi in un reggimento di cavalieri, gli ulani, con il nome di Aleksander Sokolov. Prese parte in tale veste alla campagna prussiana, nel corso della quale la quarta coalizione (composta da Russia, Inghilterra, Prussia e altri Stati) affrontò la Francia di Napoleone, e si mostrò molto coraggiosa. Stando a quanto ella stessa ha raccontato nelle sue memorie, nel corso dei combattimenti riuscì a salvare due compagni feriti. La campagna prussiana terminò con la vittoria francese, sancita dalla pace di Tilsit tra Napoleone e lo zar Alessandro I. Quest’ultimo, informato della presenza di Nadezda tra i soldati, volle incontrarla personalmente: la ricevette a corte a San Pietroburgo e le conferì un’importante onorificenza, la Croce di San Giorgio. Nadezda fu inoltre promossa tenente di un’unità di ussari e assunse lo pseudonimo di Aleksandrov, scelto personalmente dallo zar. Prese parte alla campagna contro Napoleone del 1812 e nella battaglia di Borodino fu ferita a una gamba. Restò nell’esercito altri quattro anni, assistendo alla definitiva sconfitta di Napoleone nel 1815. Nel 1816 si ritirò dal servizio.

Gli ultimi anni e il libro di memorie di Nadezda Andreevna Durova
Durante la carriera militare Nadezda scrisse un diario e nel 1836 il poeta e scrittore Aleksander Pushkin la convinse a pubblicarlo. Il libro uscì con il titolo di "Memorie di Aleksandrov", ma gli editori lo cambiarono, per ragioni commerciali, in "Memorie del cavaliere vergine" o "Memorie del cavalier pulzella" (con questo titolo sono pubblicate in italiano). Il libro è considerato una fonte importante per lo studio delle guerre napoleoniche. Nadezda scrisse anche dei romanzi e continuò a vestire abiti maschili. È discusso, però, se possa essere considerata una persona transgender o una crossdresser, cioè una donna che indossava vestiti da uomo. Quel che è certo è che Nadezda morì il 21 marzo 1866 nella città di Ebaluga e fu sepolta con gli onori militari.