
Un dettaglio rimasto nascosto sotto un famoso dipinto per quasi cinquecento anni è tornato alla luce, rivelandoci una storia dimenticata ma preziosa. È il Guardian a svelare che, tramite tecnologia a infrarossi, un gruppo di studiosi ha rinvenuto sotto gli strati superficiali di un celebre dipinto del Cinquecento inglese un altro disegno, una forma triangolare, che ci racconta cosa pensassero alcuni intellettuali inglesi della regina d'Inghilterra Anna Bolena.
Facciamo un passo indietro.
Era il 1533 quando il re d'Inghilterra Enrico VIII divorziò dalla moglie Caterina d'Aragona, atto che lo portò a rompere con la Chiesa cattolica e a fondare la Chiesa anglicana. A quel punto poté sposare in seconde nozze Anna Bolena.
Un fatto, questo, che portò in tutta l'Inghilterra all'insorgere di pesanti accuse di stregoneria contro la nuova regina consorte. Queste si aggravano con il passare del tempo, vista anche la cattiva reputazione che Anna si guadagnò presso il marito non riuscendo a concepire un erede maschio. Nel 1536 venne imprigionata per adulterio nella Torre di Londra, quindi dichiarata colpevole di tradimento e decapitata.
Negli anni successivi Enrico VIII, che sposò ben sei mogli, fece cancellare ogni traccia di Anna, al punto che nessun ritratto realizzato durante la sua vita è sopravvissuto fino ai giorni nostri. Resiste però un famoso dipinto di epoca successiva, il ritratto di Anna Bolena del Castello di Hever, chiamato anche "Rose": è uno dei dipinti più famosi della storia dell'arte inglese, realizzato su un pannello di legno qualche decennio più tardi durante gli anni del regno della figlia di Anna, Elisabetta I d'Inghilterra.

L'analisi scientifica del dipinto ha sia permesso di datare il pannello intorno al 1583 (attraverso la dendrocronologica, cioè il conteggio degli anelli del legno) sia, tramite infrarossi, di scoprire il momento preciso in cui l'artista elisabettiano si allontanò dal disegno preparatorio – modello che presentava appunto un triangolo al di sotto del soggetto, poi coperto – decidendo invece di raffigurare Anna nel gesto di stringere una rosa rossa, con le mani e le dita chiaramente visibili.
Ma cosa significa questa scelta, e perché è così rilevante? Mostrare tutte le dita aveva uno scopo preciso agli occhi di chi lo guardava, cioè scagionare la sfortunata moglie di Enrico VIII dall'accusa di essere una strega.
L'artista, infatti, ha tolto il "sesto dito" che si diceva che Anna avesse alla mano destra. Questa diceria era stata messa in circolo dallo scrittore Nicholas Sanders, che nel XVI secolo si batteva per il ripristino del cattolicesimo romano in Inghilterra e cercava di screditare Elisabetta I. Il ritratto, in questo modo, restituiva dignità alla madre e legittimità alla figlia.