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6 Gennaio 2026
18:30

A cosa serve davvero la scatola nera in auto? Spoiler: non solo per scoraggiarne il furto

La scatola nera nelle auto può essere utile per molteplici motivi: oltre a consentire il ritrovamento dell'auto in caso di furto e a permettere uno sconto sul premio dell'assicurazione RC Auto, permette di facilitare i contenziosi in caso di sinistro e ricevere i soccorsi più rapidamente.

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A cosa serve davvero la scatola nera in auto? Spoiler: non solo per scoraggiarne il furto
scatola nera auto

La scatola nera in auto serve prima di tutto a estrapolare dalla guida in una sequenza di dati oggettivi, misurabili e verificabili, utili soprattutto quando accade un incidente. È un dispositivo elettronico dotato di GPS che registra parametri fisici del veicolo, come velocità, accelerazioni, frenate e posizione geografica, con l'obiettivo di ricostruire in modo scientifico cosa succede prima, durante e dopo un incidente. Questo strumento è diventato centrale per le compagnie assicurative perché riduce l'incertezza nella valutazione delle responsabilità e offre anche vantaggi concreti agli automobilisti, dagli sconti sul premio RC Auto alla possibilità di ritrovare il veicolo in caso di furto o di inviare in modo automatico richieste di soccorso automatico dopo un impatto.

Cos’è la scatola nera dell'auto, com’è fatta e come funziona 

Quando parliamo di scatola nera ci riferiamo a un piccolo dispositivo elettronico installato sull’auto, spesso tramite la compagnia assicurativa, capace di raccogliere informazioni sul movimento del veicolo. Il cuore del sistema è il GPS (Global Positioning System), cioè il sistema satellitare che consente di determinare la posizione dell'auto sulla superficie terrestre. A questo si affianca un accelerometro, un sensore che misura le variazioni di velocità lungo più assi e che permette di rilevare frenate brusche, accelerazioni improvvise o urti. In alcuni modelli troviamo anche un modulo GSM (Global System for Mobile Communication), che serve a trasmettere i dati a una centrale operativa. Tutte queste informazioni vengono elaborate da un microprocessore e memorizzate in modo da poter ricostruire con precisione la dinamica di un sinistro, cioè la sequenza di eventi che, difatti, ha portato a un incidente stradale.

Uno dei punti chiave è proprio l'oggettività del dato. Le informazioni registrate non possono essere alterate dal conducente e diventano quindi uno strumento utile sia per l'assicurato sia per la compagnia. In caso di incidente, è infatti possibile dimostrare dove si trovava l'auto, a che velocità procedeva e se ci sono state manovre anomale. Questo riduce il rischio di contenziosi e aiuta anche le forze dell'ordine quando devono accertare le responsabilità dei soggetti coinvolti. Allo stesso tempo, analizzando nel tempo parametri come la frequenza di frenate intense o accelerazioni violente, le assicurazioni possono valutare lo stile di guida, cioè il modo abituale con cui un utente guida il proprio veicolo.

L'installazione della scatola nera nell'auto, nella stragrande maggioranza dei casi, non è fai-da-te. Il dispositivo viene montato in officine convenzionate, in posizioni precise dell'abitacolo, spesso sotto il cruscotto o, comunque, in zone nascoste. Il suo corretto fissaggio è fondamentale per misurare in modo accurato tutti i vari dati. Il costo di acquisto e montaggio è generalmente a carico della compagnia assicurativa; in caso di cambio della compagnia assicurativa, potrebbe essere chiesto di pagare la disinstallazione del dispositivo precedente.

I vantaggi dell'avere la scatola nera in auto

Tra i vantaggi più evidenti c'è lo sconto sul premio RC Auto, che per legge deve essere riconosciuto e può arrivare a una riduzione significativa del costo annuale (anche del 15-20% circa, dipende chiaramente da compagnia a compagnia). A questo si aggiunge la funzione di localizzazione: se l'auto viene rubata o se subiamo un incidente in una zona isolata, i dati di geolocalizzazione permettono di individuare rapidamente il veicolo e attivare le ricerche del veicolo e/o i soccorsi. Alcuni sistemi prevedono anche l'invio automatico di richiesta d'assistenza stradale quando l'accelerometro rileva un impatto sopra una certa soglia.

Alcuni miti da sfatare sulla scatola nera

Riguardo a eventuali implicazioni sulla privacy dell'uso della scatola nera in auto, è importante chiarire che questa non registra conversazioni né suoni all'interno dell'abitacolo: raccoglie solo dati di guida. L'accesso alle informazioni è regolato e le compagnie possono utilizzarle principalmente in caso di sinistro, nel rispetto delle normative vigenti sulla protezione dei dati personali.

Un altro timore diffuso è l'impatto della scatola nera sulla batteria del veicolo. Anche questo è un timore infondato: il dispositivo ha una batteria interna e non influisce sulla durata di quella dell'auto.

La scatola nera non è l'EDR

Per concludere in bellezza, facciamo una specifica. La scatola nera non va confusa con l'EDR. L'EDR (Event Data Recorder) è un registratore di eventi installato direttamente dal produttore del veicolo e dev'essere obbligatoriamente installato sui dispositivi di nuova omologazione dal 6 luglio 2022 e su tutte le auto di nuova immatricolazione dal 7 luglio 2024 a seguito dell'entrata in vigore del Regolamento UE 2019/2144. A differenza della scatola nera “tradizionale”, l'EDR non è sempre attivo: registra dati solo in occasione di eventi gravi, ad esempio quando si attivano gli airbag a causa di forti impatti, quando avviene un ribaltamento, e così via. L'EDR non memorizza la posizione GPS e i dati che raccoglie sono accessibili solo alle autorità competenti per indagini successive a un incidente. La scatola nera assicurativa, invece, nasce per accompagnare l'utente nella guida quotidiana e per fornire un quadro continuo e misurabile del comportamento del veicolo, diventando un alleato tecnologico che va ben oltre la semplice funzione antifurto.

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