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13 Aprile 2026
17:41

Sinner domina Alcaraz anche sulla terra rossa di Montecarlo, eguaglia Djokovic e torna n° 1 al mondo

Il back to back to back Indian Wells-Miami-Montecarlo è un messaggio chiaro di Jannik Sinner al mondo del tennis: "Ora posso vincere su qualsiasi superficie contro chiunque". L'obiettivo dell'altoatesino è dichiarato: completare il Career Grand Slam al Roland Garros, vendicando la finale del 2025.

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Sinner domina Alcaraz anche sulla terra rossa di Montecarlo, eguaglia Djokovic e torna n° 1 al mondo
Jannik Sinner con la coppa del Masters 1000 di Montecarlo. Account Twitter Fitp
Jannik Sinner con la coppa del Masters 1000 di Montecarlo. Credit: FITP, via X

Solo un uomo nella storia del tennis era riuscito a completare la tripletta Indian Wells-Miami-Montecarlo nella stessa stagione prima di Jannik Sinner: il tennista più vincente di tutti i tempi, Novak Djokovic, nel 2015. Basterebbe questo dato per raccontare il periodo d'oro dell'azzurro che lunedì 13 aprile è tornato n° 1 del mondo ai danni del rivale Carlos Alcaraz. In 68 giorni l'allievo di Vagnozzi e Cahill ha recuperato 3.350 punti in classifica allo spagnolo, dominando avversari, superfici, condizioni e fusi orari. Niente e nessuno è riuscito a fermarlo. Neanche la poca abitudine alla vittoria sulla terra rossa.

La vittoria sulla terra rossa contro Alcaraz è una novità per Sinner

Prima del trionfo nel Principato il 24enne di San Candido aveva vinto solo un titolo, minore, sulla terra rossa, andando un po' controcorrente rispetto alla tradizione del tennis italiano che ci vede come un popolo di terraioli. Si tratta dell'Atp 250 di Umago (in Croazia) del 2022, sempre in finale contro Alcaraz. Nel 2025 il gap con lo spagnolo si era assottigliato con le due finali perse a Roma e a Parigi (con tre match point sprecati) e più volte lo stesso Sinner aveva indicato come l'obiettivo principale del 2026 fosse proprio la stagione sul rosso e il Roland Garros. Il dominio sia dal punto di vista tecnico-tattico che sotto il profilo mentale nella finale di Montecarlo ha aperto un nuovo capitolo della sua giovane carriera, sottolineato in conferenza dallo stesso Alcaraz: "Sta raggiungendo un livello su questa superficie che lo rende molto pericoloso per tutti. Ormai può vincere ovunque".

Sinner camaleontico: la sua più grande dote è l'adattamento

Avevamo già dedicato un focus a quanto fosse complicato realizzare la doppietta del Sunshine Double nello swing nordamericano, passando dal caldo desertico di Indian Wells all'umidità di Miami, ma mai avremmo pensato di trovarci due settimane dopo a raccontare il successo dello stesso Sinner anche su terra battuta. La transizione dal cemento al rosso (che Jannik ha svolto direttamente durante il torneo giocando anche una partita di doppio, con pochi giorni di allenamento al Country Club di Montecarlo) è la più complicata dell'anno per una serie di ragioni. La prima è la lentezza della superficie che rende più difficile trovare il vincente: gli scambi si allungano e la tenuta fisica diventa un priorità. La seconda è l'imprevedibilità del rimbalzo data dall'irregolarità dei granelli. La terza è l'abitudine alla scivolata nei colpi di recupero. La quarta e ultima: la differenza delle condizioni della terra a seconda del tempo atmosferico e all'ora della giornata (pesante con umidità e nelle ore notturne, più "veloce" di giorno e al caldo).

«Abbiamo iniziato a lavorare in campo il martedì [dopo la finale di Miami], cominciando a prendere confidenza con il campo, con gli scivolamenti, perché il movimento è l’aspetto più diverso nel passaggio dal cemento alla terra battuta. Poi abbiamo iniziato a giocare un po’ con più rotazione, ad aprire di più gli angoli, a provare a volte alcune smorzate, qualche servizio in kick. Così, giorno dopo giorno, abbiamo migliorato tutti questi aspetti tattici e di movimento, che poi abbiamo messo in pratica in partita. Siamo davvero molto felici perché, dopo le prime due partite, ha iniziato a sentirsi meglio in campo: più smorzate, più variazioni nell’altezza della palla, nel servizio. Siamo davvero molto colpiti dal suo livello qui» (Simone Vagnozzi, coach di Jannik Sinner, nella conferenza stampa dopo la finale di Montecarlo).

Proprio Vagnozzi, coach di Sinner dal febbraio 2022, ha rivelato durante la settimana monegasca come la più grande dote del suo allievo è l'essere "camaleontico". E che i suoi miglioramenti nascono dall'analisi delle sue sconfitte (vedasi quella nella finale degli US Open) più che delle sue vittorie. Avversari (e record) sono avvisati…

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