
Una partita di calcio dura 90 minuti, ma il pallone non è sempre in movimento per tutta la durata dell’incontro. Tra falli, sostituzioni, infortuni e momenti dedicati alla ripresa del gioco, una parte consistente del tempo regolamentare trascorre senza che le squadre possano realmente giocare. Nella Serie A 2026/27, però, questo equilibrio sembra essere cambiato. Secondo i dati diffusi dalla Lega Serie A e illustrati dall'AIA, dopo le prime cinque giornate il tempo effettivo medio, cioè il periodo in cui il pallone è realmente giocabile, è salito a 59 minuti e 24 secondi, contro i 53 minuti e 39 secondi registrati nello stesso periodo della stagione precedente.
Significa quasi sei minuti in più di gioco reale per partita, un aumento che porta il campionato italiano vicino alla soglia dei 60 minuti effettivi e che racconta un cambiamento più ampio: ci sono meno interruzioni, maggiore continuità e un calcio con ritmi più elevati. Ma cosa ha permesso questo aumento? La risposta non riguarda soltanto il regolamento: a incidere sono state le nuove indicazioni dell’IFAB, l’organismo internazionale che stabilisce le regole del gioco del calcio, applicate in Italia attraverso l’AIA (Associazione Italiana Arbitri), insieme alla nuova linea tecnica adottata dagli arbitri.
Le novità coinvolgono diverse situazioni della partita, dalla gestione dei giocatori che ricevono cure mediche in campo fino ai tempi delle sostituzioni, passando per una maggiore rapidità nelle riprese di gioco come rimesse laterali e rinvii del portiere. I primi dati della stagione mostrano anche una diminuzione dei falli fischiati a partita, dei cartellini, dei rigori concessi e degli interventi del VAR, portando ad una cospicua riduzione delle perdite di tempo in campo.
In Serie A si giocano quasi 6 minuti effettivi in più rispetto al 2025/26: com'è possibile?
L'aumento del tempo effettivo rappresenta una delle novità più significative di questo avvio di campionato. Nelle prime cinque giornate della Serie A 2026/27, il pallone è rimasto in gioco mediamente 5 minuti e 45 secondi in più a partita rispetto allo stesso periodo della stagione precedente, con un incremento di circa l'11%. Per comprendere la portata del cambiamento, basta considerare che i quasi 60 minuti effettivi attuali equivalgono a circa due terzi dei 90 minuti regolamentari, senza contare i recuperi.
Un esempio particolarmente significativo arriva da Atalanta-Bologna, partita della seconda giornata nella quale, sempre secondo i dati Math & Sport pubblicati dalla Lega Serie A, si sono raggiunti addirittura 70 minuti di gioco effettivo, il valore più alto registrato nelle prime cinque giornate. Già dopo i primi quattro turni, inoltre, i dati illustrati dall'AIA avevano evidenziato un aumento superiore a 5 minuti e 30 secondi rispetto alle due stagioni precedenti.
A spiegare questa maggiore continuità contribuiscono diversi fattori, dalle nuove disposizioni dell'IFAB contro le perdite di tempo alla linea tecnica adottata dagli arbitri, orientata a favorire il gioco e a evitare interruzioni per i contatti meno significativi. L'obiettivo prefissato è quello di aumentare il tempo in cui il pallone è realmente in gioco.
Le nuove regole IFAB: come si contrastano le perdite di tempo?
A favorire una maggiore continuità del gioco sono anche le nuove disposizioni introdotte dall'IFAB (International Football Association Board), l'organismo internazionale che stabilisce le regole del calcio, e recepite in Italia dall'AIA (Associazione Italiana Arbitri). Le modifiche, in vigore dal 1° luglio 2026, non riguardano quindi soltanto la Serie A, ma sono state pensate per contrastare le perdite di tempo nel calcio in generale.
Una delle novità principali riguarda le sostituzioni. Secondo la Circolare n. 1 dell'AIA per la stagione 2026/27, il calciatore sostituito deve lasciare il campo entro 10 secondi dall'esposizione del tabellone, salvo impedimenti dovuti a infortuni o motivi di sicurezza. Se non rispetta questo limite, il giocatore subentrante non può entrare immediatamente e la squadra è costretta a riprendere il gioco con un uomo in meno, almeno fino alla prima interruzione successiva a un minuto dalla ripresa.
Cambiano anche le disposizioni sugli infortuni. Un giocatore che riceve assistenza medica in campo oppure il cui infortunio provoca l'interruzione della partita, deve generalmente uscire e attendere un minuto dalla ripresa del gioco prima di poter rientrare. Sono previste eccezioni, ad esempio per i portieri, gli infortuni gravi e quelli causati da falli puniti con un'ammonizione o un'espulsione.
Infine, per evitare ritardi nelle rimesse laterali e nei rinvii dal fondo, l'arbitro può avviare un conto alla rovescia di 5 secondi quando ritiene che una squadra stia perdendo volontariamente tempo. Se il pallone non viene rimesso in gioco entro il limite, la rimessa laterale passa agli avversari, mentre il rinvio dal fondo viene trasformato in un calcio d'angolo per la squadra avversaria.
Meno falli e rigori, più gol e nessuno 0-0: i numeri della Serie A 2026/27
Oltre alle nuove disposizioni IFAB, a favorire la continuità delle partite è anche la linea arbitrale adottata in Serie A, orientata a lasciar proseguire le azioni senza fischiare i contatti meno significativi. Come spiegato da Daniele Orsato, responsabile della Commissione Arbitri Nazionale, l'obiettivo è «favorire il gioco del calcio e non fischiare i minimi contatti».
Secondo i dati ufficiali dell'AIA, nelle prime cinque giornate la media dei falli fischiati è scesa da 26,23 a 22,60 per partita, una riduzione del 13,84% rispetto al 2025/26, raggiungendo un valore inferiore anche ai 23,28 della Premier League. Sono diminuiti anche i calci di rigore concessi, appena 2, contro i 9 della stagione precedente, i 14 del 2024/25 e i 16 del 2023/24. Le ammonizioni sono passate da una media di 3,53 a 3,03 per partita, rispetto alle oltre 4 dei due campionati precedenti, mentre le espulsioni sono scese a 2, contro le 5 del 2025/26 e le 6 registrate in ciascuna delle due stagioni precedenti.
Anche gli interventi del VAR risultano meno frequenti. Nelle prime quattro giornate si è registrata una sola On Field Review, cioè una revisione dell'arbitro al monitor, contro le 6 del 2025/26 e le 8 di ciascuna delle due stagioni precedenti. Gli Overrule, ovvero le correzioni effettuate attraverso il VAR senza revisione al monitor, sono invece scesi a 2, rispetto ai 5 dello scorso campionato e ai 6 delle due annate precedenti.
Il cambiamento riguarda anche la produzione offensiva. Nelle prime cinque giornate la media dei gol segnati è salita da 2,32 a 2,9 per partita, superando quella della Premier League (2,8) e della Ligue 1 (2,7), e avvicinandosi alla Liga Spagnola (3,0). Sono aumentati anche i tiri medi a partita, da 25 a 29, e gli expected goals (xG), l'indicatore che misura la probabilità di segnare in base alle caratteristiche delle occasioni create, passati da 2,61 a 3,17.
Un altro dato significativo riguarda i risultati: nelle prime cinque giornate non si è registrato nemmeno uno 0-0. Per trovare un precedente simile bisogna tornare alla stagione 1949/50, quando il primo pareggio senza reti arrivò soltanto alla settima giornata, in Milan-Lazio.