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24 Ottobre 2022
7:30

La scatola nera della Terra registra i “fallimenti” dell’umanità e si trova in Nuova Zelanda

È stata realizzata in Nuova Zelanda la Earth's black box, una scatola nera progettata per raccogliere tutti i dati sul cambiamento climatico e preservarli.

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La scatola nera della Terra registra i “fallimenti” dell’umanità e si trova in Nuova Zelanda
scatola nera terra
Credit: Earth’s Black Box

Avete capito bene, il progetto “Earth’s black box”, ovvero “la scatola nera della Terra”, ha come obiettivo quello di registrare tutti gli avvenimenti che intaccano la salute del nostro pianeta e che, nel peggiore degli scenari, potrebbero portare anche al collasso della nostra società. Come nelle scatole nere degli aerei, che vengono cercate dopo un disastro per ricostruire cosa sia accaduto, il fine ultimo di questo progetto è poter comunicare tutte le informazioni relative al cambiamento climatico e all’azione dell’uomo sulla Terra a future generazioni. In questo articolo vediamo cos’è, come funziona e quando sarà definitivamente attiva.

Cos’è e come funziona la scatola nera della Terra

La Earth’s black box è una sorta di monolite in acciaio che misura 15 x 4 x 3 metri e la sua forma ricorda quello visto nel famoso film di Kubrik 2001 Odissea nello spazio.
Per la sua collocazione è stato scelto un luogo specifico: la costa occidentale della Tasmania, al largo dell’Australia. Si tratta di un'area stabile sia dal punto di vista geologico che geopolitico – sorpassando altri possibili Paesi candidati come Malta, Norvegia e Qatar.

La sua struttura è stata studiata per essere "indistruttibile" e quindi resistere alle catastrofi naturali. Il suo tetto è infatti interamente foderato con pannelli solari che gli permetteranno di continuare a funzionare per decenni, anche dopo la scomparsa di qualsiasi altra fonte di energia esterna sulla superficie terrestre.
Quando sarà colpito dai raggi solari il monolite registrerà informazioni provenienti da ogni parte del mondo, scaricherà i dati scientifici in diretta da internet e un algoritmo raccoglierà materiale relativo ai cambiamenti climatici. L’obiettivo è che i dati siano “unbiased” ovvero imparziali e privi di qualsiasi pregiudizio ideologico.

Cosa registra

In questo grande archivio saranno raccolti dati di vario tipo: l’acidificazione degli oceani, la quantità di anidride carbonica presente nell’atmosfera, i cambiamenti delle temperature, le specie estinte e in estinzione e tutte le azioni umane riguardanti lo sfruttamento della terra. Non solo però, perché saranno registrati anche titoli di giornali, post sui social media e i principali fatti avvenuti durante eventi come la COP26 di Glasgow 2021. Tutte queste informazioni saranno “open source”, dunque chiunque sarà in grado di accedervi.

Quando sarà completato

La costruzione dovrebbe essere ultimata entro il 2022, ma – a dirla tutta – visitando il sito dedicato al progetto, è già possibile vedere una “live beta” ovvero l’attività dei dispositivi di archiviazione che è già partita in versione sperimentale. Tutto è registrato, minuto per minuto, secondo per secondo, in svariate lingue ed è già disponibile e sotto gli occhi di tutti.
Il punto è che, stando a quanto dichiarato dagli sviluppatori, questo progetto vuole essere un potente strumento di sensibilizzazione. Sono infatti loro stessi a scrivere:

"Come finisce la storia dipende completamente da noi. Solo una cosa è certa: le tue azioni, inazioni e interazioni vengono ora registrate".

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Camilla Ferrario
Redattrice
L’universo è un posto strano e il modo che abbiamo di abitarlo cattura continuamente la mia attenzione. “Sii curiosa” è il mio imperativo: amo provare a ricostruire indizio per indizio il grande enigma in cui ci troviamo. Sono laureata in Filosofia, ho fatto la speaker in una web radio e adoro il true crime. Di cosa non posso fare a meno? Del dialogo aperto con gli altri e della pasta alle vongole.
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