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Ormai da diversi giorni circola in rete l'immagine di una presunta aurora boreale sulle Alpi. La foto, scattata dall'alpinista Marco Confortola sulla vetta del Gran Zebrù (in Valtellina), è diventata subito virale… Ma facciamo chiarezza: si tratta davvero di un'aurora boreale? E come ha origine questo fenomeno? Vamos!

Come si verificano le aurore polari

L'aurora polare si forma quando la magnetosfera – che potremmo descrivere come l'estensione del campo magnetico terrestre nello spazio attorno al pianeta – interagisce con il vento solare. Questo non è altro che un insieme di particelle elettricamente cariche provenienti dal Sole che, in periodi di attività particolarmente intensi, possono essere emesse in grandi quantità.

Possiamo immaginare la magnetosfera come uno scudo formato da due grandi lobi che circondano la Terra. Quando il vento solare colpisce il nostro pianeta, le particelle cariche iniziano a scivolare lungo i bordi di questi lobi, fino a raggiungere i due poli magnetici (nord e sud). In corrispondenza di queste aree la magnetosfera ha un intensità ridotta e, per questo motivo, le particelle cariche riescono ad attraversarla più facilmente, raggiungendo l'atmosfera terrestre. Questa interazione tra i veni solari e le molecole dell'atmosfera dà vita a diversi fenomeni tra i quali quelli delle aurore polari. A seconda dell'emisfero nel quale avvengono, queste sono chiamate più precisamente aurore boreali o aurore australi.

Magnetosfera terrestre

È possibile avere l'aurora boreale sulle Alpi?

In casi eccezionali è possibile, ma non è questo il caso. Come riportato anche dall'INGV Ambiente, quella nella foto sicuramente non è un'aurora boreale… Per quale motivo? Principalmente sono due le cose che non tornano: la latitudine italiana e i colori del fenomeno.

Latitudine

La formazione dell'aurora boreale avviene solitamente in prossimità dei Poli e alle alte latitudini perché, come abbiamo visto, è qui che vengono indirizzate le particelle cariche del vento solare. In caso di tempeste geomagnetiche particolarmente intense, però, possono verificarsi aurore anche a latitudini inferiori. È il caso, ad esempio, di quanto avvenuto il 17 e il 18 novembre 1848, quando una tempesta geomagnetica fu così intensa da creare aurore boreali fino a Napoli!

In effetti il giorno dello scatto – il 30 ottobre 2021 – sono stati registrati gli effetti di una tempesta geomagnetica, come visibile dall'andamento dei grafici sottostanti. Ma questi fenomeni non hanno raggiunto intensità tali da giustificare la formazione dell'aurora boreale alle nostre latitudini. Per avere un'idea, le tempeste geomagnetiche vengono classificate con una scala che va da 1 (minima intensità) a 5 (massima intensità). Il fenomeno del 30 ottobre ha fatto registrare valori prossimi a 2, quindi nulla di particolarmente rilevante e sicuramente non sufficiente a causare aurore boreali alle latitudini italiane.

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in foto: Effetto della tempesta solare, registrato dalle stazioni "Lampedusa" (in Italia) e "Mario ZucchellI" (in Antartide) (credit: INGV Ambiente).

I colori dell'aurora boreale

I colori tipici di questo fenomeno dipendono dall'interazione tra il vento solare e l'atmosfera. Quando le particelle cariche provenienti dal Sole colpiscono le molecole presenti nell'aria le eccitano; nel momento in cui queste non sono più eccitate, iniziano ad emettere luce il cui colore varia a seconda della loro natura chimica: verde per l'ossigeno molecolare, rosso per l'ossigeno atomico e blu per l'azoto. Il bianco-giallo della fotografia non è quindi collegabile ad un'aurora perché non ci sono in atmosfera elementi tali da creare questo particolare effetto luminoso.
Il colore della foto, al contrario, è lo stesso del cielo – che in quel momento stava albeggiando appena oltre la cresta dei monti – ed è significativo il fatto che siano ben visibili le ombre delle montagne lungo tutto l'alone luminoso.

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Di cosa si tratta allora?

Non sappiamo quale sia la risposta a questa domanda. Potrebbe trattarsi di un curioso gioco di luce tra il crepuscolo e le nuvole soprastanti, oppure un semplice problema nello scatto della fotografia.
Insomma, indipendentemente da quale sia l'effettiva spiegazione della foto, possiamo sicuramente escludere l'opzione "aurora boreale"!

Articolo a cura di
Stefano Gandelli