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7 Febbraio 2026
6:00

Anziani e digitale, una sfida nell’uso di Internet: solo il 31,4% degli over 75 lo utilizza

Dal Censimento ai servizi pubblici, i dati mostrano un’Italia digitale a due velocità, con gli anziani ancora dipendenti da canali assistiti.

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Anziani e digitale, una sfida nell’uso di Internet: solo il 31,4% degli over 75 lo utilizza
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La partecipazione civica non cresce automaticamente con il digitale. Lo mostrano i dati ISTAT sul Censimento permanente della popolazione 2024: ha risposto al questionario l’87,3% delle famiglie anziane, contro il 75% di quelle più giovani. Un dato che smentisce l’idea di una partecipazione guidata soprattutto dalle nuove generazioni.

La differenza non sta tanto nella disponibilità a partecipare, quanto nei canali utilizzati. I giovani rispondono soprattutto online, mentre gli anziani preferiscono il contatto diretto con i comuni, attraverso interviste faccia a faccia o telefoniche. È qui che emerge il paradosso: il digitale dovrebbe rendere più semplice l’accesso ai servizi pubblici, ma per molti anziani diventa un ostacolo, fatto di credenziali, password e passaggi complessi.

A sciogliere questo nodo dovrebbero essere le politiche pubbliche che, come vedremo, in alcuni Paesi europei come l’Estonia hanno prodotto dei risultati considerevoli. L’Italia ancora fatica a introdurre delle misure per l'educazione digitale sistemiche che escano dalle aule scolastiche e abbraccino tutta la popolazione.

Accesso e uso di Internet tra gli anziani: una frattura strutturale

Le dinamiche osservate nel Censimento trovano conferma nei dati sull’uso delle tecnologie nella vita quotidiana raccolti dall’indagine Istat Cittadini e ICT 2024. Qui il divario non appare come un episodio isolato, ma come una condizione strutturale che accompagna l’avanzare dell’età.

Nel 2024 l’accesso a Internet è vicino alla saturazione per gran parte della popolazione italiana, ma non per tutti. Solo il 60,6% delle famiglie composte esclusivamente da anziani dispone di una connessione domestica, contro valori prossimi alla totalità nelle famiglie con almeno un minore o un componente non anziano. La prima frattura riguarda quindi l’infrastruttura di base, prima ancora delle competenze.

Anche dove la connessione è presente, l’uso effettivo della rete cala rapidamente con l’età. Ha utilizzato Internet negli ultimi tre mesi il 68,1% delle persone tra i 65 e i 74 anni, quota che scende al 31,4% tra gli over 75. La distanza non è solo generazionale, ma progressiva: ogni passaggio di età coincide con una riduzione significativa della frequenza e della varietà d’uso.

Servizi pubblici digitali: l’autonomia resta limitata

Il divario diventa ancora più evidente osservando l’interazione con i servizi digitali della Pubblica Amministrazione. Nel 2024 solo il 13% delle persone ha richiesto online certificati o documenti, mentre meno di un quarto ha utilizzato i siti o le app della PA per scaricare moduli ufficiali o prenotare appuntamenti. Rispetto al 2023, proprio queste funzioni risultano in diminuzione, dopo il picco registrato durante la fase pandemica.

L’utilizzo dei servizi di e-government resta concentrato nelle fasce di età centrali e nel Centro-Nord, mentre tra gli anziani e nel Mezzogiorno l’interazione digitale con la PA rimane sporadica e selettiva. Anche operazioni relativamente semplici, come la consultazione di informazioni personali o l’accesso a registri pubblici, coinvolgono una minoranza degli utenti più anziani.

Nel passaggio dal Censimento alla vita quotidiana, il quadro si ricompone: la digitalizzazione dei servizi procede più velocemente della diffusione delle competenze necessarie per utilizzarli in autonomia. Per una parte rilevante della popolazione anziana, l’accesso online non coincide con una semplificazione, ma con un aumento della complessità operativa e cognitiva.

Educazione digitale degli adulti: cosa fa lo Stato

In questo contesto, le politiche pubbliche faticano a colmare il divario. Al di fuori del perimetro scolastico, il coordinamento dell’alfabetizzazione digitale fa capo al Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio, incaricato di guidare la modernizzazione del Paese, promuovere l’adozione dei servizi digitali e favorire la diffusione delle competenze necessarie per interagire con la PA e con l’economia digitale.

All’interno di questo quadro si colloca l’iniziativa Repubblica Digitale, pensata per ridurre il divario di competenze e promuovere un uso consapevole delle tecnologie attraverso una rete di soggetti pubblici e privati. Uno degli strumenti principali è il Fondo per la Repubblica Digitale, istituito come partenariato tra Stato e Fondazioni di origine bancaria per finanziare progetti di formazione e inclusione digitale sul territorio.

Le risorse disponibili restano però limitate. Secondo quanto previsto dalla Gazzetta Ufficiale, al Fondo sono assegnati circa 10 milioni di euro, una cifra che riduce la possibilità di trasformare le sperimentazioni in politiche strutturali e continuative.

Perché i Paesi Bassi guidano l’Europa nelle competenze digitali

Nei Paesi Bassi la familiarità con il digitale non è un’eccezione, ma una condizione diffusa. Secondo i dati ufficiali più recenti, l’82,7% della popolazione possiede almeno competenze digitali di base, ben al di sopra della media europea (55,6%) e oltre l’obiettivo fissato dall’Unione Europea per il 2030. È il segnale di un sistema in cui strumenti e competenze si rafforzano a vicenda.

L’OCSE evidenzia come questa diffusione sia legata a tre fattori strutturali: accesso quasi universale a Internet, uso esteso dei servizi digitali pubblici e privati, e una cultura dell’apprendimento permanente che mantiene attive le competenze anche in età adulta. Le differenze generazionali restano, ma partono da livelli medi più elevati rispetto alla maggior parte dei Paesi europei.

In Olanda la digitalizzazione non riguarda solo i servizi, ma anche un supporto diffuso e strutturato per chi rischia di restare escluso. Il programma nazionale di Digital Inclusion sostiene corsi e sportelli nelle biblioteche per cittadini con difficoltà digitali, inclusi gli anziani, mentre i punti di assistenza digitale (come gli IDO) operano quotidianamente su temi pratici come l’identità digitale e l’accesso ai servizi pubblici online.

A questo si affiancano una rete di aiuto nazionale (DigiHulplijn) e un sistema di monitoraggio e formazione permanente per mantenere e diffondere le competenze. Sul territorio operano inoltre reti locali e organizzazioni di volontariato che offrono corsi specifici per senior, adattati a ritmi e bisogni diversi, mostrando come l’autonomia digitale si costruisca nel tempo, attraverso formazione, assistenza e presenza costante.

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