Valanghe

In montagna, specialmente nelle aree montane densamente popolate, c'è un pericolo da non sottovalutare: le valanghe. Questi fenomeni (talvolta chiamati anche "slavine") si verificano quando una massa di neve si stacca dal pendio sul quale si trova, scivolando verso valle e travolgendo ciò che trova lungo il suo cammino. Solitamente per innescare una valanga è necessario il cambiamento di alcune condizioni all'interno del manto nevoso, come ad esempio un aumento del peso, la presenza di neve poco coesa, un aumento di temperatura o la presenza di acqua. Anche l'uomo può essere un fattore di innesco: la presenza di sciatori, ad esempio, può dar vita a tensioni all'interno della massa nevosa, provocando rotture nel manto e, nella peggiore delle ipotesi, una valanga.
Ma quali sono le principali tipologie di valanga? E quali sono quelle più pericolose?

Tipi di valanghe

Esistono diversi criteri per classificare le valanghe ma, solitamente, quello che viene utilizzato si basa sulla loro origine. Come confermato dall'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe svizzero, ci sono principalmente 5 tipologie di valanghe.

1. Valanga di neve a lastroni

valanga di neve a lastroni
in foto: credit: SLF.

Come suggerisce il nome, la valanga di neve a lastroni prevede il distacco di una porzione di neve compatta, che si comporta per l'appunto come un'unica lastra. Per dar vita a questo fenomeno è necessario che il manto nevoso sia formato da due strati di neve diversi:

  • uno strato inferiore di neve poco coesa (strato fragile);
  • uno strato superiore di neve coesa (lastrone di neve).

Durante una nevicata può venirsi a creare un sovraccarico di neve e alcune zone dello strato fragile possono indebolirsi. Se l'indebolimento inizia a diventare importante si possono formare improvvisamente delle fratture parallele al pendio e, se questo è più inclinato di 30° circa, il lastrone inizia a scivolare sempre più rapidamente verso valle. Questa tipologia di valanga può essere innescata sia da processi naturali sia da sciatori: non a caso viene chiamata "valanga dello sciatore" e le sue dimensioni medie sono attorno ai 50 metri di larghezza per una lunghezza di 150-200 m e uno spessore di 50 cm.

La sua pericolosità è piuttosto elevata dal momento che si muovono attorno ai 50-100 km/h: non a caso circa il 90% delle vittime di valanghe sono causate proprio dallo scivolamento di questi lastroni.

2. Valanghe a debole coesione

valanga di neve a ldebole coesione
in foto: credit: SLF.

Le valanghe a debole coesione si formano quando la neve è costituita da due strati ma, al contrario di quelle a lastroni, lo strato più debole si trova in superficie. Per azionare la valanga, oltre ad avere un pendio sufficientemente inclinato, è necessario che si verifichi o un aumento di pressione (legato alla presenza di troppa neve o al passaggio di uno sciatore) oppure ad un rapido aumento di temperatura. Una volta soddisfatta almeno una di queste due condizioni, si viene a creare un indebolimento dei legami tra i singoli cristalli dello strato di neve superiore, causando il rotolamento della neve superficiale verso valle.

Durante questa discesa le dimensioni della valanga continuano a crescere e, solitamente, questi fenomeni si originano a partire da un singolo punto, dando vita ad una classica forma a "V" rovesciata. Rispetto ad altre tipologie di valanghe, queste sono più lente e coinvolgono meno materiale, rendendole quindi meno pericolose.

3. Valanghe bagnate

Valanga bagnata
in foto: credit: Benjamin Zweifel, SLF.

Le valanghe bagnate si vengono a creare quando le temperature subiscono un forte rialzo o quando piove. In entrambi i casi si genera acqua allo stato liquido che tende ad infiltrarsi nel manto nevoso: questa può indebolire i legami tra i cristalli di neve, facendogli perdere coesione e causando quindi una valanga. Si tratta di un fenomeno che avviene spesso spontaneamente, soprattutto durante la primavera, e si presentano spesso sotto forma di valanghe a lastroni o a debole coesione.

4. Valanghe per scivolamento di neve

valanga di neve a ldebole coesione
in foto: credit: SLF.

Questa tipologia di valanga assomiglia molto a quella a lastroni, con la differenza che in questo caso è l'intero manto nevoso a scivolare e non soltanto la sua porzione superficiale. Normalmente per far sì che si verifichi questo fenomeno è necessario che il substrato sia il più ripido e liscio possibile, quindi solitamente si verifica in corrispondenza di pendii erbosi oppure di lastroni di roccia.
A differenza di altre tipologie di valanga, queste non possono essere provocate da persone perché è necessario che si infiltri acqua alla base del manto nevoso. Quest'acqua si può formare sia in inverno (quando il suolo riesce a riscaldare e sciogliere la neve più profonda) sia in primavera (quando il manto nevoso raggiunge complessivamente gli 0°C e l'acqua riesce a percolare senza problemi fino alla sua base).

5. Valanghe nubiformi

Valanga nubiforme
in foto: credit: Michael Bründl, SLF.

Le valanghe nubiformi si originano di solito a partire da valanghe a lastroni, specialmente quando è presente un pericolo valanghe forte o molto forte. Se sono presenti altezze di caduta piuttosto alte, la neve si mescola all'aria a formare una nuvola di polvere. La peculiarità di queste valanghe è che possono anche raggiungere i 300 km/h, travolgendo e distruggendo tutto ciò che trovano lungo il loro percorso.

Articolo a cura di
Stefano Gandelli