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10 Gennaio 2023
12:11

Number stations, cosa sono, a cosa servono e casi più celebri legati allo spionaggio

Le number stations sono stazioni radiotrasmittenti sparse per il mondo che trasmettono segnali codificati: vediamo cosa sono e i casi più celebri.

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Number stations, cosa sono, a cosa servono e casi più celebri legati allo spionaggio
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The buzzer, the sqweaky wheel, the pip, atencion! Questi sono solo alcuni dei nomi con i quali vengono ribattezzate ed identificate le Number stations, stazioni radio che, sfruttando le onde corte, trasmettono da decenni segnali “criptici” e talvolta riconducibili a servizi di spionaggio internazionali. Vediamo cosa sono e le principali storie che le riguardano.

Trasmissioni con le onde corte

Il mondo delle onde corte è un universo ormai poco usato, appannaggio dei radioamatori o di emittenti radio “commerciali”. In alcuni casi, tuttavia, il loro uso può essere utile per scopi al di là dell'ordinaria immaginazione. Quando parliamo di onde corte, ci riferiamo alla banda radio detta delle HF (high frequency) che va dai 3 ai 30 Mhz. Se a casa avete ancora una di quelle vecchie ed ingombranti radio (spesso usate ormai come oggetti di arredamento), provate ad accenderle e scoprirete un universo fatto da rumori, fruscii e perché no (ormai sempre più rare), delle trasmissioni.

onde corte vecchia radio

In questo marasma di suoni, magari con un po' di fortuna, potreste imbattervi nelle cosiddette number stations. Ma cosa sono? Questo nome identifica alcune stazioni radio che trasmettono saltuariamente messaggi in codice, numeri, nomi o, in altri casi, brani di film e musiche. Può essere usato il codice morse, con il suo tipico suono "DIH – DAH" o, ancora, trasmissioni dati (procedura simile ai pacchetti di informazione scambiati dai pc). Ad ogni modo sul web si può apprendere che, tra i vari utilizzi dei mezzi radiotrasmissivi a onde corte,  potrebbero esserci casi sfruttati dai governi per comunicare con i propri agenti segreti sparsi per il mondo. Ma è davvero così o è solamente una leggenda metropolitana?

Caratteristiche delle number stations

Prima di correre a cercare una radio e andare a caccia di James Bond, cerchiamo di capire cosa c'è di vero in questi racconti. Qualora però ve lo stesse chiedendo, sì, queste trasmissioni sono state anche usate per scopi di intelligence. Per iniziare, è bene comprendere che, per quanto possano essere criptiche queste trasmissioni, al di la di teorie accattivanti, occorre analizzare anche il contesto alla base delle comunicazioni radio. Ecco alcune considerazioni utili per prepararci alle diverse tipologie di comunicazioni che potremmo incontrare nell’etere.

Paese di provenienza

Quando si parla di comunicazioni cifrate, il pensiero corre ai metodi visti nei film: imbattersi anche in semplici conversazioni tra utenti di lingua slava o cinese, per noi magari più difficili da comprendere, suscita sempre un “brivido” di mistero. Prima di saltare subito alle conclusioni, pensiamo che, anche se una comunicazione provenisse da aree soggette a stretti controlli informativi, questo non è un fattore per poter subito affermare che ci siano comunicazioni segrete o militari in atto. Potreste semplicemente ascoltare una conversazione, magari tra radioamatori che si salutano.

radioamatore

Contenuto della comunicazione

L’universo delle comunicazioni è sostanzialmente divisibile tre categorie:

  1. fonia, ossia le tipiche comunicazioni a mezzo voce;
  2. dati, cioè le trasmissioni di informazioni sotto forma di pacchetti dati, più o meno come avviene per i pc;
  3. morse (detta anche CW – continuous wave), che rappresenta se vogliamo l'antenato delle comunicazioni digitali.

Non tutte queste comunicazioni possono essere comprese con il semplice ascolto: una lingua a noi sconosciuta può essere incomprensibile come i suoni tipici del codice morse o il crepitìo di una trasmissione dati. Queste ultime, in particolare, necessitano di apparati digitali, quindi pc e software, per essere decodificate.  Quali che siano queste comunicazioni, anche in questo caso possiamo imbatterci in aspetti legati a normali conversazioni in fonia o a dati provenienti da sistemi di ricerca meteorologici o geologici. Insomma, nell’etere c’è di tutto.

Emittenti

Questo aspetto è quello più complicato da analizzare: certamente, tra le stazioni che trasmettono, ci possono essere organi governativi o enti privati che usano gli apparati radio tanto per fini di intelligence quanto per scopi scientifici. Possono poi esserci comunicazioni ad uso di organizzazioni criminali (eh si, ci sono anche qui purtroppo), come quelle provenienti da alcune aree del Sudamerica, spesso attivi anche sulle onde UHF satellitari. Questi pirati delle comunicazioni sfruttano infatti sia satelliti militari ormai in disuso che la propagazione a onde corte per i propri scopi.

computer radio number stations

I casi più celebri

Veniamo ad alcuni dei casi più celebri di number stations. Sul web ci sono vari progetti (ad esempio Enigma 2000 o Puriom) che hanno come scopo l’ascolto delle number stations e le hanno addirittura classificate. Alcune delle più famose number stations hanno nomi bizzarri quali: the pip, the sqweaky wheel o the buzzer. Questi nomi vengono loro assegnati dalle comunità di radioascolto internazionale che le nominano in modo simile al loro “suono”.

Proprio la più celebre di queste, The Buzzer, conosciuta anche con il nome di UVB 76 trasmette da  decenni (almeno dal 1976) ed è ricevibile, soprattutto nelle ore notturne sui, 4625 Mhz in modulazione USB. La sua particolarità è… non avere particolarità: se provate ad ascoltarla, infatti, scoprirete una serie di ronzii regolari, monotoni. Tutto si ripete ugualmente, fatto salvo alcuni casi in cui la trasmissione di questi segnali monotoni si è interrotta per lasciar spazio a parole, nomi, numeri o altri suoni. Tramite radiogoniometri, cioè degli apparati in grado di identificare la zona di provenienza di un segnale, questa emittente è stata identificata a sud della Russia.

Proprio in risposta alle premesse viste precedentemente, esistono varie teorie legate a questa stazione radio: c’è chi la associa a un sistema per comunicare con agenti segreti sparsi per il mondo, chi invece afferma che faccia parte di un sistema missilistico nucleare di difesa dell’ex-URSS, denominato Периметр (Perimeter), messo a guardia del territorio russo. Questo sarebbe in grado di attivarsi in caso di attacco nucleare, facendo partire missili balistici verso gli attaccanti. Altre ipotesi, invece legano il funzionamento di the buzzer ad una rete di radiofari ad uso dell’aeronautica, ubicati nella zona artica: si tratterebbe quindi di una sorta di segnale di sicnronismo tra punti cospicui utili alla navigazione aerea.

Infine, c’è chi annovera the buzzer tra le tipiche stazioni utili per coordinare le azioni delle spie, così come ad esempio accadde con l’emittente radio cubana Atencion!. In questo caso, le indagini operate dai servizi segreti statunitensi scoprirono una rete di spie cubane che operavano negli USA e si conclusero addirittura con l'arresto di alcuni funzionari di stato americani che vennero accusati di spionaggio.

Perché esistono le number stations?

Perché, con tutti i mezzi che la tecnologia ci pone a disposizione, si dovrebbero ancora usare questi sistemi che sembrano appartenere ad epoche ormai passate? Innanzitutto, ricordiamo che, le radiocomunicazioni analogiche sono una fonte efficiente, abbastanza economica e relativamente semplice da realizzare ma, soprattutto, ancor più semplice per chi le volesse ricevere.

Basta una piccola radio capace di ascoltare le onde corte, occultabile in uno zainetto o addirittura in tasca e il gioco è fatto. Il messaggio così trasmesso arriverebbe, con propagazione favorevole, praticamente in tutto il mondo, evitando possibili intercettazioni o problemi di sicurezza esistenti in rete. Altre peculiarità di questi sistemi sono la loro difficile interpretazione e localizzazione ma, soprattuto, la loro casualità. Trasmettere per ore, giorni e settimane, ininterrottamente un monotono segnale, salvo poi alcuni brevi intervalli in cui trasmette un messaggio. In questo modo, un operatore sintonizzato su quella frequenza potrà ascoltarlo e decifrarlo non appena ricevuto.

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