
Svegliarsi la mattina, riposati e pronti per affrontare una nuova giornata, significa spesso fare i conti con quelle fastidiose "crosticine" agli angoli degli occhi. "Caccole", cispe, muco o secrezioni oculari: ognuno le chiama a modo suo, ma non tutti sanno che, per quanto antiestetiche e fastidiose, sono fondamentali per la salute visiva. Mentre noi dormiamo, infatti, i nostri occhi continuano a "lavorare" e lo fanno pulendosi rimuovendo ciò che compone le cispe: cellule della pelle morte, lipidi, muco e detriti ambientali.
Questo compito vitale è svolto in sinergia dal film lacrimale e dalla congiuntiva. Il film lacrimale è una sottile pellicola composta da tre strati (lipidico, acquoso e mucoso) che ricopre la superficie dell'occhio, fungendo da vera e propria barriera protettiva contro l'ambiente esterno. Le sue cinque funzioni principali sono: lubrificare, nutrire, proteggere, pulire e migliorare la trasparenza della cornea. Mentre la congiuntiva è una sottile membrana mucosa che ricopre la superficie interna delle palpebre e quella esterna del bulbo oculare che protegge l'occhio da corpi estranei e infezioni.

Tuttavia, l'occhio non fa le "pulizie di primavera" solo di notte ma si tratta di un processo continuo di cui nemmeno ci accorgiamo. Il motivo è semplice, di giorno, quando siamo svegli, sbattiamo continuamente le palpebre e questo movimento fisiologico elimina ogni residuo. Di notte, invece, tenendo gli occhi chiusi e le palpebre ferme, queste sostanze si accumulano e si seccano lungo i bordi degli occhi e tra le ciglia.
C'è chi ne produce di più e chi di meno, ma trovare al risveglio questa sostanza più o meno secca, dal colore biancastro o giallo chiaro, è del tutto normale. Per rimuoverla, non bisogna far altro che sciacquarsi bene il viso con dell'acqua.
Attenzione, come spiega Cleveland Clinic – eccellenza ospedaliera di fama mondiale, un improvviso aumento della produzione, un netto cambio di colorazione, un'eccessiva appiccicosità o la presenza di gonfiore e arrossamento possono essere il sintomo di infezioni oculari o altre patologie, come ad esempio un orzaiolo, una congiuntivite o una blefarite. In questo caso è sempre buona pratica contattare il proprio medico.