
La Camera dei Deputati ha bocciato la proposta di legge presentata dalle opposizioni per introdurre la settimana lavorativa corta anche in Italia. Più nello specifico, il testo della proposta di legge prevedeva la riduzione graduale delle ore settimanali di lavoro da 40 a 32, a parità di salario e divisibili in 4 giorni o in 5 giorni (con orario giornaliero ridotto).
La Penisola, quindi, non si aggiunge alla lista dei Paesi Europei che stanno testando la settimana corta lavorativa per valutarne i risultati – tra cui Belgio, Islanda, Spagna e Regno Unito – anche se alcune aziende private italiane hanno comunque avviato una sperimentazione nel corso degli ultimi anni. Ma qual è la situazione a livello europeo?
Come confermano gli ultimi dati EUROSTAT (pubblicati nel 2025 e relativi al 2024), i cittadini UE lavorano in media 36 ore alla settimana, con minimi di 32,1 ore nei Paesi Bassi e picchi di ben 39,8 ore in Grecia. Chiaramente, le statistiche tengono conto sia delle ore di lavoro per i contratti a tempo pieno che per quelli part-time.
I nuovi dati EUROSTAT, che saranno rilasciati entro maggio 2026, dovranno però tener conto di alcune novità normative, prima fra tutti l'estensione della giornata lavorativa in Grecia, approvata nell'ottobre del 2025, che ha introdotto la possibilità di estendere la giornata lavorativa fino a 13 ore al giorno (ma solo per un massimo di 37 giorni all'anno).
La settimana lavorativa media in Europa: la mappa dei Paesi
Secondo quanto riportato dall'EUROSTAT, la media UE di ore lavorative settimanali è di 36: i dati includono i lavoratori di età compresa tra i 20 e i 64 anni che svolgono la loro attività principale, come lavoro a tempo pieno o anche parziale. In questa classifica, l'Italia si posiziona in linea con la media dei 27 Stati membri, con 36,1 ore settimanali di lavoro.
Si tratta di un numero di ore in calo rispetto al 2014, quando la media europea si aggirava intorno alle 37 ore settimanali: nel corso di questo decennio, infatti, diversi Paesi hanno adottato politiche verso una riduzione del monte ore.
Entrando più nello specifico, ci sono comunque delle differenze notevoli tra gli Stati membri dell'UE, come è ben visibile nella mappa qui sotto: nel 2024 (ultimi dati disponibili) le settimane lavorative più lunghe sono state registrate in Grecia (39,8 ore), Bulgaria (39,0), Polonia (38,9) e Romania (38,8). Al contrario, i Paesi Bassi hanno avuto la settimana lavorativa più breve (32,1 ore), seguiti da Danimarca, Germania e Austria (33,9 ciascuna).

Dal punto di vista delle attività economiche, invece, i settori per i quali è stata registrata la settimana lavorativa più lunga sono stati l'agricoltura, la silvicoltura e la pesca (con una media di ben 41,2 ore di lavoro settimanale), l'estrazione mineraria (38,8 ore) e l'edilizia (38,7 ore). Al contrario, le settimane lavorative più brevi sono state registrate per i datori di lavoro di attività di famiglia (26,7 ore), per l'istruzione (31,9 ore) e per l'arte, l'intrattenimento e la ricreazione (32,9 ore).
Settimana lavorativa corta in Europa: dove la stanno testando
Ma, quindi, quali sono i Paesi Europei che stanno effettivamente testando la settimana lavorativa corta? Il primo ad aver avviato la sperimentazione è stato il Belgio, che nel 2022 ha approvato una legge che permette ai lavoratori di condensare la settimana lavorativa in 4 giorni, oppure di lasciarla invariata su 5. Nella pratica, quindi, non si tratta di una vera e propria settimana corta, tuttalpiù compressa: le ore totali di lavoro restano 38 settimanali, ma ai dipendenti viene concessa la libertà di scegliere come dividere il numero di ore giornaliere.
Anche l'Islanda (che non fa parte dell'UE, ma si sta adoperando per presentare la propria candidatura) ha intrapreso questa direzione e oggi tra l'80% e il 90% dei suoi occupati lavora per circa 36 ore settimanali. Allo stesso modo, Spagna, Portogallo e Regno Unito stanno cercando di introdurre gradualmente questo cambiamento sociale, anche con il supporto governativo, ma finora non sono state approvate legislazioni nazionali, mentre aumentano (come nel caso dell'Italia) le imprese private che stanno sperimentando la riduzione della settimana lavorativa.
Da non dimenticare, infine, la Francia dove da oltre 25 anni la settimana lavorativa è fissata a 35 ore, sulla base di una riforma introdotta nel 2000 dall'allora governo socialista. Negli ultimi anni, tuttavia, alcuni membri del governo francese hanno ribadito la necessità di alzare la soglia delle ore settimanali, complici il crescente debito pubblico e la necessità di maggiore produttività a livello nazionale.