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22 Gennaio 2026
15:21

Per accedere al registro elettronico della scuola servirà SPID o CIE: cosa cambia per studenti e genitori

Nei prossimi giorni cambieranno le modalità di accesso al registro elettronico scolastico: le credenziali fornite dalle scuole non saranno più valide e servirà obbligatoriamente l'identità digitale, tramite SPID o CIE (Carta d'Identità Elettronica). La novità coinvolge circa 7,7 milioni di studenti in tutta Italia.

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Per accedere al registro elettronico della scuola servirà SPID o CIE: cosa cambia per studenti e genitori
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Entro le prossime settimane, per accedere al registro elettronico scolastico servirà l'identità digitale, tramiteSPID o CIE: è quanto stabilito dal DDL Semplificazioni (Legge 182/2025), che all'articolo 51 introduce l'obbligo di accesso ai registri online tramite il sistema pubblico per l'identità digitale di cittadini e imprese (SPID, ora a pagamento anche con Poste Italiane) o la carta di identità elettronica (CIE).

La normativa non specifica con esattezza l'entrata in vigore di questa novità: in ogni caso, la transizione dovrebbe essere completa per tutte le scuole in Italia nel giro di qualche settimana. Con le nuove regole, tra l'altro, gli studenti delle scuole medie perderanno l'accesso autonomo ai registri elettronici: solo i genitori (o chi ne fa le veci) potranno collegarsi alla piattaforma virtuale usata dalle scuole per gestire voti, assenze e comunicazioni.

Si tratta di un cambiamento importante, che riguarda circa 7,7 milioni di studenti in Italia e i 15 milioni di genitori, realizzato con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza dei portali scolastici digitali.

Cosa cambia e chi può accedere al registro elettronico

Il primo grande cambiamento, quindi, riguarda le credenziali di accesso al registro elettronico, fino a questo momento fornite direttamente dalle scuole. Entro le prossime settimane, le credenziali non saranno più valide e l'unico modo per accedere al registro elettronico sarà attraverso l'identità digitale, che sia tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d'Identità Elettronica).

Si tratta di una svolta importante, considerando che il registro elettronico serve alle famiglie e agli studenti per consultare i compiti, il calendario delle verifiche e accedere a qualsiasi altra comunicazione ufficiale: insomma, è il canale diretto tra genitori, docenti e istituti scolastici.

Ma c'è un'altra grande novità: gli studenti del primo ciclo d'istruzione non potranno più accedere in autonomia al registro, ma servirà l'identità digitale dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale. Questo include non solo gli alunni delle scuole elementari, ma anche ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di primo grado, ovvero le scuole medie, che in Italia fanno parte del primo ciclo d'istruzione.

Insomma, gli studenti fino alla terza media non potranno più consultare liberamente compiti, voti, assenze o altre comunicazioni ufficiali, ma dovranno necessariamente farlo tramite l'identità digitale dei propri genitori. Gli studenti delle superiori (ossia la scuola secondaria di secondo grado) potranno invece accedere in prima persona con la propria identità digitale.

La questione dei costi

Come accennato, l'obiettivo dello Stato è quello di semplificare le procedure e, soprattutto, rendere l'accesso al registro scolastico elettronico più sicuro. Tuttavia, l'iniziativa ha da subito ricevuto critiche per i potenziali costi per le famiglie e, soprattutto, per le tempistiche.

Negli ultimi mesi, infatti, diversi provider hanno introdotto un canone per l'identità digitale, rendendo di fatto lo SPID a pagamento: l'ultimo è stato proprio Poste Italiane, che gestisce circa 28,7 milioni di utenti italiani, che da gennaio 2026 ha attivato un canone obbligatorio di 6 euro all'anno. L'alternativa gratuita resta comunque la Carta d'Identità Elettronica (CIE), che però richiede un passaggio ulteriore per poter attivare l'identità digitale ad essa collegata.

Al tempo stesso, la normativa non è del tutto chiara sui tempi effettivi di questa transizione: gli istituti non hanno l'obbligo di contattare singolarmente i genitori di questo cambiamento, con il rischio che si debba procedere di corsa per attivare SPID o CIE e non perdere l'accesso al registro elettronico, essenziale per le comunicazioni scolastiche, i voti e le eventuali note. Nel primo periodo, quindi, c'è il rischio che le procedure non vengano affatto semplificate per le famiglie italiane.

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