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Scoperta in Australia la più grande colonia di coralli al mondo durante un’immersione: 111 m di lunghezza

Una scoperta da record che evidenzia l'importanza della partecipazione cittadina per la tutela degli oceani. Madre e figlia hanno scoperto nella Grande Barriera Corallina una gigantesca colonia di coralli di quasi 111 metri di lunghezza e 3.975 metri quadrati.

4 Marzo 2026
14:00
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Scoperta in Australia la più grande colonia di coralli al mondo durante un’immersione: 111 m di lunghezza
barriera corallina australia
La colonia di coralli (Pavona clavus) più grande al mondo in Australia. Credit: Citizens of the Reef

Una madre e una figlia, entrambe cittadine e scienziate australiane, hanno scoperto quella che potrebbe essere la più grande colonia di coralli al mondo. Circa 111 metri di lunghezza e 60 di larghezza e una superficie stimata di 3.973 metri quadrati, è questa l'estensione stimata della struttura sottomarina della Grande Barriera Corallina. Il ritrovamento è avvenuto nell'ambito del Great Reef Census, un progetto di censimento delle barriere coralline guidato e portato avanti dai citizen scientist, scienziati o cittadini volontari. Sophie Kalkowski-Pope, coordinatrice delle operazioni marine presso Citizens of the Reef, e sua madre, Jan Pope, durante un'immersione si sono trovate di fronte a quello che sembrava un "prato ondulato", che si è rivelato una colonia enorme di Pavona clavus, un raro corallo a crescita lenta noto per formare grandi colonie. Proprio questa specie forma quella che probabilmente fino a ora era la più grande colonia con dimensione di 32 per 34 metri (1088 m²) trovata nel 2024 alle Isole Salomone.

La scoperta dell'enorme colonia di Pavona Clavus

Durante un'immersione dalla loro barca di famiglia al largo di Cairns, nell'estremo nord del Queensland, Sophie Kalkowski-Pope e di sua madre Jan Pope si sono imbattute in questa meraviglia che ospitava una biodiversità unica: «Partecipare al Great Reef Census ci ha dato l'opportunità di esplorare davvero l'intera portata di ciò che c'era», hanno raccontato. L'area in cui è stata ritrovata la colonia è solitamente difficile da esplorare perché soggetta a forti correnti marine.

Gli organismi che formano questa colonia grande quasi come un campo da calcio (3.973 m2), appartengono alla specie Pavona clavus, comunemente nota come "corallo scapola" o shoulder blade coral per via della forma che ricorda quella delle spalle. La colonia presenta principalmente una colorazione marrone, arricchita da chiazze sparse di giallo, rosso, rosa e blu. I coralli tendono a crescere in verticale, con i singoli polipi che si sollevano dallo scheletro e depositano nuovo carbonato di calcio nella porzione sottostante creando una nuova base su cui poggiare. La velocità di crescita dei coralli varia in base alla specie e alle condizioni ambientali.

colonia pavona clavus
La colonia di Pavona clavus. Credit: Citizens of the Reef

La maggior parte delle strutture che chiamiamo "corallo" sono in realtà colonie composte da centinaia o migliaia di piccoli organismi a corpo molle, chiamati polipi, spesso grandi quanto una moneta da 5 centesimi. Ogni polipo secerne uno scheletro esterno di calcare duro, chiamato corallite, che si attacca al substrato roccioso o agli scheletri morti di altri polipi. Numerose colonie vicine formano le barriere coralline o reef.

Come hanno misurato le dimensioni della colonia

Ma come si è passati da un semplice avvistamento a una scoperta scientifica di questa portata? Grazie al mix tra partecipazione cittadina e tecnologia avanzata. L'organizzazione Citizens of the Reef, infatti, ha combinato fotografie scattate dai volontari in acqua con sofisticati sistemi di intelligenza artificiale. Subito dopo la segnalazione, un team di esperti si è messo all'opera per misurare le reali dimensioni della colonia utilizzando diversi metodi. Le misurazioni manuali effettuate dai subacquei sono state integrate con immagini di superficie ad altissima risoluzione. Grazie alla collaborazione con Biopixel e il Centre for Robotics della Queensland University of Technology (QUT), tutti questi dati sono stati fusi per generare un modello 3D della struttura.

mappa 3d coralli
Dimensioni della colonia di coralli australiana in modelli 3D. Credit: Citizens of the Reef

Questa mappatura permetterà agli studiosi di tornare sul sito nei prossimi anni e capire come e quanto il corallo cambia nel tempo.

Perché la scoperta è importante: non è sinonimo di benessere della Barriera

I coralli, appartenenti al phylum Cnidaria e parenti di anemoni e meduse, sono fondamentali per la vita sottomarina offrendo habitat e rifugio per pesci e organismi marini, protezione delle coste, biodiversità. Le barriere coralline sono infatti uno dei luoghi con la maggior biodiversità del pianeta, ospitano il 25% delle specie marine esistenti. Purtroppo, a causa di una serie di ragioni legate all'uomo, questo habitat si sta deteriorando: aumento della CO2, inquinamento dell'acqua, sovrappesca e cambiamenti nella morfologia costiera rappresentano le maggiori minacce.

I ricercatori sottolineano che la scoperta di una colonia di coralli eccezionalmente grande non dovrebbe essere interpretata come prova che le barriere coralline si stiano riprendendo o che gli impatti climatici stiano diminuendo. Questa scoperta ci insegna piuttosto che i coralli non rispondono tutti allo stesso modo ai cambiamenti climatici rendendo fondamentale riuscire a individuare, studiare e proteggere questi preziosi luoghi ancora intatti all'interno dell'ecosistema oceanico.

Scoperte come questa sono significative perché la barriera corallina racchiude ancora così tante incognite, e non sappiamo cosa rischiamo di perdere. Penso che questo dimostri perché gli sforzi di conservazione come il Great Reef Census contino ora più che mai
Sophie Kalkowski-Pope

Il Great Reef Census in Australia riunisce operatori turistici, team di ricerca, subacquei e appassionati di snorkeling per raccogliere immagini su vaste aree della Grande Barriera Corallina. Vi partecipano più di 100 imbarcazioni, generando dati su larga scala. Nel caso dell'enorme colonia, per ridurre il rischio di impatti accidentali, i dettagli esatti sulla posizione non sono stati resi pubblici e le autorità competenti sono state informate per supportare la tutela a lungo termine dell'area.

I progetti di citizen science sono innumerevoli anche in Italia e in Europa, dove è presente l'associazione europea di Citizen Science (ECSA). Ne sono un perfetto esempio le campagne di segnalazione per l'avvistamento di animali rari o di specie aliene nei nostri mari, come il pesce chirurgo pinna gialla.

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Matteo Galbiati
Junior Content Editor
Sono diventato Content Editor di Geopop dopo una laurea in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e un'esperienza da ricercatore tra biomateriali e colture cellulari, ho infatti lasciato il laboratorio per la mia passione: la divulgazione scientifica. Quello che era nato come un gioco sui social per raccontare le biotecnologie si è trasformato in una professione, consolidata da un Master in Comunicazione Scientifica. Sono anche un instancabile sportivo, con una passione che spazia dal calcio al basket, passando per la corsa, il tennis e il football americano.
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