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L’Italia nello spazio: intervista al Ministro Adolfo Urso alla Ministeriale ESA

Si è conclusa ieri a Brema la Ministeriale ESA CM25. Abbiamo incontrato Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e presidente della Ministeriale, che ci raccontato il ruolo e la sua visione del futuro italiano in ambito spaziale in un momento di grande crescita e trasformazione in questo settore.

28 Novembre 2025
18:30
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L’Italia nello spazio: intervista al Ministro Adolfo Urso alla Ministeriale ESA
Intervista ad Adolfo Urso
Ministro delle Imprese e autorità che presiede il Consiglio Ministeriale ESA 2025
inervista ministro urso italia spazio

Al Consiglio Ministeriale 2025 dell'ESA a Brema, in Germania, è stato stabilito un budget di 22,1 miliardi di euro all'agenzia spaziale europea per i prossimi anni, suddiviso tra i vari Paesi membri e alcuni Paesi alleati. La Ministeriale segna l'inizio di un triennio a guida italiana dell'ESA, che si concluderà con il prossimo Consiglio nel nostro Paese nel 2028. Per questo motivo il presidente della Ministeriale è stato il ministro italiano delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha anche rappresentato l'Italia al Consiglio. Il nostro Paese è uno dei principali contributori dell'ESA, con un sostegno economico che è salito a 3,5 miliardi di euro per il prossimo triennio, circa mezzo miliardo in più rispetto al triennio precedente. A margine della Ministeriale abbiamo incontrato il Ministro Urso per farci raccontare il ruolo e il futuro dell'Italia in ambito spaziale.

Pochi sanno che l'Italia è in realtà un'eccellenza nel campo spaziale. Ci può spiegare brevemente qual è il ruolo italiano e perché il nostro Paese è importante in ambito spaziale?

l'Italia è il primo Paese europeo e il terzo al mondo, dopo Unione Sovietica e Stati Uniti, ad avere avuto l'accesso allo spazio, quando lanciò un primo vettore oltre 60 fa dalla base di Malindi. Quindi ha una lunga storia che oggi trova finalmente un nuovo spazio da protagonista grazie alla determinazione del governo italiano che in questi tre anni ha investito risorse importanti nello spazio utilizzando anche le risorse europee del PNRR.

Abbiamo ascoltato il direttore generale dell'ESA delineare i 5 obiettivi chiave della strategia europea da qui al 2040. Quale è il contributo che darà l'Italia a questi obiettivi? 

Pensiamo alle quattro space factory che sono nate e che contribuiscono alla crescita delle startup e delle piccole e medie imprese a Torino, a Milano, a Roma e in Puglia. Pensiamo allo sviluppo dei distretti industriali, come quello appena istituito in Abruzzo. Ne abbiamo sempre più nel nostro Paese perché lo spazio è un comparto che unisce la penisola più di altri in una sfida comune in cui operano grandi imprese. È importante anche la strada tracciata con l'alleanza di BROMO, un raggruppamento che mette insieme Leonardo, Thales e Airbus, cioè Italia, Francia e Germania, creando un grande campione europeo che può competere a livello globale nella sfida satellitare. Un esempio di quello che dobbiamo fare con altri Paesi e in altri comparti, spaziali ma anche nell'industria della difesa.

Investire nello spazio ha un forte ritorno tecnologico ed economico. E infatti l'Italia ha aumentato il suo contributo economico all'agenzia spaziale europea. Cosa significa per il futuro del nostro Paese partecipare attivamente alla space economy?

Abbiamo aumentato, come Germania e Francia, il nostro contributo al budget dell'agenzia spaziale europea perché oggi è sempre più necessario e urgente investire nello spazio, non solo per quanto riguarda lo sviluppo economico, tecnologico, scientifico, ambientale e le sue ricadute sul sistema produttivo del nostro paese, ma anche perché lo spazio è diventato il luogo in cui si difende la nostra libertà e la nostra indipendenza. Lo hanno dimostrato alcuni recenti eventi bellici come la drammatica invasione Russia delo'Ucraina. La realtà ci impone di avere un'autonomia strategica europea sullo spazio e di collaborare con gli altri attori dell'Occidente, principalmente gli Stati Uniti.

L'Italia ha anche la prima legge in Europa per regolare la space economy. Cosa prevede questa legge? 

l'Italia ha realizzato la prima legge nazionale sullo spazio che è anche la prima legge di un paese europeo che regolamenta l'attività dei privati nello spazio implementando le startup e le piccole e medie imprese nello spazio, perché anch'esse devono affacciarsi in questa nuova economia. Perché oggi sappiamo che lo spazio non è più un soggetto in cui si confrontano solo Stati, ma sempre più anche le aziende. In questo momento sono soprattutto le imprese americane ma è necessario che lo facciano anche le imprese italiane ed europee. Ci auguriamo che la nostra legge nazionale sullo spazio ispiri una nuova legge sullo spazio che la Commissione Europea vuole realizzare.

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Filippo Bonaventura
Content editor coordinator, Autore
Coordinatore editoriale di Geopop, autore di contenuti e responsabile del magazine geopop.it, dove scrivo principalmente di astronomia, spazio, fisica e meteorologia. Ho una laurea in Astrofisica, un Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e in passato ho fatto divulgazione scientifica con il progetto “Chi ha paura del buio?”.
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