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4 Ottobre 2026
6:00

Perché l’arido Deserto di Atacama è fiorito di rosso? L’analisi delle immagini satellitari

Le piogge fanno rifiorire parte dell’Atacama. L'esplosione di colore da 15.000 km² nel deserto non polare più secco della Terra.

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Perché l’arido Deserto di Atacama è fiorito di rosso? L’analisi delle immagini satellitari
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La fioritura nel deserto di Atacama

Il deserto di Atacama, nel Cile settentrionale, è il deserto non polare più secco della Terra e si estende per circa 150.000 km². Eppure, per il secondo anno consecutivo, alcune sue zone sono tornate a ricoprirsi di fiori e vegetazione, trasformandosi in un giardino naturale. A rendere possibile la fioritura sono state le piogge eccezionali dell’inverno australe del 2026, favorite anche dalle condizioni climatiche associate a El Niño. È il fenomeno conosciuto come Desierto Florido, il “deserto fiorito”, che si verifica quando l’acqua permette ai semi di germinare e alle piante di riprendere a crescere. Secondo le proiezioni diffuse il 2 ottobre 2026 da parte del Servizio nazionale del turismo cileno, la ripresa della vegetazione potrebbe interessare circa 17.000 km² della Regione di Atacama.

Questa trasformazione è stata documentata dai satelliti Sentinel-2 del programma europeo Copernicus, che osservano la superficie terrestre dallo spazio e permettono di seguirne i cambiamenti nel tempo.

Quando fiorisce il deserto più arido del Mondo: il ruolo di El Niño

Un terreno apparentemente spoglio può nascondere molto più di quanto immaginiamo. Nel deserto, alcune piante superano i periodi secchi attraverso semi che rimangono nel suolo, mentre altre conservano sottoterra organi come bulbi, tuberi e rizomi. Queste ultime vengono chiamate geofite: la parte visibile può scomparire, ma gli organi sotterranei permettono alla pianta di sopravvivere fino al ritorno di condizioni favorevoli. Quando arriva abbastanza acqua, i semi possono germinare e le piante riprendere a crescere.

È il meccanismo alla base del Desierto Florido, che interessa soprattutto settori del deserto costiero della Regione di Atacama. Secondo CONAF, l’ente forestale cileno, il fenomeno può coinvolgere oltre 200 specie di piante annuali e geofite, attivate da piogge invernali insolite. Non bisogna quindi immaginare tutto il deserto ricoperto uniformemente di fiori: la crescita interessa le zone in cui si creano le condizioni adatte. Tra i fiori caratteristici ci sono le añañucas, i suspiros e la garra de león. Uno dei protagonisti delle distese rosa e fucsia è la pata de guanaco, Cistanthe longiscapa. Il colore può far pensare a un campo di rose, ma questa specie appartiene a una famiglia botanica diversa: le Montiaceae, mentre le rose appartengono alle Rosaceae.

[Immagine: Pata de Guanaco (Cistanthe longiscapa) in fiore nel deserto di Atacama, Cile https://www.istockphoto.com/it/foto/fiore-di-fucsia-pata-de-guanaco-in-fiore-nel-deserto-di-atacama-cile-cistanthe-gm2249864888-663608643?searchscope=image%2Cfilm]

Nel 2026, il Governo regionale ha collegato la nuova stagione di fioritura alle precipitazioni straordinarie di luglio. In Cile le stagioni sono invertite rispetto alle nostre: luglio cade in inverno e settembre segna l’inizio della primavera. Nel comunicato del 20 agosto, le autorità prevedevano un’estensione del fenomeno da Caldera a Freirina, con la maggiore diversità e abbondanza di fiori verso metà ottobre. Si trattava di previsioni, da aggiornare attraverso il monitoraggio sul campo.

Tra i fattori che potrebbero aver favorito queste piogge c’è anche El Niño, un fenomeno climatico caratterizzato da acque superficiali più calde della media nel Pacifico equatoriale centrale e orientale. Questo riscaldamento modifica la circolazione atmosferica e la distribuzione delle precipitazioni. La Direzione meteorologica cilena include le condizioni associate a El Niño nel quadro meteorologico delle forti piogge del 14–21 luglio 2026.

La risposta della vegetazione, infatti, non è immediata né identica per tutte le specie. I ricercatori dei Royal Botanic Gardens di Kew, che hanno studiato la flora dell’Atacama insieme a colleghi cileni, spiegano che tra la pioggia, la fioritura e la maturazione dei semi trascorre del tempo, variabile con le condizioni ambientali. Le piante annuali possono completare rapidamente il proprio ciclo e produrre nuovi semi, che tornano ad arricchire la riserva presente nel terreno. La fioritura è quindi anche un passaggio fondamentale per la continuità di queste popolazioni vegetali.

Perché nelle immagini Sentinel-2 la vegetazione di Atacama è un'esplosione di rosso?

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Il Sud America visto da MESSENGER: colori naturali a sinistra, falsi colori a destra, con la vegetazione in rosso. Credit: NASA/JHUAPL/Carnegie Institution of Washington.Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington
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Le foreste del Parco Nazionale di Yellowstone, viste dal Monte Sheridan in una fotografia all’infrarosso. Credit: National Park Service, via NASA Earth Observatory.

Per capire il colore dobbiamo partire da come osserva un satellite. Il sensore di Sentinel-2 registra la luce in 13 bande spettrali, cioè intervalli differenti di lunghezze d’onda. Alcuni corrispondono alla luce visibile, altri all’infrarosso. Possiamo immaginarli come diverse “finestre” attraverso cui osservare lo stesso territorio: ciascuna restituisce informazioni utili a distinguere le superfici e le loro caratteristiche.

Per costruire un’immagine a colori naturali si utilizzano le bande del rosso, del verde e del blu, assegnandole ai corrispondenti colori dello schermo. Il risultato assomiglia a ciò che vedrebbero i nostri occhi. In una composizione a falsi colori, invece, questa corrispondenza cambia: un segnale registrato nell’infrarosso può essere rappresentato in rosso.

Le piante riflettono molto nell’infrarosso vicino. Quando questa informazione viene associata al canale rosso dell’immagine, le superfici vegetate risaltano proprio con quel colore. È un modo per rendere riconoscibile un segnale che altrimenti rimarrebbe invisibile ai nostri occhi. Una combinazione comune per Sentinel-2 utilizza le bande B08, B04 e B03, rispettivamente infrarosso vicino, rosso e verde, visualizzate nei canali rosso (R), verde (G) e blu (B).

Cosa ci racconta il confronto tra il giardino di fiori nel 2025 e nel 2026

Nel confronto tra le immagini del 24 settembre 2025 e del 21 settembre 2026, la vegetazione cresciuta nell’area osservata risalta con un colore particolare: il rosso acceso.

Quel rosso acceso funziona un po’ come un evidenziatore per la vegetazione. I satelliti riescono infatti a registrare anche l’infrarosso vicino, una parte della luce invisibile ai nostri occhi che le piante riflettono molto. Nelle immagini a falsi colori di questo confronto, quel segnale viene rappresentato in rosso, facendo risaltare le zone ricoperte di vegetazione. Se passeggiassimo nel deserto, quindi, vedremmo i colori naturali delle piante e dei fiori: il satellite ci offre una prospettiva diversa, rendendo visibile qualcosa che i nostri occhi da soli non possono cogliere.

Le due immagini pubblicate da Copernicus sono state acquisite il 24 settembre 2025 e il 21 settembre 2026. Nella prima, l’area rappresentata appare in gran parte spoglia, mentre nella seconda emerge una presenza molto più evidente di vegetazione, riconoscibile in rosso. Il confronto documenta quindi il cambiamento della copertura vegetale nella porzione di territorio inquadrata.

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La trasformazione del deserto di Atacama dopo la fioritura secondo le immagini satellitari Sentinel-2. A sinistra l'immagine acquisita il 24 settembre 2025, a destra l'immagine acquisita il 21 settembre 2026. Credit: European Union, Copernicus Sentinel-2 imagery

Il vantaggio dei satelliti è poter osservare ripetutamente grandi superfici, seguendo la crescita e i cambiamenti della vegetazione. Sentinel-2 è stato progettato proprio per questo tipo di monitoraggio: le diverse bande permettono di ricavare informazioni sulla copertura vegetale e su caratteristiche delle piante, come il contenuto di clorofilla e di acqua.

Per riconoscere le specie e descrivere la fioritura nel dettaglio servono anche le osservazioni sul campo, come quelle previste dalle autorità locali. Immagini satellitari e rilievi a terra offrono così due prospettive complementari: le prime mostrano l’estensione e l’evoluzione del fenomeno, i secondi permettono di capire quali piante lo compongono. Dietro quel rosso, insomma, c’è un deserto che sta crescendo e fiorendo, osservato attraverso una parte della luce che noi non possiamo vedere.

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