
Spesso non ci pensiamo, ma sotto al nostro lavello o nell'armadietto del bagno si nasconde un vero e proprio laboratorio in miniatura, pieno di sostanze chimiche (dai tensioattivi ai disinfettanti fino ai profumi) che ci aiutano nella quotidianità per rimuovere anche lo sporco più ostinato: i detergenti. Mescolarli tra loro non aumenta quasi mai l'efficacia, anzi, al contrario può generare composti tossici che se inalati rappresentano un grave danno per la salute. L'esempio più comune, riportato anche dall'Istituto Superiore di Sanità, è la miscela tra candeggina e ammoniaca, che produce molecole chiamate clorammine, dannose per il nostro sistema respiratorio. Le regole sono semplici: non mescolare mai detergenti diversi e leggere sempre attentamente le etichette prima dell'uso. Per di più, anche una corretta ventilazione degli ambienti contribuisce a prevenire intossicazioni domestiche, sfavorendo l'inalazione di sostanze nocive.
Cosa succede mischiando detersivi come ammoniaca e candeggina
In molti pensano che mescolare detergenti diversi possa potenziare l'azione disinfettante o rimuovere più efficacemente lo sporco. In realtà, non è quasi mai così. Anzi, combinando differenti sostanze chimiche si può favorire la formazione di nuovi composti potenzialmente tossici per chi li respira. L'esempio classico, come ricorda anche l'Istituto Superiore di Sanità, riguarda la miscela tra candeggina e ammoniaca.
La candeggina è una soluzione acquosa di ipoclorito di sodio (NaClO), un sale formato da sodio (Na), cloro (Cl) e ossigeno (O). L'ammoniaca è invece un composto con formula NH3 , costituito da un atomo di azoto (N) e tre di idrogeno (H). Quella per uso domestico è disciolta in acqua, generalmente con una concentrazione compresa tra il 3% e il 10%. Immaginiamo ora di mescolare questi due liquidi: cosa succede?
Le due sostanze reagiscono formando clorammine, tra le quali monoclorammine (NH2Cl) e diclorammine (NHCl2), che essendo molto volatili si disperdono facilmente nell'aria circostante. Una volta inalate, le clorammine interagiscono con l'ambiente umido delle mucose respiratorie rilasciando nuovamente ammoniaca, ma anche specie reattive dell'ossigeno (ROS) e acido cloridrico (HCl). Quest'ultimo è il principale responsabile dei danni all'apparato respiratorio, si tratta infatti di un gas altamente irritante e corrosivo: può danneggiare i tessuti delle vie respiratorie, provocare infiammazione e, nei casi più gravi, edema polmonare.
Se inalate, le clorammine possono quindi causare gravi danni al sistema respiratorio portando a sintomi come tosse, irritazione alla gola e respiro affannoso. In casi di esposizione prolungata o ad alte concentrazioni, le clorammine possono anche portare all'insorgenza di patologie infiammatorie come bronchiti o polmoniti.
Cosa fare in caso di intossicazione
L'istituto Superiore di Sanità, in casi di sospetta intossicazione dovuta a inalazione di detergenti miscelati e non, raccomanda di allontanarsi dall'ambiente contaminato e chiamare il 112 o il centro antiveleni più vicino, seguendo le indicazioni degli operatori sanitari. L'ISS ricorda inoltre di individuare e conservare i contenitori dei detergenti usati.
Come raccomandato anche dall'ISS, è fondamentale mantenere sempre ben arieggiata la stanza durante le pulizie. La ventilazione riduce infatti la quantità dei vapori nocivi e limita il rischio di esposizione prolungata. Sono documentati diversi casi clinici in cui ambienti chiusi hanno aggravato il problema. In un articolo pubblicato su The New England Journal of Medicine , per esempio, si cita un episodio accaduto nel 1999: una donna rimase accidentalmente chiusa per circa mezz'ora in una cella frigorifera mentre stava usando proprio candeggina e ammoniaca. Dopo aver chiamato i soccorsi per gravi difficoltà respiratorie, nelle ore successive fu necessario praticarle una tracheostomia d'urgenza, procedura chirurgica che esegue un'apertura nella trachea per consentire la respirazione quando le vie aeree sono compromesse.