
L’Arabia Saudita ha avviato un vasto e ambizioso piano di rigenerazione urbana della capitale, Riyadh, puntando in modo decisivo sulla valorizzazione delle aree verdi. Tra i progetti più significativi spicca quello, presentato nel 2019, del King Salman Park: il parco urbano, concepito come luogo polivalente in cui si intrecciano natura, cultura, sport e intrattenimento, supererà di gran lunga le dimensioni di Central Park a New York. Con i suoi 16 km2, il parco è destinato a diventare il più grande al mondo.
Una volta completato, la capitale dell'Arabia Saudita vanterà uno nuovo record globale, che andrà ad aggiungersi al sistema di trasporto senza conducente più lungo del mondo, ovvero la metropolitana di Riyadh.
King Salman Park, il nuovo polmone verde di Riyadh in Arabia Saudita
Inserito nel programma Vision 2030, il King Salman Park mira a trasformare la città in una delle realtà più vivibili del pianeta, migliorando la qualità dell’aria e favorendo il benessere psicofisico dei cittadini attraverso un rapporto più diretto con la natura. Realizzato sull'area di una ex base aerea, l'’intervento coprirà un’area di circa 16 chilometri quadrati, equivalente a cinque volte la superficie di Central Park. Su questa enorme superficie saranno realizzati 11 milioni di metri quadrati di verde e messi a dimora circa un milione di alberi.

Dal punto di vista del design, il progetto trae ispirazione dalle formazioni rocciose tipiche della regione di Najd. Il parco sarà modellato in una sequenza di piccole valli, all’interno delle quali troveranno posto corsi d’acqua artificiali. È inoltre previsto un grande giardino che richiamerà gli elementi distintivi dell’architettura paesaggistica islamica, con annessi un santuario per le farfalle e per gli uccelli.
La gestione idrica in particolare si è rivelata cruciale. Thomas Lücking, amministratore delegato dell’azienda incaricata della realizzazione, sottolinea l’approccio pionieristico adottato:
«Utilizziamo le acque reflue trattate della città – circa 150.000 metri cubi al giorno – che vengono depurate fino a raggiungere una qualità quasi potabile».
Questa strategia non solo affronta in modo efficace il problema dei rifiuti, ma garantisce anche una soluzione di irrigazione sostenibile per l’ambiziosa infrastruttura verde del parco. Di grande interesse è infine il tema del suolo e della pavimentazione dell'ex area aeroportuale che sorgeva sul sito: il team ha scavato fino a 2,5 metri di profondità, rompendo il terreno compatto e creando quello che Lücking descrive come «suolo rigenerativo». L'incorporazione di sabbie rosse, pomice, biochar e microrganismi, ha infatti consentito lo sviluppo di un ecosistema in grado di assorbire l'acqua piovana come una spugna e di sostenere la biodiversità vegetale.
Non solo il parco urbano più grande del mondo
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la “vocazione” del progetto; il King Salman Park è stato concepito infatti non solo come spazio a verde, ma anche come polo e hub culturale. All’interno del parco si collocherà, in un’area di oltre 400.000 mq, il Royal Arts Complex: polo culturale che ospiterà il Teatro Nazionale, capace di accogliere 2500 spettatori, e un teatro all’aperto per circa 8000 persone. Sono inoltre previste diverse sedi museali nel complesso – tra cui un Museo dell’Architettura, uno della Scienza, uno dell’Aviazione e uno dedicato alla Realtà Virtuale – oltre a un’Accademia delle Arti Visive.

Sport e intrattenimento
Oltre alla dimensione culturale, il King Salman Park di Riyadh – città che ha il sistema di trasporto più lungo del mondo – accoglierà numerose strutture dedicate allo sport, all'intrattenimento e al tempo libero. All’interno del parco saranno presenti un percorso ciclabile e pedonale ad anello, lungo circa 7 chilometri; campi da calcio, tennis e piste di atletica. Infine, un campo da golf si estenderà su un’area di oltre 850.000 metri quadrati.

Gli aspetti più critici del progetto
Come ogni progetto su vasta scala, anche il King Salman Park presenta alcune criticità. La più importante riguarda l’approvvigionamento idrico necessario a mantenere in vita il milione di alberi previsto all'interno del parco. In un contesto desertico, dove l’acqua dolce è una risorsa limitatissima e il mare (il Golfo Persico, nel caso di Riyadh) costituisce l’unica grande riserva idrica, realizzare un sistema di raccolta dell’acqua marina, con relativi impianti di trasporto e desalinizzazione, rappresenta una sfida ingegneristica complessa e ad altissimo dispendio energetico. A ciò si aggiungono i costi: il progetto da 23 miliardi di dollari si inserisce nel programma “Green Riyadh” e, per dimensioni e investimenti richiesti, comporta inevitabilmente rischi legati a ritardi, incremento del budget e possibili difficoltà nella gestione delle diverse fasi costruttive.