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10 Gennaio 2026
7:00

Che cos’è il petrolio pesante del Venezuela e perché interessa così tanto agli Stati Uniti

Le riserve petrolifere del Venezuela, verso cui si rivolgono gli interessi degli Stati Uniti, sono di petrolio pesante ed extra-pesante: un greggio più denso e viscoso rispetto a quello convenzionale, e più difficile e costoso da estrarre e raffinare. Eppure, lo sfruttamento di questo tipo di petrolio presenta anche vantaggi, tanto che molte raffinerie degli Stati Uniti sono state realizzate proprio per trattarlo.

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Che cos’è il petrolio pesante del Venezuela e perché interessa così tanto agli Stati Uniti
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Le riserve di petrolio del Venezuela, che hanno ricoperto un ruolo fondamentale nel recente attacco da parte degli Stati Uniti, sono le più grandi al mondo, con circa 300 miliardi di barili. La maggior parte di questo petrolio proviene dalla Fascia dell’Orinoco, nel Venezuela centro-orientale, ed è pesante o extra-pesante. Si tratta di un petrolio molto denso e viscoso, simile al bitume, più difficile e costoso da estrarre e raffinare rispetto al petrolio leggero convenzionale. Eppure, nonostante gli svantaggi, gli Stati Uniti hanno particolare necessità di questo tipo di greggio: le loro raffinerie sono state realizzate proprio per trattare il petrolio pesante, le cui riserve nel mondo sono molto più abbondanti rispetto a quelle, in via di esaurimento, di petrolio leggero.

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La Fascia dell’Orinoco, più chiara, con le sue diverse aree. Credit: Allard W. Martinius et al.

Che caratteristiche ha il petrolio pesante

Il petrolio greggio non è tutto uguale, ma viene classificato secondo il suo grado API. Maggiore è il grado API e minore è la densità del greggio: quando il grado API è minore di 25 si parla di petrolio pesante, quando è maggiore di 40 di petrolio leggero. Il petrolio pesante è quindi molto più denso e viscoso rispetto a quello leggero convenzionale. La sua maggiore densità è dovuta a una composizione ricca di asfalteni, resine, zolfo e metalli pesanti. Questa, a sua volta, è il frutto di processi di degradazione che si verificano quando nel sottosuolo il petrolio, migrando verso la superficie, incontra acqua contenente ossigeno e batteri. Questa interazione rimuove le frazioni più leggere degli idrocarburi, lasciando una miscela più pesante simile al bitume. I più grandi giacimenti di petrolio nel mondo sono proprio di petrolio pesante ed extra-pesante, come quelli del Venezuela, e di sabbie bituminose, come quelle del Canada.

Le criticità legate all’estrazione del petrolio pesante

L’alta viscosità del petrolio pesante fa sì che si muova con difficoltà, scorrendo a fatica nei pozzi di estrazione, e che quindi sia molto più difficile da recuperare, nonostante nella Fascia dell’Orinoco in Venezuela si trovi a profondità relativamente basse. Servono perciò tecniche estrattive più complesse, che ne riducano la viscosità: a tal fine si utilizzano metodi termici, che si servono di temperature elevate, come l’iniezione di vapore ad alta pressione, e metodi non termici che consistono nella diluizione del petrolio pesante tramite solventi in grado di fluidificarlo. Anche la successiva raffinazione è più complessa rispetto a quella del petrolio leggero e richiede strutture specializzate. Ne derivano costi più elevati, rispetto a quelli richiesti dall’estrazione del petrolio leggero, e un maggiore consumo energetico e idrico. A queste criticità si aggiungono i disturbi del suolo creati dai metodi di estrazione e il problema dello smaltimento di eventuali contaminanti del greggio, quali i metalli pesanti.

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Metodo estrattivo del petrolio pesante tramite iniezioni di vapore. Credit: Sayed Gomaa et al.

Perché Trump vuole il petrolio venezuelano: i vantaggi

Nonostante questi svantaggi, bisogna considerare che le riserve di petrolio pesante nel mondo sono molto più abbondanti rispetto a quelle di petrolio convenzionale. Per questo motivo, il greggio pesante è destinato a rivestire un ruolo sempre più significativo nel soddisfare le esigenze energetiche mondiali. Inoltre, le raffinerie di petrolio pesante possono produrre una gamma più ampia di prodotti, tra cui asfalto, oli lubrificanti e diesel, mentre il petrolio leggero è più adatto a benzina e cherosene. A ciò va aggiunto che, anche se costoso da produrre e raffinare, il petrolio pesante può risultare economicamente sostenibile in presenza di strutture e tecnologie adeguate. Di queste ultime sono largamente forniti gli Stati Uniti: lungo la costa del Golfo del Messico si trovano infatti molte raffinerie costruite proprio per trattare il petrolio pesante. La loro realizzazione risale al secolo scorso, quando l’importazione di greggio pesante dal Venezuela era particolarmente proficua. Investire nelle raffinerie di petrolio pesante ha consentito agli Stati Uniti di attingere a risorse molto più ampie di quelle di petrolio leggero, per esempio a quelle di petrolio pesante di Messico e Colombia.

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Le riserve di petrolio greggio nel mondo. Fonte: IEA
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