
Vi siete mai chiesti quali sono le probabilità di essere colpiti da un meteorite? Secondo uno studio condotto dal professore Stephen A. Nelson della Tulane University of Louisiana, si parla di 1 probabilità su 1.600.000, un evento circa 106 volte più raro rispetto a essere colpiti da un fulmine. Eppure, per Ann Elizabeth Hodges, questa probabilità si è avverata!
Questa storia inizia alle 18:46 del 30 novembre 1954 a Sylacauga, in Alabama (Stati Uniti): Ann Elizabeth Hodges, di 34 anni, sta riposando sul divano quando, all'improvviso, un frammento di roccia scura sfonda il soffitto della sua casa, rimbalza su una radio in legno e la colpisce al fianco destro, provocandole un grosso ematoma.
Essendo gli Stati Uniti nel pieno della Guerra Fredda, come prima ipotesi si pensò a un dispositivo spia sovietico: in realtà, poco dopo l'incidente, l'Air Force confermò che il frammento di roccia apparteneva effettivamente a un meteorite. Più nello specifico, si trattò di condrite, il che consentì alla donna di sopravvivere all'impatto: se il frammento fosse stato di un altro materiale, come la ferrite, la donna avrebbe avuto poche speranze di restare in vita.
Insomma, sembra assurdo, ma è successo davvero! E si tratta dell'unico caso finora documentato di una persona colpita direttamente da un meteorite – e per giunta sopravvissuta. C'è da dire, in realtà, che nel corso della storia sono stati riportati altri episodi simili, dal frate milanese che sarebbe stato ucciso da una meteora nel 1654 fino all'uomo morto in India nel 1825, colpito da un frammento proveniente dal cielo. Ma quello di Ann Elizabeth Hodges resta l'unico caso ben documentato e di cui vi sia certezza assoluta.
Secondo le ricostruzioni, il meteorite – più grande – si divise in più parti mentre cadeva verso terra. Un primo pezzo colpì la protagonista di questa storia e fu poi ribattezzato “frammento di Hodges”, un secondo fu ritrovato a pochi chilometri di distanza ed è attualmente custodito nel Museo Nazionale di Storia Naturale di Washington D.C., mentre il terzo non è mai stato recuperato.
E se, da un lato, identificare l'oggetto come un meteorite si rivelò relativamente facile, determinare la proprietà di questo oggetto spaziale diventò piuttosto complicato: per circa un anno, infatti, si sfidarono in tribunale il padrone della casa dove viveva Hodges, che sosteneva di essere il legittimo proprietario del frammento roccioso – essendo caduto nella sua proprietà – e Ann Elizabeth Hodges insieme al marito.
Alla fine, la causa fu risolta fuori dal tribunale: il proprietario di casa ottenne 500 dollari, mentre ad Ann Hodges andò la custodia del meteorite. Tuttavia, non riuscendo a trovare un acquirente, la famiglia lo utilizzò inizialmente come ferma porta, per poi decidere di donarlo all'Alabama Museum of Natural History, dove è tuttora esposto.
Ma, alla fine, da dove arrivava questo asteroide? Nel corso degli anni, gli astronomi sono risaliti a un possibile corpo progenitore dei frammenti, ossia l'asteroide 1685 Toro, un NEO (Near-Earth Object) del diametro di ben 3,4 km.