
È l'inizio di marzo e da qualche giorno è iniziato il lunghissimo viaggio che porterà la rondine comune (Hirundo rustica) a migrare dall'Africa fino all'Europa, un viaggio di oltre 10.000 km e della durata di circa 2 mesi. Grazie alle loro eccellenti capacità di navigazione e orientamento basate sulla percezione del campo magnetico terrestre, questi uccelli non solo non perdono la strada, ma sono in grado di tornare negli stessi siti di nidificazione degli anni precedenti, spesso esattamente nello stesso nido. Uccelli monogami, coveranno una nidiata di circa 4-5 uova per poi intraprendere il loro viaggio di ritorno verso la fine di settembre. Questa migrazione, che va avanti con precisione da milioni di anni, è per molti il simbolo dell'arrivo della primavera, anche se questa regolarità è messa a repentaglio dai mutamenti climatici degli ultimi anni.
Le caratteristiche della rondine comune
La rondine comune (Hirundo rustica) è una specie di uccelli migratrice nidificante estiva presente in tutta la penisola italiana, comprese la Sicilia e la Sardegna. La rondine, con un peso tra i 16 e i 20 grammi, ha una livrea inconfondibile con il dorso blu scuro e il ventre è chiaro, tendente al biancastro di tonalità diverse tra maschi e femmine. Il tratto distintivo sul muso è la macchia color rosso mattone che ricopre sia la fronte che la gola, separata dal petto da una sottile fascia scura. Ha ali lunghe, nere e appuntite, perfette per volare a velocità vicine ai 70-80 km/h. La coda è lunga e biforcuta. Questa biforcatura è ancora più pronunciata ed evidente negli esemplari maschi, gli unici a cantare – le femmine producono solo versi di contatto e grida di allarme. Sono uccelli che nidificano sia sia in ambienti rurali che nei centri urbani.

La migrazione delle rondini: il lungo viaggio dall’Africa all’Europa
Durante i mesi invernali le rondini comuni svernano in Africa, spingendosi fino al Sudafrica a seconda alla popolazione. Questo comportamento si ripete nelle numerose altre specie di rondine (se ne conoscono circa 90) che vivono in altre parti del mondo, e che scelgono di soggiornare e nidificare nell'emisfero Sud durante il periodo che va da settembre a marzo, che in quell'emisfero corrisponde ai mesi estivi. Col cambio di temperatura e la riduzione di risorse alimentari, le popolazioni di rondini si spostano assieme in stormi di decine di migliaia di individui.
Il viaggio verso l'Europa inizia verso la fine di Febbraio-inizio Marzo e le rondini giungono a destinazione a inizio aprile, a seconda della popolazione e del tragitto. Per esempio, la maggior parte delle rondini che soggiornano in Nord Italia occidentale, come rivelato da uno studio italiano su Movement Ecology, partono dall'Africa centrale occidentale per poi passare dall'Algeria e attraversare il Mar Mediterraneo. Popolazioni che stazionano in altre zone d'Europa avranno differenti punti di partenza e di arrivo.

La migrazione delle rondini è una faccenda molto faticosa – questi animali devono nutrirsi costantemente di insetti in volo per sostenersi e sono costretti a effettuare soste di rifornimento. Misurazioni del livello di corticosteroidi nelle rondini mostrano elevati livelli di stress durante il periodo migratorio, stress che può influenzare negativamente il successo della covata.
Come fanno le rondini a tornare nello stesso nido e perché
Le rondini sono uccelli abitudinari e con un'ottima memoria geografica, che tendono a tornare nello stesso nido anno dopo anno e a fermarsi negli stessi posti durante il tragitto. In questo, sono aiutate dalla loro capacità di percepire il campo magnetico terrestre, grazie alla presenza nel becco e nelle orecchie di magnetite, un ossido di ferro che reagisce alle variazioni di campo magnetico, e alla presenza nella retina di molecole di criptocromo 4, una proteina magnetosensibile che permette alla rondine di "vedere" la loro inclinazione rispetto al campo magnetico e che è presente in molti uccelli migratori. Unita all'osservazione della posizione dei corpi celesti e di altri punti di riferimento lungo il percorso, la magnetoricezione fa sì che le rondini siano in grado di trovare la strada di ritorno e il loro vecchio nido di anno in anno con grande precisione.

Circa il 40% delle rondini comuni torna nell‘esatto nido precedente, rinforzandolo con del fango e della paglia. Utilizzare lo stesso nido conviene: fa risparmiare giorni di costruzione, tempo cruciale che potrebbe essere dedicato all'accoppiamento, cova e cura dei piccoli. In alcuni casi, i vecchi nidi vengono abbandonati in favore di altri vicini, per esempio nel caso siano troppo danneggiati, siano infestati da parassiti (zecche e pulci) oppure se la nidiata dell'anno precedente non è andata a buon fine. Il maschio arriva una settimana prima della femmina per accaparrarsi i posti migliori, dare inizio alle operazioni di pulitura del nido, e iniziare a cantare per attirare i partner. Una volta che la coppia si è stabilita, questa dura quasi per tutta la vita: le rondini sono uccelli monogami e possono allevare due covate nella stessa stagione riproduttiva.
La cura dei pulcini di rondine è compito sia del maschio che della femmina, che li nutrono fino a che non sono in grado di volare e intraprendere la migrazione di ritorno a loro volta. I piccoli di rondine, per fortuna dei loro genitori, hanno evoluto un sistema che rende più facile pulire il nido: come molti nidiacei producono rifiuti in una sorta di sacca fecale mucosa e compatta, che le rondini adulte possono facilmente acchiappare col becco e trasportare fuori dal nido alla stregua di un pannolino sporco.
Come il cambiamento climatico sta influenzando le migrazioni delle rondini
La proverbiale regolarità della migrazione delle rondini si basa sulla costanza dei ritmi stagionali, una costanza che è oggi in pericolo a causa dei cambiamenti climatici. Da alcuni anni a questa parte, per l'incremento delle temperature globali, le rondini stanno infatti iniziando ad anticipare il loro arrivo in Europa di qualche giorno, e ad andarsene più tardi, un trend che si riscontra in molti altri uccelli migratori. Questa permanenza estesa impatta sulle limitate risorse alimentari a disposizione, e con meno insetti da mangiare a causa del degrado ambientale, le rondini stanno subendo un progressivo calo di popolazione. Il caldo eccessivo sta inoltre riducendo di molto il tragitto della migrazione, perché gli uccelli non hanno più bisogno di scendere fino in Africa per trovare un ambiente caldo nei mesi tra Settembre e Marzo. Ciò ha portato ad alcune popolazioni, negli ultimi anni, a svernare addirittura in Portogallo invece che scendere sotto l'Equatore.