
Un recente studio pubblicato sulla rivista Fossil Record ha descritto una nuova specie di dinosauro, Doolysaurus huhmini, appartenente alla famiglia dei thescelosauridi, appena scoperta in Corea del Sud e risalente al Cretaceo inferiore. Il fossile è stato rinvenuto nella formazione di Ilseongsan (nella parte sudoccidentale del paese) ed è datato a un intervallo compreso tra circa 113 e 94 milioni di anni fa, nel passaggio tra Cretaceo Inferiore e Superiore. Il nome Doolysaurus deriva da Dooly, protagonista di un cartone animato celebre in Corea del Sud, dove non si scopriva una nuova specie da 15 anni.

Il reperto consiste in uno scheletro parziale ben conservato attribuito a un individuo giovanile (si stima tra i 0 e i 2 anni), con dimensioni complessive paragonabili a quelle di un tacchino. Nonostante lo stato incompleto e la giovane età dell’esemplare, lo studio ha potuto ricavare informazioni anatomiche rilevanti grazie all’impiego della tomografia computerizzata. Questa tecnica ha permesso di analizzare strutture interne non visibili esternamente, in particolare elementi del cranio e della mandibola, attraverso la creazione di precisi modelli digitali. L’analisi morfologica delle ossa ha consentito di assegnare il fossile agli ornitischi, un ampio gruppo di dinosauri erbivori. Tuttavia, alcune caratteristiche osservate suggeriscono una posizione tassonomica non completamente definita all’interno del gruppo degli ornistischi. Gli autori evidenziano infatti una combinazione di tratti che non consente un’attribuzione precisa a cladi già ben caratterizzati, indicando la possibilità che Doolysaurus huhmini rappresenti una linea evolutiva distinta, sconosciuta fino ad oggi.
Un elemento significativo emerso dallo studio riguarda la presenza di gastroliti, ossia piccoli ciottoli ingeriti e conservati nella regione addominale. Nei vertebrati, i gastroliti sono generalmente associati alla triturazione meccanica del cibo nello stomaco. La loro presenza in questo esemplare suggerisce un adattamento digestivo che può essere compatibile con una dieta prevalentemente vegetale (come negli altri ornitischi), ma non esclude comportamenti alimentari più vari.

L’uso della micro tomografia computerizzata ha avuto un ruolo centrale nell’analisi. La scansione ha permesso di identificare dettagli anatomici altrimenti non accessibili senza danneggiare il fossile, dimostrando l’utilità di questo approccio nello studio di esemplari fragili o incompleti. In particolare, la tecnica ha reso possibile la ricostruzione tridimensionale di parti del cranio e l’individuazione dei gastroliti. Dal punto di vista scientifico, la scoperta contribuisce ad ampliare le conoscenze sulla diversità dei dinosauri nel Cretaceo inferiore dell’Asia orientale. I fossili di piccoli ornitischi in questa regione sono relativamente rari e spesso frammentari; pertanto, anche un singolo esemplare ben analizzato può fornire informazioni rilevanti sulla composizione delle faune locali.