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1 Dicembre 2021
14:09

Svalbard Global Seed Vault, la banca mondiale dei semi

Il Seed Vault è un deposito che custodisce le più importanti sementi del mondo. Ma per quale motivo è stato costruito in un'area così remota e isolata?

A cura di Redazione
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Svalbard Global Seed Vault, la banca mondiale dei semi
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Lo Svalbard Global Seed Vault può essere descritto come una banca mondiale dei semi scavata nel fianco di una montagna: qui ne sono custoditi esemplari provenienti da migliaia di specie vegetali diverse, come se fosse una sorta di "Arca di Noè" delle piante. L'obiettivo infatti è proprio quello di riuscire a preservare la maggior varietà possibile di colture adatte all'agricoltura, così da avere una "cassaforte" di sicurezza in caso di emergenza – come guerre, catastrofi naturali o intense variazioni climatiche.

Come si capisce anche dal nome, questo deposito si trova nell'arcipelago delle Svalbard, a metà strada tra Norvegia e Polo Nord… Ma perché una struttura così importante è stata costruita in un posto così remoto? E quanti semi ci sono al suo interno?

Cos'è lo Svalbard Global Seed Vault?

Lo Svalbard Global Seed Vault (in italiano Deposito globale di semi delle Svalbard) aprì ufficialmente il 26 febbraio 2008. Come abbiamo visto, si tratta di un deposito di backup (quindi "di scorta") per sementi provenienti da ogni angolo del mondo.
Come riportato anche dall'organizzazione internazionale Crop Trust al mondo attualmente esistono circa 1700 banche genetiche che raccolgono campioni di colture per custodirle. Il problema è che questi centri possono essere vulnerabili sotto diversi punti di vista: catastrofi naturali, guerre, mancanza di fondi o pessima gestione. Banalmente, anche solo un frigorifero malfunzionante potrebbe causare la perdita irreversibile di moltissimi semi.
L'importanza di questo centro alle Svalbard è proprio questa: funzionare come una copia di backup, quindi contenere un duplicato di quanto già presente in altre banche genetiche nel mondo.
Al momento nel Seed Vault sono presenti i backup di 89 banche genetiche sparse in ogni continente.

Come immaginerete, si tratta di un luogo estremamente importante e, per questo motivo, non sono consentite visite al suo interno. Al contrario, è possibile avvicinarsi all'entrata senza problemi, tant'è che vengono addirittura organizzati dei viaggi per raggiungere l'area.

La sicurezza del Vault

Il deposito è pensato per essere estremamente sicuro. Innanzitutto la struttura è costruita all'interno di un piccolo monte chiamato Platåberget. L'entrata dell'edificio è ben visibile ma in realtà la struttura si snoda per circa 100 metri all'interno del colle: le stanze e i tunnel sono infatti coperti da uno strato di roccia (principalmente arenaria) il cui spessore varia dai 40 ai 60 metri. Al suo interno ci sono tre grandi stanze, ciascuna delle quali misura 9,5 x 27 metri. Ciascuna può ospitare un milione e mezzo di semi e ad oggi solo la prima di queste è effettivamente operativa: quando questa sarà piena si passerà alla seconda e poi alla terza.

stanza svalbard seed
Stanza con all’interno campioni di sementi (credit: NordGen).

Il permafrost che ricopre la parte superficiale della montagna ha una temperatura stabile tutto l'anno compresa tra i 3 e i 4°C. Oltre al freddo "naturale", è necessario però utilizzare anche un sistema di raffreddamento aggiuntivo capace di mantenere una temperatura stabile di -18°C. L'elettricità per il corretto funzionamento della struttura è quella dell'impianto pubblico di Longyearbyen e, in caso di blackout, il deposito è comunque protetto perché dotato di generatori di emergenza.
Oltre a questi motivi, sono state scelte le isole Svalbard perché qui l'umidità è molto bassa ed è una zona geologicamente stabile, quindi non ci si aspettano forti terremoti o eruzioni vulcaniche. Anche in caso di innalzamento del livello del mare la struttura è al sicuro: si trova 130 metri al di sopra dell'oceano.

Chi gestisce il centro?

Dal punto di vista amministrativo, il centro è in mano al Governo Norvegese e, in particolare, al Ministro dell'Agricoltura e dell'Alimentazione. Per supervisionare il loro operato, però, esiste un consiglio internazionale formato dalle banche genetiche mondiali e dai principali investitori (come il Crop Trust) che si riunisce periodicamente per consultarsi.
La gestione operativa del sito, invece, è affidata alla Nordic Genetic Resource Center (NordGen) che si occupa di tutte le operazioni riguardanti i semi come la loro archiviazione, la loro spedizione e la condivisione dei dati con le varie banche genetiche nel mondo. Normalmente il deposito di nuove colture viene organizzato tre volte all'anno, anche se in casi di particolare necessità vengono effettuate delle aperture straordinarie.

tunnel seed vault
Tunnel all’interno del Seed Vault (credit: NordGen).

La varietà di colture nel Seed Vault

All'interno dello Svalbard Global Seed Vault possono essere stoccate fino a 4,5 milioni di varietà diverse di colture. Ciascuna di queste può potenzialmente essere rappresentata da centinaia di semi, per un massimo di 2,5 miliardi di semi all'interno del deposito.
Al momento il deposito contiene 5481 specie diverse di colture, per un totale di 1.125.419 campioni di semi – teniamo a mente che questi numeri sono destinati ad aumentare con il tempo. Per chi volesse approfondire l'argomento, sul sito ufficiale del deposito, esiste un database pubblico nel quale sono riportate tutte le tipologie di seme conservate.

Al momento le specie maggiormente rappresentate nel Seed Vault sono le colture di riso, grano e orzo: ci sono più di 150 mila campioni solamente di grano e riso e quasi 80 mila di orzo. Altre specie sono quelle del sorgo (circa 50 mila semi), di fagiolo comune (circa 40 mila), di mais (circa 35 mila) e di soia (circa 25 mila).
Ha senso tenere così tanti semi per un solo tipo di pianta? Sì, perché è facile dire "orzo", ma di questo orzo ne esistono numerose varietà, ciascuna delle quale possiede una diversa altezza, colore, dimensione o sapore, oltre che ad avere una diversa risposta al freddo, al caldo o alla siccità. Specifichiamo però che, attualmente, il centro non accetta semi geneticamente modificati.

Come vengono conservati i semi?

L'aspetto forse centrale di tutta la questione è la conservazione dei semi: se questa non viene fatta a dovere, l'intera struttura perde di significato e utilità. Come visto in precedenza, i locali interni hanno una temperatura costante tutto l'anno attorno ai -18°C e i semi sono racchiusi in speciali buste, formate da tre strati di alluminio. Questi sacchetti vengono poi chiusi all'interno di scatole di plastica, cartone o legno grandi 60 x 40 x 28 cm e archiviate all'interno di appositi scaffali.

scatole semi svalbard
credit: NordGen.

Da dove vengono i semi?

Circa due terzi dei semi depositati provengono da centri di ricerca internazionali come il Consultative Group on International Agricultural Research (CGIAR) oppure l'International Maize and Wheat Improvement Center (CIMMYT). Oltre a questi enti, figurano anche banche genetiche nazionali come quella americana, tedesca, olandese, dei Paesi nordici o canadese. Chiunque depositi delle sementi nella struttura deve attenersi a tutta una serie di controlli e leggi – come l'Articolo 15 del Trattato Internazionale. In particolare, per depositare i semi viene siglato un accordo tra il depositario dei semi (es. una banca genetica) e il Ministero del Cibo e dell'Agricoltura Norvegese. Il deposito è gratuito e viene garantito al depositario che nessuna delle sue scatole verrà aperta e non potrà essere ritirata se non dal legittimo proprietario.

Ad oggi è capitato solo una volta che un Paese in emergenza chiedesse indietro i propri semi. È successo nell'autunno del 2015 quando il Centro internazionale per la Ricerca Agricola in aree asciutte (ICARDA), il cui centro si trovava ad Aleppo, in Siria, perse l'accesso alla propria banca genetica a causa della guerra. Fu quindi necessario prendere i semi custoditi alle Svalbard per creare nuovi database genetici in Libano e in Marocco. Negli ultimi anni l'ICARDA sta progressivamente rinviando i campioni di semi al deposito norvegese per ripristinare una propria copia di backup.

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