
Secondo quanto affermato da fonti facenti capo alla CIA, la principale agenzia d'intelligence degli Stati Uniti d'America, la Russia starebbe preparando degli attacchi a mezzo di droni, rilasciati da navi porta-container, ai danni di obiettivi situati nei territori di alcuni Paesi europei, tra i quali vengono citate esplicitamente la Francia, la Spagna e l'Italia. La bomba mediatica l'ha fatta esplodere il quotidiano spagnolo El Mundo e, dati i contenuti, ha contribuito e seminare il panico un po' dovunque nel mondo dell'informazione.
Quasi subito sono giunte le parole di smentita da parte del Ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di mancanza di riscontri da parte italiana e ha parallelamente invitato a contenere la proliferazione di notizie che potrebbero contribuire ad aggravare le tensioni, già alte. Essendo una notizia di grande importanza è necessario valutarne con attenzione il potenziale di veridicità e gli scenari che potrebbe spalancare.
I piani svelati dalla Cia secondo El Mundo
A far esplodere lo scoop giornalistico è stato il quotidiano spagnolo “El Mundo”: citando fonti lituane, che a loro volta rilancerebbero notizie apparentemente di provenienza americana, per la precisione direttamente dalla CIA, afferma che le Forze Armate della Federazione Russa starebbero pianificando di colpire obiettivi situati nei territori di Francia, Spagna e Italia. Si tratta di Paesi membri tanto dell'Unione Europea quanto della NATO, impegnati in misura diversa a sostenere gli sforzi bellici dell'Ucraina, dal 24 febbraio 2022 impegnata in una guerra convenzionale difensiva su larga scala proprio contro la Russia. Tali attacchi, rivela il quotidiano, verrebbero effettuati mediante l'utilizzo di droni rilasciati da navi porta-container appositamente equipaggiate.
Ciò detto, ci sono due scenari ipotetici sui quali vale la pena interrogarsi, quanto meno per non farci cogliere impreparati nel caso dovessero concretizzarsi.
Il primo scenario è l’inizio di una guerra totale
Il primo scenario che dobbiamo affrontare è quello della cosiddetta “guerra totale”. Ipotizzare cioè che gli eventuali attacchi che Mosca starebbe per compiere ai danni dei Paesi europei a mezzo di droni siano il preludio di un'offensiva su larga scala e in grande stile ai danni dell'Europa.
Al momento possiamo già derubricare questo fosco scenario al reame della “fantapolitica”: per poter pensare di attaccare l'Europa, i russi dovrebbero portare a compimento ingenti preparativi che non passerebbero certo inosservati, specialmente in questo momento di crisi internazionale strisciante.
In particolare, come già sottolineato in articoli del passato caratterizzati da un tenore simile, vanno tenuti sotto stretta sorveglianza i movimenti della Marina Russa, la quale in un contesto di guerra aperta con l'Occidente dovrebbe assolvere a tutta una serie di missioni di primaria importanza nei piani di guerra moscoviti. Fu proprio il massiccio schieramento navale russo nell'area del Mar Nero e del Mediterraneo Orientale rra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 a dare l'allarme definitivo rispetto alle intenzioni di Mosca di far scoppiare la guerra.
È fondamentale sottolineare il fatto che al momento nulla di simile sta avvenendo nel contesto odierno. Le manovre della Marina Russa, con la notevole eccezione della Flotta del Mar Nero e della Flottiglia del Caspio, direttamente coinvolte nello sforzo bellico sul fronte ucraino, sono da ascriversi all'ordinaria amministrazione. Alla luce di questo fatto di importanza critica, possiamo affermare con sicurezza che la Russia non sia in procinto di scatenare una guerra totale contro l'Europa.
Il secondo scenario porta a un nuovo stadio di guerra ibrida
Altro scenario da prendere in considerazione è quello relativo alla “guerra ibrida”, quel complesso di operazioni dai contorni nebulosi che possono essere classificate come “atti di guerra”, ma che sono progettati apposta per mantenere la conflittualità entro “un livello accettabile di tensione e/o violenza”.
L'obiettivo, in questa eventualità, è quindi quello di inviare un messaggio di natura politica, ma facendo sì che la situazione non degeneri in uno scenario di guerra aperta. In questo caso i droni sarebbero l'arma perfetta, vista la loro proliferazione a livello planetario.

Questo scenario pur allettante, presenta delle problematiche: se da un lato è vero che tutta una serie di obiettivi strategici altamente paganti sono situati proprio lungo le coste spagnole, francesi e italiane e i droni, magari di dimensioni medio-grandi, sarebbero le armi ideali per colpirli, ben difficilmente le suddette navi porta-container sfuggirebbero alla cattura da parte delle autorità dei Paesi coinvolti e, una volta sottoposte ad un'approfondita ispezione, rivelerebbero il filo che lega i natanti allo stato che li ha utilizzati per l'operazione coperta. Questo fatto toglie plausibilità anche allo scenario della “guerra ibrida”.
L'escalation della tensione continua
Al netto della plausibilità o meno delle situazioni sopra descritte, è necessario sottolineare che sin dall'incipit della Guerra Russo-Ucraina, la tensione geostrategica tra la Russia e l'Europa (e l'Occidente in generale) sta visibilmente aumentando: molte voci si sono levate per lanciare l'allarme sul fatto che, se questo braccio di ferro dovesse a un certo punto finire fuori controllo, le possibilità che scoppi una guerra totale tra Russia ed Europa aumenterebbero notevolmente, con esisti imprevedibili.