
Quando in Florida arriva una notte insolitamente fredda e il termometro scende intorno ai 4-5 °C, ci si può imbattere in una scena inattesa: iguane rigide, immobili, che piovono dagli alberi. Non è un “congelamento” nel senso proprio del termine, né un letargo programmato. È il limite biologico di un animale tropicale che smette temporaneamente di funzionare quando il corpo si raffredda troppo: in pratica, non riescono più a muoversi e semplicemente perdono la presa sui rami, cadendo. Le ondate di freddo non producono soltanto questo effetto spettacolare. Le ricerche mostrano che, dopo un episodio estremo, le iguane sopravvissute possono tollerare temperature più basse rispetto a prima. Nel giro di pochi giorni cambia la soglia minima alla quale riescono ancora a muoversi. Poiché il loro metabolismo dipende dalla temperatura, nei periodi caldi – quando sono più attive e si alimentano di più – l’impatto sull’ambiente aumenta: consumano grandi quantità di vegetazione e intensificano scavi e spostamenti, amplificando i danni agli ecosistemi e alle infrastrutture.
Le autorità della Florida hanno emesso un ordine straordinario che permetteva ai cittadini di raccogliere le iguane verdi, rimaste stordite a causa delle basse temperature. L'iniziativa ha portato alla consegna di 5.195 esemplari in soli due giorni, che sono stati successivamente soppressi. L'operazione è stata ritenuta necessaria perché le iguane verdi sono una specie invasiva non autoctona, considerata dannosa per l'economia e l'ecosistema locale.
Le iguane non si "congelano", rallentano
Pensiamo alle iguane e alle lucertole in generale come animali “a sangue freddo”, ma questa formula, per quanto comoda è poco precisa. Non è il sangue a essere freddo: è il modo in cui funziona il loro corpo. Non mantengono una temperatura interna costante, come i mammiferi. Se l’aria si scalda, anche loro si scaldano e diventano attive; se l’aria si raffredda, il metabolismo cala e i movimenti si fanno lenti. Se il freddo arriva all’improvviso e scende troppo, la coordinazione salta: muscoli e sistema nervoso non rispondono più in modo efficace. Al di sotto di una soglia di temperatura minima, infatti, il corpo delle lucertole e delle iguane non riesce più a controllare i movimenti. Alcuni studiosi hanno calcolato questa soglia minima la notte del 22 gennaio 2020, quando a Miami, si è toccata una minima di 4,4 °C, un dato raro per quella zona, come riportato dallo studio An extreme cold event leads to community-wide convergence in lower temperature tolerance in a lizard community pubblicato su Biology Letters.
Nei giorni successivi all'evento, gli studiosi hanno valutato la temperatura minima alla quale una lucertola riesce ancora a raddrizzarsi quando viene girata sulla schiena (CTmin). La misura si ottiene raffreddando gradualmente l’animale e osservando il momento esatto in cui perde il riflesso di raddrizzamento. È un modo concreto per capire quanto freddo può sopportare un rettile prima che il corpo smetta di funzionare in modo efficace. Prima dell’ondata gelida, le specie studiate mostravano valori medi di CTmin compresi grosso modo tra 8 e oltre 11 °C. Subito dopo l’evento, i valori rilevati erano più bassi, intorno ai 6-7 °C. E non si è trattato di un effetto passeggero: anche a distanza di dieci settimane, la soglia rimaneva ridotta. Dopo il freddo, quindi, le lucertole sopravvissute erano in grado di tollerare temperature più basse rispetto a prima.
Iguane che cadono dagli alberi: morte o paralisi temporanea?
Le iguane passano la notte immobili tra rami e vegetazione. Durante un crollo improvviso della temperatura notturna, il loro corpo può scendere sotto la soglia di funzionamento neuromuscolare. Non riescono più a coordinarsi e possono perdere la presa. Questo stato è chiamato cold-stunning: uno shock da freddo che provoca immobilità temporanea. Non è congelamento nel senso letterale del termine (non diventano blocchi di ghiaccio), ma una sorta di paralisi da ipotermia.
In un lavoro scientifico viene riportato che, dopo l’evento del 2020, sono stati osservati sia animali morti sia individui “cold-stunned” che poi si sono ripresi. La mortalità può avvenire se l’esposizione al freddo dura troppo a lungo o supera i limiti fisiologici dell’animale.
Selezione naturale o adattamento rapido?
I ricercatori dello studio sulle lucertole di Miami hanno considerato due possibili spiegazioni per l’abbassamento della CTmin:
- Selezione naturale: solo gli individui più resistenti al freddo sopravvivono, quindi la popolazione media diventa più tollerante.
- Plasticità fisiologica: gli individui sopravvissuti modificano temporaneamente la loro fisiologia per adattarsi al freddo, cioè hanno la capacità di cambiare alcune caratteristiche senza modificare il proprio DNA: come una risposta flessibile all’ambiente.
Lo studio non conclude però in modo definitivo quale dei due meccanismi prevalga, ma dimostra che un singolo evento climatico estremo può provocare un cambiamento misurabile e sincronizzato in più specie contemporaneamente
Iguane verdi invasive: un problema oltre al freddo
Le iguane verdi, Iguana iguana, in Florida fino a poco tempo fa non c’erano. Sono arrivate da regioni tropicali dell’America centrale e meridionale e hanno iniziato a comparire in modo stabile a partire dagli anni Sessanta. Con il tempo si sono espanse in molte contee e oggi vengono considerate invasive: non appartengono alla fauna locale e la loro presenza rappresenta un grosso problema.
Una review pubblicata su Frontiers in Amphibian and Reptile Science nel 2025 descrive l’espansione delle iguane verdi in Florida e del loro impatto, soprattutto i problemi che danno sulle coltivazioni, sulle produzioni agricole, sull'elettricità e anche sulle piante ornamentali e come questi eventi climatici estremi possano influenzarne la popolazione. Le iguane verdi, infatti, sono una specie invasiva in Florida: scavano tane che indeboliscono argini e fondamenta, danneggiano coltivazioni e possono causare blackout arrampicandosi su impianti elettrici. Inoltre consumano numerose specie vegetali, con effetti sugli ecosistemi locali.
Il freddo, quindi, non è solo un evento curioso, ma può influenzare la dinamica di una specie invasiva che ha già effetti economici e ambientali rilevanti. Inoltre, gli autori dello studio sottolineano che gli eventi climatici estremi, come ondate di caldo o freddo, sono destinati ad aumentare in frequenza e intensità con il cambiamento climatico. Sembra un paradosso, ma un clima globale più caldo non elimina il rischio di episodi di freddo intenso localizzato. Per la sopravvivenza di specie tropicali ectoterme come le iguane, la cui temperatura corporea dipende molto dall'ambiente esterno, queste oscillazioni possono essere determinanti.