
Ogni guidatore italiano ha nel proprio portafoglio un documento rosa: la patente. E non è l'unico: non è un caso se l'autorizzazione alla guida si chiama foglio rosa. Ma perché è stato deciso proprio questo colore? A differenza di quello che potremmo pensare, questa scelta non è casuale ma affonda le proprie radici all'inizio del secolo scorso, con i cosiddetti Permis de Conduire francesi. Il colore rosa rende più riconoscibile il documento e ne rende più difficile la falsificazione.
I Permis de Conduire francesi erano rosa
In origine per guidare un'automobile non era necessaria alcuna patente. Il problema, come è facile immaginare, è che gli incidenti automobilistici diventarono mano a mano sempre più frequenti, tanto da spingere alcuni Paesi a prendere alcuni provvedimenti in merito. Tra i primi troviamo la Prefettura della Senna, a Parigi, che nel 1893 introdusse un esame obbligatorio, al termine del quale veniva rilasciato un certificato di idoneità. La patente vera e propria arrivò solamente nel 1921, dopo che l'obbligo di questo documento fu esteso a livello nazionale e inserito all'interno del codice della strada francese: proprio qui venne scritto per la prima volta che il Permis de Conduire doveva essere di colore rosa.

La scelta di questo colore fu presa per distinguerlo dagli altri documenti già in circolazione: i passaporti spesso avevano tinte scure (es. blu o verde) mentre i documenti di identità erano solitamente bianchi o azzurri. Il rosa, in questo contesto, si differenziava nettamente ed era facilmente riconoscibile. Inoltre, almeno per l'epoca, si riteneva che questo colore fosse più difficile da falsificare, disincentivando i criminali interessati a contraffare.
Il colore della patente di guida: dalle Convenzioni ONU al giorno d’oggi
La scelta di utilizzare il colore rosa uscì ufficialmente dai confini francesi attraverso due importanti convenzioni ONU: quella di Ginevra del 1949 (allegato 9) e quella di Vienna del 1968 (allegato 6). In entrambi i casi viene esplicitamente detto che la patente deve essere stampata su un supporto di questo colore.
Infine arriviamo quasi ai giorni nostri, quando l'Unione Europea con la direttiva 2006/126/CE decise di abbandonare progressivamente le tessere cartacee in favore di quelle in policarbonato, scegliendo però di mantenere questo colore per continuità storica.
Ad oggi quindi ogni Paese utilizza questo colore? In realtà no: questo è vero ad esempio per gli stati EU, UK e per la Russia, ma non vale per tanti altri come USA, Canada, Cina o Giappone.
