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3 Gennaio 2024
14:27

La caccia alle streghe: come e perché migliaia di persone furono condannate per stregoneria

Tra metà '400 e metà '700 l’intera Europa fu scossa da una paura irrazionale: le streghe. Più di centomila persone, soprattutto donne, furono processate per stregoneria in quella che viene chiamata "caccia alle streghe". Da cosa derivava questa paura e che conseguenze ebbe?

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La caccia alle streghe: come e perché migliaia di persone furono condannate per stregoneria
caccia alle streghe

La caccia alle streghe è stata la ricerca e la condanna di persone ritenute capaci di usare pratiche magiche per danneggiare gli altri. La credenza nella stregoneria è sempre esistita, ma la “caccia” vera e propria si è sviluppata in età moderna, approssimativamente tra la metà del ‘400 e la metà del ‘600. Le cause non sono facili da definire, ma certamente il clima di forte intolleranza religiosa e la diffusione delle superstizioni hanno contribuito a suscitare la paura e a esacerbare gli animi contro presunte streghe e stregoni. Le vittime della caccia alle streghe sono state soprattutto donne, una parte delle quali è stata condannata a morte e bruciata sul rogo. Ancora oggi, in alcune culture è diffusa la credenza che esistano streghe e stregoni.

Chi erano le streghe e perché si era accusati di stregoneria

Secondo le tradizioni popolari, le streghe o, nella versione maschile, gli stregoni, sono persone dedite alla magia che, grazie ai loro rapporti con entità sovrannaturali, sono in grado di compiere malefici e sortilegi. I riti stregoneschi sono tradizionalmente ritenuti una forma di magia nera, perché sono effettuati per provocare danni, inclusa la morte, ad altre persone, e vanno perciò distinti dalla magia “buona” (o bianca), che avrebbe invece effetti benefici.

Strega in un dipinto di J. W. Waterhouse
Strega in un dipinto di J. W. Waterhouse

La credenza nella magia e nel sovrannaturale è sempre esistita ed è diffusa in moltissime culture. Anche il timore per la stregoneria, cioè la paura che qualcuno possa fare del male agli altri o alla società mediante poteri magici, è antichissimo. Già il codice di Hammurabi, il primo codice legislativo conosciuto, risalente al XVIII secolo a.C., condannava maghi e streghe che nuocevano alle persone; nella civiltà greca si ha notizia di persone accusate di stregoneria, come una tale Teoride di Lemno, giustiziata nel IV secolo a. C.; a Roma, il timore della stregoneria era molto diffuso e provocò esecuzioni di massa in occasione di due epidemie, una del IV e una del II secolo a. C. Le vittime delle accuse erano sopratutto donne, in genere nubili o vedove, che non godevano di tutele sociali ed erano perciò particolarmente vulnerabili. La caccia alle streghe più nota, però, si è sviluppata in età moderna.

Quando si è sviluppata la caccia alle streghe dell'età moderna

La caccia alle streghe si sviluppò dalla metà del ‘400 alla metà del ‘600, con strascichi fino agli ultimi decenni del secolo successivo. Le ondate principali ebbero luogo approssimativamente dal 1480 al 1520 e dal 1560 al 1640.

Alle origini del fenomeno vi era un cambiamento culturale. Nel ‘400, infatti, al timore per la magia nera si aggiunse la convinzione che chi la praticava fosse in contatto con il diavolo. Le autorità religiose iniziarono a considerare la stregoneria al pari di un’eresia (cioè a una credenza “non conforme” alla corretta dottrina religiosa) e nel 1484 il Papa Innocenzo VIII incaricò due frati  domenicani tedeschi, Jakob Sprenger e Heinrich Kramer,  di perseguire la stregoneria in Germania. Due anni più tardi i due domenicani redassero una sorta di manuale, il Malleus Maleficarum (Martello delle streghe), che spiegava come riconoscere e come processare le persone dedite alla stregoneria, dando impulso alla "caccia".

Illustrazione di streghe sulle scope
Illustrazione di streghe sulle scope

Si diffuse la convinzione che le streghe avessero poteri sovrannaturali, al punto di poter volare a cavalcioni sulle scope, e che si riunissero in una sorta di feste, i sabba, nel corso delle quali si accoppiavano con il diavolo.

La caccia alle streghe ebbe luogo in tutta l’Europa, sia quella cattolica, sia quella protestante, nonché nelle colonie europee del nuovo mondo.

I processi e le condanne: come venivano punite le streghe

Le persone processate per stregoneria erano soprattutto donne appartenenti ai ceti sociali più umili. Molte erano levatrici, prostituite o guaritrici, accusate di aver eseguito malefici per far morire o danneggiare in altro modo altre persone. Spesso le accuse erano provocate da morti non spiegabili, in particolare quando morivano bambini, e, talvolta, dalle epidemie.

Le persone accusate erano tenute in prigionia e i processi, spesso basati su confessioni estorte sotto tortura, erano condotti sia dal tribunale dell’Inquisizione, esistente nei Paesi cattolici, sia dalle corti civili. Le accuse, naturalmente, erano infondate e la stragrande maggioranza delle streghe era del tutto innocente. In alcuni casi, erano condannate per stregoneria persone che avevano commesso dei delitti (ma ovviamente li avevano commessi con strumenti diversi dai poteri magici); alcune persone, inoltre, erano realmente convinte, a causa di allucinazioni, di essere in contatto il diavolo.

Gli storici stimano che più di 100.000 persone siano state processate per stregoneria e che circa 50.000 siano state condannate. A differenza di quanto si crede, non tutte le streghe erano bruciate vive sul rogo: molte furono impiccate  (spesso era poi bruciato il loro cadavere) o condannate ad altre pene, come l’esilio.

Rogo di streghe nel 1587
Rogo di streghe nel 1587

Perché ebbe luogo la caccia alle streghe

La caccia alle streghe si sviluppò in un periodo nel quale la società e la cultura stavano facendo grandi progressi: era l’età delle scoperte geografiche, del Rinascimento, del metodo sperimentale. Tuttavia i progressi scientifici e culturali coinvolgevano solo minoranze della popolazione; la grande maggioranza, compresi i settori più benestanti e colti, continuava a essere animata da una religiosità intollerante e dalla credenza nelle superstizioni. L’Europa dell’età moderna, inoltre, era scossa dalle guerre di religione tra cattolici e protestanti, che facevano aumentare il timore verso chiunque fosse sospettato di non rispettare perfettamente i precetti religiosi.

Perché le vittime furono soprattutto donne

Varie ragioni spiegano perché le accuse di stregoneria colpivano soprattutto le donne. Anzitutto, nella cultura cristiana vi era una diffusa diffidenza verso il genere femminile e qualsiasi comportamento non conformista era guardato con sospetto. Inoltre, le donne effettuavano più frequentemente riti magici, come quelli per cacciare il malocchio, e in genere si occupavano dei compiti, come far nascere i bambini, che nell’opinione popolare erano associati alla stregoneria. A questo si aggiungevano motivazioni specifiche che variavano da Paese a Paese.

L'esame di una strega nel XVI secolo, dipinto di T. H. Matteson
L’esame di una strega nel XVI secolo, dipinto di T. H. Matteson

Come terminò la caccia alle streghe

Nella seconda metà del Seicento le condanne per stregoneria si fecero più rare a causa dell'evoluzione sociale e culturale del mondo occidentale. Molte esecuzioni provocarono scandalo nelle comunità e l'idea che le streghe fossero in contatto con il diavolo perse gradualmente credito. Tuttavia, la caccia alle streghe non terminò del tutto e in America addirittura si incrementò. Nel 1692 ebbe luogo il processo più noto del territorio degli attuali Stati Uniti, quello alle streghe di Salem, che si concluse con venti condanne a morte. Processi sporadici ebbero luogo anche nel Settecento e l’ultima esecuzione accertata di una strega avvenne nel 1782 in Svizzera.

La caccia alle streghe oggi

Il timore per la stregoneria non è del tutto scomparso. Ancora oggi, almeno in una minoranza della popolazione, è diffusa la convinzione che alcune persone possano “fare il malocchio” e danneggiare altri individui.

Anche la caccia alle streghe non è solo un ricordo e in alcune culture persiste ancora la credenza che esistano streghe e stregoni. Nell’Africa subsahariana e in Papua Nuova Guinea in tempi recenti si sono registrati linciaggi di presunti stregoni da parte di folle inferocite. Non mancano Paesi, come l’Arabia Saudita, nei quali il reato di stregoneria è previsto dal codice penale e può essere punito con la morte. In Ghana, invece, esistono specifici witch camps, villaggi per relegare le presunte streghe, che attualmente ospitano circa 1000 donne.

Fonti principali
Brian P. Levack, La caccia alle streghe in Europa agli inizi dell'Età moderna, Laterza, 2012. Silvia Federici, Women, Witch-Hunting and Enclosures in Africa Today, in “Sozial Geschichte Online”, 3, 2010
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