
Maratea è soprannominata la "città delle 44 chiese", per gli innumerevoli luoghi di culto presenti sul suo territorio: quasi una ogni 100 abitanti. La sua particolare posizione e conformazione geografica, oltre a renderla la Perla del Tirreno, ha determinato infatti uno sviluppo di luoghi di culto diffuso ben oltre il centro storico della città: dalla basilica di San Biagio sulla collina dove sorge la statua del Redentore alle tante parrocchie presenti nelle frazioni. Vediamo in questo articolo la sua storia e perché ha così tante chiese.
1 chiesta ogni 100 abitanti: perché Maratea ha così tante chiese
Quando si parla di città con più chiese al mondo, il primato assoluto spetta a Roma, che ospita la chiesa più grande del mondo. Ma se invece consideriamo il rapporto tra edifici religiosi e abitanti, a spiccare è Maratea. Questo piccolo comune della Basilicata conta infatti circa 4500 abitanti, ma è soprannominato la città delle 44 chiese. Facendo i calcoli, emerge una densità impressionante: quasi una chiesa ogni 102 abitanti!
Questa particolarità è dovuta alla sua storia, davvero unica.
L’origine della città è molto antica: in base a reperti archeologici trovati nelle grotte della spiaggia di Fiumicello, si pensa addirittura che risalga all’epoca del Paleolitico, quasi 100 mila anni fa. La diffusione delle chiese è però legata soprattutto all’epoca medievale e moderna. Grazie alla sua posizione strategica sul Mar Tirreno, Maratea fu infatti un importante punto di transito per mercanti, pellegrini e ordini religiosi, che lasciavano tracce del loro passaggio costruendo cappelle votivi, oratori e santuari dedicati ai vari santi protettori o corporazioni.
Un altro elemento che la rende unica è la conformazione geografica: Maratea è infatti composta da numerose frazioni distribuite tra la costa e le colline dell’entroterra. Questo territorio ha favorito la nascita di tante piccole comunità locali, ognuna delle quali ha sviluppato una propria identità religiosa, costruendo una chiesa di riferimento. Nel tempo, a queste si sono poi aggiunti anche altri edifici di culto legati a confraternite, ordini monastici e devozioni popolari, creando un patrimonio religioso molto diffuso sul territorio e non concentrato nel suo centro storico, come avviene solitamente.
Le chiese più famose della città
Il principale luogo di culto è la Basilica di San Biagio, dedicata al santo patrono della città. La sua importanza è anche legata alla sua posizione: si trova infatti in cima al monte omonimo, vicino alla statua del Redentore, dove sorgono i resti dell'antica Maratea, e che rappresenta uno dei punti panoramici più spettacolari del territorio.
Un’altra chiesa particolarmente antica è quella di San Vito: risale infatti circa all’anno Mille, quando gli abitanti iniziarono a costruire le prime case nella parte alta dell’attuale centro storico.
Altro luogo di culto di rilievo è la Chiesa di Santa Maria Maggiore, conosciuta anche come Chiesa Madre, la Chiesa dell’Annunziata con il caratteristico campanile, e quella dell’Addolorata, davanti alla quale si erge l’omonimo Obelisco con la statua della Madonna Addolorata.
Nell’area della valle si concentrano poi monasteri e conventi legati ai diversi ordini religiosi che nel tempo hanno abitato nel territorio. Ad accomunarli sono gli affreschi cinquecenteschi nei quali è quasi sempre raffigurata una Madonna con Bambino in Trono, con ai lati i Santi.
Tutte le frazioni inoltre hanno la propria chiesa, ognuna dedicata al Santo o alla Santa alla quale la comunità locale è particolarmente devota. Questo denso patrimonio religioso mostra come il rapporto tra geografia, popolazione e fede possa plasmare un territorio con caratteristiche uniche, rendendo Maratea un luogo dove ogni chiesa racconta un pezzo di storia locale.