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28 Agosto 2025
18:45

Perché il basket si gioca sul parquet: le origini (casuali) della superficie che previene infortuni

La prima partita di basket venne giocata nel 1891 sul pavimento di una palestra. Ancora oggi il legno duro come l'acero è considerato la superficie ideale per assorbire gli urti e garantire il grip, diventando lo standard per le massime competizioni come NBA e FIBA.

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Perché il basket si gioca sul parquet: le origini (casuali) della superficie che previene infortuni
parquet basket

Se chiudete gli occhi e pensate a una partita di basket molto probabilmente tra i primi suoni che vi vengono in mente, insieme al rumore della palla che rimbalza e lo "swish" della retina, c'è lo "squeak" delle scarpe che fanno attrito sul lucido pavimento in parquet. Ma vi siete mai chiesti perché si giochi proprio sul parquet? Sebbene oggi sia scientificamente provato che il legno offra vantaggi unici per gli atleti, la sua adozione fu una felice coincidenza storica. Il basket nacque infatti nel 1891 all'interno di una palestra di Springfield, Massachusetts, e la prima partita si disputò sulla superficie che quella struttura già possedeva. Fu solo con la successiva diffusione globale dello sport che si comprese quanto quella scelta casuale fosse, in realtà, la soluzione tecnicamente ideale per via della resistenza e dell'elasticità del legno. Dall'assorbimento degli urti all'attrito superficiale, il legno "duro" di acero, rovere e faggio è ancora oggi utilizzato in tutti i campi da basket delle massime competizioni come l'NBA (National Basketball Association) o gli Europei e i Mondiali organizzati dalla FIBA (Federazione Internazionale Pallacanestro).

La nascita del basket come sport al chiuso

La storia del campo da basket in parquet è intrinsecamente legata all'invenzione stessa dello sport. Nell'inverno tra il 1891 e il 1892, presso la International YMCA Training School di Springfield, Massachusetts – oggi Springfield College, un insegnante di educazione fisica di nome James Naismith inventò un nuovo gioco per soddisfare un incarico del suo sovrintendente, il Dr. Luther Gulick. L'obiettivo era offrire agli studenti un'attività indoor che fosse meno incline agli infortuni rispetto al football americano e che li mantenesse attivi durante i rigidi inverni.

La prima partita di "basket ball" si disputò… all'interno di una palestra. La scelta della superficie di gioco non fu basata sulle prestazioni ma si trattava semplicemente del pavimento esistente che, come consuetudine per le strutture dell'epoca, era in legno. Per i canestri invece, vennero utilizzate due ceste di vimini per la raccolta delle pesche inchiodate alla balaustra della balconata della palestra.

Springfield_college_palestra
La palestra dove fu inventato il basket nella School for Christian Workers, ora Springfield College. Credit: here, Public domain, via Wikimedia Commons

Le regole (13 iniziali) e le attrezzature utilizzate da Naismith, dal pallone al numero di giocatori, dal palleggio ai canestri: si è tutto evoluto ed è stato tutto modificato, tranne un elemento, il parquet come superficie di gioco. Questa continuità ha trasformato una scelta casuale in una forte tradizione. Da quel lontano inverno il basket si è diffuso in tutto il mondo coinvolgendo più di 300 milioni di atleti. Con la professionalizzazione dello sport il pavimento in legno è stato codificato come lo standard e le sue proprietà, inizialmente non considerate, sono state in seguito scientificamente validate come ideali.

La scienza del parquet nella pallacanestro: i vantaggi del legno

Le forze in gioco nella pallacanestro sono molteplici: salti continui, scatti improvvisi, cambi di direzione repentini. Su una superficie troppo dura (come il cemento), l'impatto si scaricherebbe direttamente sulle articolazioni degli atleti (caviglie, ginocchia, schiena), causando infortuni.

È proprio qui che entrano in gioco le proprietà uniche del legno. Materiali come l'acero, il rovere o il faggio sono classificati come "legni duri" (hardwood) perché la loro elevata densità e la fibra compatta li rendono estremamente resistenti agli impatti continui, evitando scheggiature e ammaccature. Allo stesso tempo, possiedono un'elasticità naturale che li rende ideali per le esigenze biomeccaniche di uno sport come il basket.

  • Assorbimento degli urti (shock absorption): la capacità del pavimento di assorbire l'energia di un impatto, come l'atterraggio di un atleta dopo un salto. Un pavimento più "morbido" dissipa una maggiore quantità di forza, riducendo lo stress su caviglie, ginocchia e schiena dell'atleta.
  • Deflessione verticale (vertical deflection): definisce quanto il pavimento affonda sotto il peso dell'impatto.
  • Rimbalzo della palla: il legno deve garantire l'uniformità del rimbalzo del pallone su tutta la superficie. Un buon campo deve avere un rimbalzo alto e costante in ogni suo punto.
  • Attrito superficiale (surface friction): è il famoso "grip" o l'aderenza della superficie, quello che fa fare "squeak" alle scarpe. L'attrito deve essere bilanciato, abbastanza alto da permettere ai giocatori di fermarsi e cambiare direzione senza scivolare, ma non così alto da bloccare il piede e causare infortuni.

A questi concetti si aggiunge quello di ritorno di energia. Il parquet assorbe l'urto ma restituisce anche parte dell'energia, garantendo un rimbalzo della palla uniforme e prevedibile e aiutando la spinta degli atleti durante la corsa e i salti. Nei campi moderni in Europa e America queste proprietà sono standardizzate e certificate da normative internazionali come la EN 14904 e gli standard PUR.

proprietà parquet basket
Rappresentazione schematica delle proprietà del parquet di un campo da basket.

L'esistenza di queste norme complesse è guidata da una duplice necessità. In primo luogo come abbiamo già detto, la sicurezza degli atleti: un pavimento che non assorbe correttamente gli urti o che ha un attrito sbagliato può causare infortuni gravi. In secondo luogo, l'equità competitiva: per garantire che un campionato mondiale sia equo, un campo a Milano deve comportarsi biomeccanicamente allo stesso modo di uno a Manila o Los Angeles ovvero il pallone deve rimbalzare allo stesso modo e la superficie deve avere lo stesso grip.

Anche l'occhio vuole la sua parte: gli iconici parquet NBA

Il benessere per gli atleti è uno dei motivi che hanno permesso la persistenza dei parquet come superficie ufficiale del basket ma diciamolo, questi pavimenti hanno anche un impatto estetico non da poco rendendo i campi iconici e prestigiosi. Un campo da basket professionale non è un semplice strato di legno, ma un sistema multistrato complesso. Su una base solitamente in cemento o calcestruzzo viene posta una barriera al vapore per proteggere dall'umidità. Sopra si posiziona una sottostruttura elastica (in schiuma o con listelli di legno su pad in gomma) che garantisce l'assorbimento degli urti. Lo strato finale è il parquet, per il quale la scelta del legno, che viene rifinito con vernici in grado di dare un ottimo attrito superficiale, è fondamentale.

Strati parquet basket
Esempio schematico della composizione a strati di un campo da basket.

Nel campionato più famoso al mondo dove si scontrano i giocatori più forti del pianeta, la NBA (National Basketball Association) lo standard è il legno d'acero americano (maple) che possiede un ottima resistenza agli urti e ammaccature e con il suo colore chiaro migliora la visibilità di linee e del pallone. Il legno può essere dipinto con i colori delle squadre e "decorato" a piacimento con disegni, loghi e sponsor. L'unica eccezione sulla tipologia del legno è lo storico parquet dei Boston Celtics, i 18 volte campioni NBA. Il loro campo è fatto in quercia rossa (red oak) intrecciata anziché il tradizionale acero siccome, a causa della carenza di legname pregiato nel secondo Dopoguerra, il primo parquet fu assemblato usando scarti di legno, e per tenerli insieme furono disposti in quel particolare motivo, che da allora è diventato il simbolo iconico della squadra.

TD garden Boston Celtics
Il parquet in quercia rossa dei Boston Celtics al TD Garden. Halley from Boston, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons

Il legno, pur essendo il materiale ufficiale per le massime competizioni mondiali, non è l'unica alternativa per le superfici dei campi da basket. Negli ultimi anni si sono diffuse diverse alternative per rispondere a esigenze di budget e versatilità. Per esempio le superfici sintetiche come quelle in PVC offrono grande durabilità e resistenza all'acqua, ideali per palestre polivalenti. Una nuova frontiera tecnologica è rappresentata dai pavimenti in vetro a LED che formano veri e propri "campi intelligenti" già approvati dalla FIBA – Federazione Internazionale Pallacanestro, capaci di visualizzare linee, replay e statistiche direttamente sulla superficie di gioco.

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