
Si parla di mobilità sostenibile indicando un sistema di organizzazione dei trasporti finalizzato a minimizzare il loro impatto ambientale, sociale ed economico. Esempi trasversali di politiche di mobilità sostenibile sono la promozione dell'uso di biciclette e trasporti pubblici, ma anche il car sharing e talvolta l'uso di veicoli elettrici. Il concetto di mobilità sostenibile però non è un monolito: la sua attuazione pratica all’interno di uno specifico tessuto sociale varia tra Paese e Paese. Vediamo com'è interpretato questo concetto nel caso dell'Italia e di altri Paesi europei come Norvegia, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito.
Dalla carta alla realtà: come si concretizza la mobilità sostenibile in Europa
All’interno dell’Unione Europea la mobilità sostenibile (Sustainable and Smart Mobility Strategy) è uno dei pilastri fondamentali del Green Deal, il piano voluto e sottoscritto dagli Stati Membri per contrastare il cambiamento climatico attraverso iniziative che, da un lato, taglino drasticamente le attuali emissioni di CO₂ e di altri gas climalteranti e, dall’altro, portino l’UE a raggiungere la net zero. Questa medesima linea guida è ripresa anche dalla Norvegia e dalla Gran Bretagna, due nazioni che non appartengono alla Comunità Europea: per Oslo si parla di Bærekraftig mobilitet, con l’aggettivo “Bærekraftig” composto dal verbo bære (sostenere/portare) e dal sostantivo kraft (forza/resistenza) per indicare un sistema di spostamento che potrà essere adottato anche in futuro senza danni all’ambiente.
Cosa si intende per mobilità sostenibile in Norvegia, Regno Unito e Spagna
In concreto la Norvegia sta rendendo diffusa l’abitudine di spostarsi prima di tutto a piedi o in bicicletta (la cosiddetta mobilità dolce), in secondo luogo tramite mezzi pubblici e, come ultima risorsa, con l’auto privata. Come l’Unione Europea, anche il Regno Unito punta a raggiungere velocemente la net zero (la deadline è stata fissata al 2050) e per farlo è necessario ripensare agli spostamenti cittadini in ottica smart e green. Londra è la città britannica che sta dando il buon esempio, investendo massicciamente nel migliorare e rendere capillare il trasporto pubblico, rendendo superfluo l’uso delle vetture private e nell’incentivare gli spostamenti in bicicletta o in e-bike, soprattutto per le consegne “nell’ultimo miglio” da parte di aziende di e-commerce, come Amazon. Per il Governo spagnolo il concetto di movilidad sostenible si traduce con un sistema di spostamento (per persone e merci) tramite mezzi a basso costo sociale, ambientale ed energetico, in perfetta aderenza con la legge 2/2011:
Nell'ambito delle proprie competenze, le Amministrazioni Pubbliche promuoveranno politiche di mobilità sostenibile che rispettino i seguenti principi: a) Il diritto dei cittadini ad accedere a beni e servizi in condizioni di mobilità adeguate, accessibili e sicure, e con il minimo impatto ambientale e sociale possibile.
L’iniziativa del Premier Sánchez relativa a un abbonamento unico per mezzi pubblici su gomma e rotaia a 60 euro al mese, dimezzati per utenti under 26, applica in toto quanto stabilito dalla legge sulla movilidad sostenible.

Il significato di modalità sostenibile in Italia, Francia e Germania
Francia, Germania e Italia presentano percorsi simili o, per essere maggiormente precisi, condividono alcune criticità. Per la Francia parliamo di mobilité durable, intesa come un ecosistema in cui gli spostamenti generano il minor impatto ambientale possibile, per la Germania, invece, la nachhaltige mobilität è inquadrata come la riconversione del traffico con focus ecologico, allo scopo di ridurre consumi di carburante ed emissioni per rigenerare l'ecosistema. Per l’Italia, infine, la mobilità sostenibile si concretizza, teoricamente, nella razionalizzazione del traffico veicolare con incentivazione dei mezzi pubblici per salvaguardare l'ambiente urbano, ma i dati sull’efficienza del TPL (Trasporto Pubblico Locale) e sulle preferenze degli italiani mostrano una realtà molto lontana da quello che dovrebbero essere gli obiettivi ambientali perseguiti dai governi in carica (sia quello attuale, sia il precedente).
Sulla carta la definizione di mobilità sostenibile appare dunque ancora piuttosto nebulosa e aperta a diverse interpretazioni, risultando distante dalla chiarezza espositiva con cui altri paesi hanno saputo tradurre questo concetto in linee guida, obiettivi e politiche riconoscibili. Se l’Eliseo sembra tuttavia allinearsi a una strategia che pone al centro il trasporto pubblico e la mobilità dolce, per Berlino e per l’Italia il cambio di paradigma dall’auto privata al trasporto pubblico resta ancora poco diffuso.