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4 Gennaio 2026
7:00

Perché il grattacielo Citicorp Center di New York rischiò il crollo: il piano segreto per sistemarlo

Nel 1978 il grattacielo newyorkese Citicorp Center rischiò il crollo a causa di un errore di calcolo. Il progettista, l'ingegnere William LeMessurier, con grande senso di responsabilità e coraggio etico, avviò in segreto interventi di riparazione notturni, evitando una possibile catastrofe e dando prova di una straordinaria integrità professionale.

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Perché il grattacielo Citicorp Center di New York rischiò il crollo: il piano segreto per sistemarlo
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Nel 1977 il grattacielo Citicorp Center – una delle opere ingegneristiche più innovative degli anni '70 – si inserì nel già denso skyline di Manhattan. A un anno dall'inaugurazione emerse però un dato allarmante: una tempesta sufficientemente intensa avrebbe potuto far collassare l'iconico grattacielo di New York, mettendo a rischio migliaia di persone. È da qui che prese avvio la vicenda di William LeMessurier, ingegnere strutturista responsabile del progetto, che individuò la criticità e contribuì a scongiurare una possibile catastrofe, avviando una revisione degli standard normativi e riportando al centro il tema dell’etica professionale nel lavoro dell’ingegnere civile.

Com'è fatto il Citicorp Center

Progettato per ospitare la sede centrale del colosso Citibank, il Citicorp Center – noto anche come Citigroup Center e oggi 601 Lexington Avenue – è un grattacielo di 59 piani che raggiunge i 279 metri di altezza. Costruito in tre anni, dal 1974 al 1977, presentava un paradigma progettuale innovativo e al tempo stesso insolito per l'epoca. Osservandolo, infatti, si nota subito qualcosa di singolare: l’edificio non poggia a terra né lungo il suo perimetro né in corrispondenza degli spigoli, ma si solleva su quattro elementi verticali alti 35 metri (9 piani), collocati al centro di ciascuna facciata. Il motivo è legato al lotto: nel terreno su cui sarebbe dovuto sorgere il Citicorp si trovava infatti la St. Peter’s Lutheran Church, che acconsentì alla costruzione del grattacielo solo a condizione di non essere toccata. Per rispettare questo vincolo, il progettista dovette spostare le "gambe" dell'edificio al centro, lasciando la chiesa libera sotto il grande sbalzo dei piani superiori. LeMessurier progettò così un innovativo scheletro strutturale perimetrale: una serie di controventi a V che trasferiva i carichi gravitazionali, e quelli laterali dovuti al vento, dalle facciate esterne verso le grandi colonne centrali, permettendo agli angoli di rimanere sospesi nel vuoto con notevole risparmio di peso della parte strutturale progettata.

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Il problema strutturale

Nel 1978, durante gli studi in corso per la sua tesi, la studentessa della Princeton University Diane Hartley notò un fatto strano: ovvero che il sistema di controventi a V del Citicorp Center sembrava ottimizzato per resistere ai venti perpendicolari alle facciate, ma appariva più vulnerabile quando il vento colpiva l’edificio in diagonale (a 45°), spingendo quindi sugli spigoli privi di colonne. Le norme dell’epoca non richiedevano di verificare questa condizione, ritenuta meno critica; si trattava però di criteri basati su schemi strutturali tradizionali, dunque su sistemi di pilastri “standard”, molto diversi da quello adottato dal progettista per ovviare alla presenza della chiesa. Sebbene LeMessurier avesse inizialmente rassicurato circa i dubbi sollevati dalla studentessa, decise comunque di rivedere i suoi calcoli: scoprì così che, per la sua specifica struttura a “V”, il vento diagonale aumentava le sollecitazioni interne nei controventi del 40% rispetto a quanto da lui considerato nei calcoli.

Il problema del vento, da solo, non sarebbe stato sufficiente a compromettere l’edificio, ma portò alla scoperta di un secondo importante dettaglio: durante la costruzione, l’impresa aveva proposto di cambiare il metodo di unione delle diagonali (troppo lunghe per essere realizzate in un unico pezzo), e di passare così dai giunti saldati a completa penetrazione ai giunti bullonati, più economici e rapidi da montare. La modifica, benché rispettosa delle azioni di progetto, riduceva drasticamente il margine di sicurezza garantito dalle unioni saldate – concepite originariamente e molto più resistenti – annullandolo del tutto nel caso estremo prima descritto. Secondo i calcoli, un vento che mediamente si verifica ogni 16 anni sarebbe stato sufficiente a mettere in crisi i giunti bullonati, portando al collasso dell’edificio.

Il piano segreto di risoluzione

LeMessurier, dimostrando un forte senso di responsabilità oltre che grande etica professionale e deontologica, comunicò il problema ai vertici della Citicorp. Si organizzò quindi un piano di azione in emergenza: il progetto SERENE. Per tre mesi squadre di saldatori lavorarono ogni notte, dalle 20:00 alle 04:00, per non interrompere le attività che si svolgevano quotidianamente nell’edificio ed evitare allarmismi tra gli occupanti. La soluzione messa in campo prevedeva la saldatura di piastre d'acciaio spesse 5 cm a rinforzo dei deboli giunti bullonati: dei veri e propri "cerotti" applicati sulla struttura. Fortunatamente, in quel periodo a New York era in corso uno sciopero dei principali giornali, circostanza che contribuì a non far trapelare la notizia.

Il pericolo dell'uragano Ella

Nello stesso anno in cui le riparazioni venivano a poco a poco effettuate, l'uragano Ella destava grande preoccupazione: la polizia aveva infatti predisposto un piano segreto di evacuazione per un raggio di 10 isolati. In quei giorni critici, l'unico elemento ancora in grado di garantire una minimo margine di sicurezza all'edificio era il Tuned Mass Damper (TMD), il primo installato a New York: un blocco di calcestruzzo da 400 tonnellate, collocato in cima al grattacielo, che controbilanciava l'oscillazione del vento scivolando su uno strato d'olio. LeMessurier si assicurò che il dispositivo fosse alimentato da generatori dedicati, così da evitarne qualsiasi possibile disattivazione o problema di funzionamento. Contro ogni principio ingegneristico standard, il TMD – normalmente utilizzato per migliorare il comfort degli occupanti riducendo le fastidiose oscillazioni – divenne in quelle settimane la componente strutturale principale per la statica del grattacielo: l'unico presidio a protezione dal crollo in caso di forte vento. Fortunatamente, l'uragano Ella virò verso l'oceano poche ore prima dell'impatto, consentendo di concludere in sicurezza l’intervento di consolidamento della struttura.

La storia del Citicorp rimase segreta fino al 1995, quando un articolo del New Yorker rivelò quanto accaduto. LeMessurier fu elogiato per la sua integrità professionale e il coraggio etico, dimostrando che l’errore è umano, ma che al tempo stesso è necessario riconoscerlo e assumersi la responsabilità di provi rimedio.

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