
Alcuni di voi avranno sentito parlare almeno una volta di sciolina in ambito sciistico e con l'avvicinarsi delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, potremmo sentirne parlare ancora di più. La sciolina è una sostanza che si applica sotto gli sci per modificare il modo in cui gli sci scivolano sulla neve. A livello chimico, parliamo di un insieme di molecole molto simili a quelle presenti nelle cere: per la maggior parte idrocarburi (composti chimici contenenti solo atomi di carbonio e idrogeno) con eventuali additivi per migliorare le “performances” della sostanza finale. L’obiettivo principale è ridurre l’attrito, cioè la resistenza che si crea quando lo sci si muove sulla neve, in modo da scivolare più facilmente e con meno fatica. A volte, nelle discipline come lo sci di fondo classico, si usa anche una sciolina che aiuta l’aderenza per la spinta, ma lo scopo base è sempre lo stesso: gestire meglio il contatto tra sci e neve.
A cosa serve la sciolina per gli sci e che succede se non la si mette
Quando uno sci tocca la neve, non si verifica un contatto perfettamente liscio. La neve, infatti, non è altro che un insieme di cristalli di ghiaccio, piccoli e taglienti (alcuni sono bellissimi!): la pressione e il movimento dello sci generano calore, dovuto sia alla deformazione dei cristalli sia all’attrito, generando un microscopico strato d’acqua sotto allo sci. Questa pellicola acquosa può aiutare lo scivolamento se è molto sottile, ma può anche far “attaccare” lo sci alla neve se diventa troppo spessa. La sciolina serve proprio a gestire questo contatto, riducendo l'attrito, come se "spingesse" via l’acqua in eccesso, e rendendo la superficie su cui passare più “scivolosa” (nel caso più classico degli sci/snowboard da discesa).
Oltre agli idrocarburi di natura cerosa, spesso nella sciolina vengono aggiunti anche composti chimici fluorurati, molecole contenenti molti atomi di fluoro (un elemento della tavola periodica come idrogeno e carbonio). La loro presenza permette di raggiungere un livello di idrofobicità ancor più elevato, permettendo di raggiungere uno slittamento ideale. Tuttavia, studi recenti hanno mostrato che l’esposizione a questi composti può avere effetti negativi sulla salute (per esempio su polmoni, fegato, sistema immunitario) e sull’ambiente. A tal proposito, molte organizzazioni si stanno mobilitando per limitare o vietare del tutto l’utilizzo di scioline fluorurate, cercando alternative più sicure, a spesa di una performance sciistica veramente da urlo.
Esistono due tipi di sciolina: scorrimento e presa
Vista la differente dinamica di alcuni sport da neve, come lo sci da fondo rispetto alle tradizionali discese sulle piste innevate, esistono due differenti tipologie di sciolina, con una chimica leggermente differente.
Sciolina per scorrimento (glide wax)
Questo tipo di sciolina è quella più nota, la sostanza che fa scivolare meglio gli sci. Viene applicata sotto lo sci e serve a ridurre la resistenza (attrito) quando si scivola sulla neve. Dal punto di vista chimico, è composta principalmente da idrocarburi a lunga catena, molecole molto simili a quelle delle cere delle candele con due caratteristiche fondamentali:
- sono idrofobiche (non amano l’acqua): questo aiuta a “gestire” lo scivolamento e proprio perché respingono l’acqua (dunque la neve) riescono a diminuire l’attrito con la pista;
- formano uno strato continuo e liscio sulla base dello sci, compensando l’irregolarità della superficie inferiore di sci o snowboard che rallenterebbe la discesa.
In soldoni, le molecole della sciolina per scorrimento fanno da “lubrificante” tra sci e neve, facilitando nei fatti la discesa.

Sciolina da presa (grip wax)
In altre discipline da neve, come lo sci da fondo classico, la dinamica del movimento cambia notevolmente. Non serve più una superficie “lubrificata”, altrimenti al primo dislivello si scivolerebbe inevitabilmente all’indietro senza la possibilità di avanzare. È per questo motivo che la sciolina, in questo caso, viene formulata in maniera diversa; parliamo sempre di molecole di natura “cerosa”, ma con proprietà differenti. In poche parole, questo tipo di sciolina viene volutamente resa meno “scorrevole”: paradossalmente, al contrario della sciolina per scorrimento, stavolta viene aumentato l’attrito e diminuito l’effetto lubrificante, proprio per permettere agli sci di fondo di funzionare bene in un contesto differente. Grazie a queste proprietà differenti, la sciolina da presa riesce anche a dare la spinta necessaria per procedere in avanti a chi pratica quest’altro tipo di disciplina, evitando un’involontaria scivolata all’indietro, nei fatti controproducente.