
Negli ultimi giorni l'assetto sinottico sull'Europa occidentale ha mostrato una configurazione dinamica particolarmente rigida, esattamente in linea con le tendenze del periodo. L'area compresa tra il Sud della Francia e la fascia costiera tra Montpellier e Marsiglia è stata teatro di una prolungata fase di forte instabilità atmosferica, sfociata in intensi nubifragi, alluvioni lampo e criticità idrogeologiche diffuse.
I dati misurati dalle stazioni pluviometriche evidenziano l'eccezionalità dell'evento. Nei dipartimenti dell'Hérault, del Gard e delle Bouches-du-Rhône si sono registrati accumuli pluviometrici vicini ai 300 mm di pioggia complessivi, ovvero la quantità d'acqua che normalmente cade in oltre tre mesi. La fase più acuta si è concentrata nell'area di Montpellier, dove un sistema temporalesco autorigenerante ha scaricato oltre 140 mm di pioggia in meno di tre ore.
Questa eccezionale intensità oraria ha mandato in crisi la rete di drenaggio urbano e provocato la rapida esondazione del corso d'acqua cittadino, il fiume Lez, allagando le strade principali, sotterranei e piani interrati. Più a est, tra il settore di Nîmes e l'entroterra di Marsiglia, si sono superati localmente i 180-200 mm nelle 24 ore, con fulminazioni frequenti e raffiche di vento oltre gli 80-90 km/h che hanno causato importanti disagi alla viabilità e alla rete elettrica locale.

All'origine di questo quadro di severo maltempo vi è una precisa dinamica atmosferica. Una perturbazione di matrice atlantica è avanzata verso l'Europa occidentale, trovando la strada sbarrata da una vasta ed estesa struttura di alta pressione posizionata sul bacino centrale del Mediterraneo e sull'Italia.
Questo muro anticiclonico ha impedito al sistema frontale di traslare verso est, costringendolo a fermarsi sul territorio transalpino. La conseguente stazionarietà dei fenomeni, unita alla continua convergenza al suolo tra le correnti atlantiche fresche e l'intenso flusso di richiamo umido alimentato dalle acque calde del Mediterraneo, ha continuamente rigenerato la struttura temporalesca sulle medesime zone.

Nelle ultime ore la situazione sul settore francese ha iniziato a mostrare i primi segni di sblocco: sebbene piogge e rovesci insistano ancora su parte del settore meridionale, il perimetro del sistema tende gradualmente ad allentarsi e a muoversi, alleggerendo la pressione idrogeologica sui bacini locali. Ecco alcune immagini di quanto accaduto:
Per quanto riguarda l'Italia, chi ipotizza un cedimento imminente dello scudo anticiclonico sulla nostra Penisola rimarrà deluso. Le carte meteorologiche indicano chiaramente che il campo di alta pressione continuerà a dominare la scena su tutto il territorio nazionale almeno fino a martedì 6 e mercoledì 7 ottobre. Come si vede dall'immagine satellitare sopra, è presente una netta contrapposizione in queste ore: da un lato l'ammasso nuvoloso compatto fermo tra la Francia e il settore alpino occidentale, dall'altro un'Italia completamente sgombra da nubi significative e avvolta in condizioni di piena stabilità.
Il fine settimana compreso tra sabato 3 e domenica 4 ottobre sarà ampiamente soleggiato e stabile da Nord a Sud. Non sono previsti peggioramenti a breve termine.

Nei primi giorni del mese le temperature più elevate dell'intero continente si registreranno proprio in Italia: a Oristano si potranno sfiorare i 30°C, mentre valori diffusi superiori ai 28°C interesseranno molteplici capoluoghi di provincia come Caserta, Terni, Benevento, Grosseto, Roma, Napoli, Carbonia, Firenze e Lucca.
L'unico vero connotato autunnale di questa fase risiederà nella forte escursione termica giornaliera, particolarmente accentuata nelle aree interne e di vallata. Città come Potenza, Isernia, Campobasso, L'Aquila, Belluno, Ascoli, Aosta, Enna, Matera e Bolzano di giorno registreranno valori compresi tra i 22°C e i 25°C, ma durante le ore notturne l'assenza di nubi e ventilazione favorirà un marcato irraggiamento, portando le minime a scendere anche sotto i 10°C, fino a sfiorare gli 8°C.
I primi segnali di un effettivo sgretolamento della struttura anticiclonica si intravedono soltanto verso la metà della prossima settimana. A partire da martedì 6 e mercoledì 7 ottobre, infatti, lo scudo dell'alta pressione comincerà ad indebolirsi autonomamente, aprendo il varco ai primi attacchi perturbati sia da est che da ovest. In particolare, le proiezioni indicano il possibile affondo di una perturbazione atlantica più strutturata attorno a metà settimana, capace di abbattere definitivamente il muro di blocco e ripristinare il classico flusso delle piogge autunnali anche sull'Italia.